La Gazzetta di Diogene – nr. 8

♦ Il grande timoniere cinese reputava eccellente la situazione quando “grande è il disordine sotto i cieli”. Ebbene la situazione planetaria, alla fine di questo anno del primo decennio del terzo millennio, dovrebbe essere parecchio eccellente. O no?
Comunque: gli strali di Diogene vanno come sempre ai ricchi e ai potenti, mentre gli auguri ai poveracci, agli sfruttati, ai vinti, ai diseredati e a tutte le donne e gli uomini liberi di questo caotico pianeta.

♦ A tal proposito, mentre l’autore del blog che porta il mio nome, insieme ai suoi graditissimi ospiti, discettano con grande acume di “libertà” e simili, il popolo iraniano prova in queste stesse ore sulla propria viva pelle la validità o meno di quelle acute argomentazioni. “La libertà, un doveroso pericolo, in verità”, cantava qualcuno…

♦ Ahmadinejad dichiara di essere “nauseato” e “disgustato” dalle pagliacciate di piazza (sapesse noi della sua faccia); il ministro degli esteri Mottaki vorrebbe dare cazzotti in bocca a tutti (anche noi a lui, per quanto figurati e nonviolenti); viene invocata (e inflitta) la morte per i manifestanti…

♦ Vien da pensare che, con le dovute differenze, sia in corso in Iran una rottura intergenerazionale, sociale e culturale simile a quella del ’68 europeo. Ci si augura però che l’esito sia un po’ diverso…

♦ Il fronte del terrorismo internazionale torna alla ribalta, tingendosi di tutta la gamma dei colori della cronaca: scarponi e mutande esplosive, drammi psicoesistenziali e solitudine degli attentatori, scoperta di  numerose falle nei sistemi di sicurezza, possibili guerre preventive e rinnovate campagne anti-islamiche all’orizzonte… E a parte le mutande, non c’è molto da ridere!

♦ Però anche il fronte guerrafondaio non sta con le mani in mano: la Russia putiniana continua imperterrita sulla strada del riarmo in grande stile.

♦ A proposito di terroristi e guerrafondai, ci mancava solo la rievocazione padana della Battaglia di Lepanto! Che, per la cronaca, costò quasi 50.000 tra morti e feriti.

♦ Il sindaco di Milano vuole intitolare una via e un giardino a Bettino Craxi. Potrebbe anche dedicargli, tanto che c’è, il nome della sua città da bere: suona meglio Craxopoli, Craxigrado o Craxiville?

♦ 95 miliardi di euro di capitali fantasma rientrati in Italia tramite lo scudo fiscale, con 5 miliardi  di introiti per le casse delle finanze, il cui ministro esulta. Staranno esultando anche gli evasori, i mafiosi e i trafficanti?

♦ Ragionamento dell’evasore medio (libero professionista, piccolo imprenditore, ecc.): porto all’estero il capitale perché in Italia la pressione fiscale è troppo alta. Mai che si domandi se lui c’entra forse qualcosa…

♦ Qualcuno sa spiegarmi che cazzo sta succedendo a livello politico in Sicilia, in Puglia, nel PD, nei vari pollai della sinistra, e più in generale in Italia? Nonostante la mia lampada accesa giorno e notte, temo proprio di essermi perduto…

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Una Risposta to “La Gazzetta di Diogene – nr. 8”

  1. emiliano Says:

    Mi fa molto piacere, md il tuo accenno a quello che sta succedendo in Iran. Impossibile non pensare al contrasto fra il nostro in fondo comodo discettare sul senso della libertà, e su tutto il resto, e la realtà dura, difficile, tragica che stanno vivendo le persone che provano a ribellarsi a quel regime…

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