Scudisci

Mercoledì 12 maggio leggo un libro (in teoria per ragazzi) a dir poco agghiacciante. Lo stesso giorno, qualche ora dopo, leggo un fatto di “cronaca giudiziaria” altrettanto agghiacciante. Ciò che li accomuna è lo schiavismo e il disprezzo per gli esseri umani. Ma nel primo caso si tratta di una finzione letteraria, una storia accaduta mille volte e però ambientata in un’epoca passata che si presumeva sepolta per sempre; nel secondo, accade qui, oggi, tra noi, nella civilissima Europa, patria dei tanto conclamati diritti umani.

Il regalo nero è un libretto di una sessantina di pagine, suddiviso in brevissimi capitoletti, a loro volta caratterizzati da frasi brevi, secche, essenziali, scritto dall’olandese Dolf Verroen, che nella postfazione spiega come l’idea per questa storia gli sia venuta durante i suoi viaggi nell’ex-colonia del Suriname.
La storia è semplice, persino banale: Maria compie dodici anni e la sua famiglia le regala un piccolo schiavo nero, esattamente come se si trattasse di un balocco, di un libro o di un cappellino. Dopo di che tutto è conseguente: l’uso del frustino, l’umiliazione, il disprezzo, il dileggio, lo sfregio fisico (oltre che morale) sul volto di una bellissima schiava di cui il padre si invaghisce, la compravendita al mercato, gli stupri. L’elemento agghiacciante è la cifra di normalità che assume la vicenda, proprio in relazione al punto di vista narrativo: a raccontare è la ragazzina, che dunque non trova nulla di strano in quello che accade, immersa com’è nella Weltanschauung padronale, acriticamente imbevuta dell’ideologia schiavistica. Nel leggerlo ho avuto una sola perplessità di carattere “pedagogico”: che messaggio arriva ad un ragazzino di 10-12 anni che dovesse trovarselo inopinatamente per le mani?

Ma ecco che accade che il frustino venga anche usato sulle gambe (o sulle natiche?) delle ragazze di un call center della provincia fiorentina, non nell’America Latina della protocapitalistica tratta dei neri, ma nel modernissimo Occidente dell’ipersfruttamento neoliberistico. Insieme a tanti bei riti arcaici, tra cui il canto mattutino dell’inno nazionale, strani girotondi propiziatori, le già menzionate scudisciate energetiche e spronanti, giornate lavorative che nemmeno nell’800 inglese, prive non dico della pausa caffé ma nemmanco di quella corporale…
Non è forse allora più terribile che i ragazzi di oggi siano destinati a tali forme di neoschiavitù, piuttosto che far leggere loro un libro nerissimo, che li scuota un po’, mettendoli magari sulla (buona) strada di una sana rivolta preventiva?

***

Nota 1. Ho dato da leggere (per vedere l’effetto che fa) Il regalo nero ad Eleonora, la mia lettrice/recensrice dodicenne di fiducia.

Nota 2. Nella ricerca su google dell’immagine del frustino, sono incappato in una marea di materiale porno/sadomaso – segno, evidentemente, dei tempi!

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3 Risposte to “Scudisci”

  1. Paola D. Says:

    http://kinnie51.blogspot.com/2010/05/lesigenza-di-unideologia-laica.html

  2. Paola D. Says:

    si richiede un tuo autorevole intervento alla discussione che si è innescata inaspettatamente sul mio post.

  3. md Says:

    @Paola D.
    uh, quell'”autorevole” m’inquieta un po’… comunque arrivo…

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