Scostituzione srepubblicana

(1) L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
Precario, flessibile, malpagato, sfruttato, alienato, parcellizzato, screditato, ricattato, infortunato, ucciso, evaporato…

(2) La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo.
Come no? Aprendo campi di concentramento graziosamente nominati Cpt o Cie.

(3) Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge.
(risate scomposte e prolungate…)

(7) Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
Peccato che la seconda, con la scusa della “sovranità morale”, finisca sempre per allargarsi e tracimare (che poi, di questi tempi, è una sovranità piuttosto screditata…)

(9) La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Com’è dimostrato dallo stato della ricerca scientifica in questo paese e della grande stima di cui gli uomini e le donne di cultura godono, specie se paragonata a quella di soubrettes e calciatori.

(9) Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
Sempre al primo posto nei pensieri di tutte le amministrazioni degli ultimi 50 anni…

(10) Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.
Intanto chiudiamolo nei campi di concentramento, poi si vedrà… Per i minori ci sono le strade…

(11) L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.
Come è successo in Irak, Yugoslavia, Afghanistan, Somalia…

(13) La libertà personale è inviolabile
Certo: lo era anche quella di Stefano Cucchi, Federico Aldrovandi, Gabriele Sandri, Luca Rossi, dei ragazzi della Diaz e di Bolzaneto, di Joy insieme a Helen, Florence, Debbie, Priscilla…

(21) Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
Peccato che i mezzi abbiano robusti padroni e abili controllori…

(27) Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.
Farsi un giro nelle carceri… e chiuderle subito dopo.

(29) La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.
Ecco, quest’articolo sarebbe proprio ora di affondarlo.

(31) Protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo.
E inoculando loro le peggiori schifezze della peggior subcultura mai apparsa sulla faccia della terra.

(32) La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività
Con il massiccio contributo di cliniche private, industrie farmaceutiche, baronìe sanitarie e galline dalle uova d’oro.

(33) Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
Cara grazia che lo possano fare, ma gli oneri sui denti! – mentre la scuola pubblica è in agonia.

(42) La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.
Limiti? Funzione sociale? Accessibilità a tutti? Ma quando mai? E poi, non sono tutti ossimori?

(53) Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
E della loro abilità evasiva, elusiva, corrosiva.

***

(XII) E’ vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.
Evidentemente si è trattato di una disposizione davvero transitoria…

Autore: md

Laureatosi in Filosofia all’Università Statale di Milano con la tesi "Il selvaggio, il tempo, la storia: antropologia e politica nell’opera di Jean-Jacques Rousseau" (relatore prof. Renato Pettoello; correlatore prof. Luciano Parinetto), svolge successivamente attività di divulgazione e alfabetizzazione filosofica, organizzando corsi, seminari, incontri pubblici. Nel 1999, insieme a Francesco Muraro, Nicoletta Poidimani e Luciano Parinetto, per le edizioni Punto Rosso pubblica il saggio "Corpi in divenire". Nel 2005 contribuisce alla nascita dell’Associazione Filosofica Noesis. Partecipa quindi a un progetto di “filosofia con i bambini” presso la scuola elementare Manzoni di Rescalda, esperimento tuttora in corso. E’ bibliotecario della Biblioteca comunale di Rescaldina.

6 pensieri riguardo “Scostituzione srepubblicana”

  1. ” La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.
    Ecco, quest’articolo sarebbe proprio ora di affondarlo.”
    Perchè questo accanimento da più parti contro la famiglia, e questa auspicata atomizzazione della società!

  2. @Paola D.:
    non è che io mi voglia accanire contro la famiglia, anche perché non esiste più qualcosa come “la” famiglia (ammesso sia mai esistito, vista la molteplicità delle sue forme storiche, sociali e culturali) – quel che però proprio non posso digerire è quel “società naturale fondata sul matrimonio”, una evidente quanto oggi inaccettabile concessione all’ideologia cattolica (o, se si preferisce, cattocomunista, visto che l'”altra chiesa” italiana per diversi decenni è stato il PCI).
    Occorre che la costituzione garantisca tutti i cittadini e tutte le loro forme associative, siano o meno fondate sul matrimonio, sulla natura, o su una qualsiasi religione o ideologia. Una carta fondamentale deve poter prevedere lo spazio per il “relativismo etico”, se vuole evitare il continuo sorgere di potenziali “guerre civili” tra i suoi cittadini.

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