Sum ergo cogito (aliquando)

(Con buona pace di Cartesio…)

Sono terra
i passi che la calcano
le foglie che calpesto
la polvere che sta all’inizio
e alla fine
la trasmutazione degli elementi
i corpi che ingoio
i corpi che ingoiano me
la sostanza di cui tutte le cose son fatte
io tra tutte le cose
tutte le cose in me
muto e riposo
dalla/sulla/nella/sotto
terra

Sono acqua
circolazione di liquidi
fiumi e cascate
che sento percorrermi le viscere
o gocce impercettibili
liquefazione nel caldo
solidificazione nel gelo
tutt’uno con lo scorrere
delle cose
del tempo
arché e destinazione
fino al grande mar
dell’essere

Sono aria
pneuma respiro leggerezza
fiato, rifiato e sfiato
torsione verso l’alto
tempesta che mi tira giù
miasmi della parte oscura
dolcezza del dire
corpo che diviene canto
gola che urla
e frange i suoni
vento che mi trascina
e soffia sbuffa sbatte
m’innalza mi precipita

Sono fuoco
battito energia impeto
cattiveria distruzione
ma anche calore, odore buono
fragranza
lingue irrequiete
che divampano
chiarore ardore bruciore
corpi che conflagrano
e si consumano
per poi putrefare
e tornare alla terra-sostanza
alfa e omega
inizio e fine
tutto.
Tutto qui.

(L’etere, l’anima, lo spirito
e quel loro misterioso aleggiare
li lascio volentieri ai filosofi…)

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5 Risposte to “Sum ergo cogito (aliquando)”

  1. Paola D. Says:

    Bel capovolgimento del cartesiano cogito…. Ma non eri un filosofo?

  2. Francesco Says:

    Cos’è, una lotta contro il tuo essere filosofo? Un volersi liberare di un modo d’essere che è pian piano divenuto cappotto, poi armatura, quindi ingessatura? O solo una rivolta, cosa che mi sembra più probabile, contro un certo modo di essere filosofi? Mi hai fatto pensare all’”I sing the body electric” di Walt Withman…

  3. md Says:

    @Francesco: con la tua citazione di Whitman hai colto esattamente lo spirito del post.

  4. md Says:

    Proprio oggi, nella pagina culturale del Corriere della Sera, c’è un bell’articolo-dialogo di Claudio Magris con il neurochirurgo Arnaldo Benini (autore del libro Che cosa sono io. Il cervello alla ricerca di se stesso), che indica proprio nel superamento dei reciproci riduzionismi (lo spirito ridotto a materia o viceversa) l’unica via possibile per la comprensione del fenomeno umano – e più in generale del bios.
    Aggiungo che, da convinto spinozista quale sono, non penso alla “materia” come a un che di rozzo e triviale, ma come al tutto-mondo-natura (Sostanza) cui ogni ente deve essere riportato. Non c’è nessun “al di là”, nessuna trascendenza, nessuna gerarchia degli esseri. E’, appunto, “tutto qui”, nel duplice senso dell’espressione.

  5. maria pia lippolis Says:

    l’uno nell’altro, l’uno dentro l’altro…..l’uno esiste e ha stato d’esser solo nella relazione con il suo opposto…………nulla di umano è a me sconosciuto……la trascendenza nell’immanenza…le verità personificate…..l’empatia…..la società dell’empatia…..per ristabilire l’antica ed eterna armonia….Gli dei…..litigano………………gli uomini …..fanno l’Amore…..anche solo nel frammento di un istante di un solo sguardo…..che come sigillo su eterna cera resta stampato e impresso per sempre nel corpo della pellicola dell’Anima….

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