La Gazzetta di Diogene – nr. 14

♦ Ovviamente si staglia sulla fuffa e sul chiacchiericcio il vero nodo in discussione – che è oltretutto ciò che riporta questo paese così meschino e provinciale entro una dimensione globale – ovvero il congiunto attacco neo-neo-liberista all’articolo 41 della Costituzione e ai diritti costituzionali dei lavoratori.

♦ Articolo 41, così riscritto: “L’iniziativa economica privata è la sola ammessa. Deve svolgersi a prescindere dall’utilità sociale, senza alcun laccio o lacciuolo; per evitare contrasti, vengono abrogate in campo economico le seguenti categorie: danno, sicurezza, libertà, dignità. La legge si terrà a debita distanza affinché concetti come programma, controllo, indirizzo, coordinamento, vengano banditi per sempre”.

♦ (in verità esisterebbe una variante più secca e sintetica, di maggiore impatto, una sorta di articolo 41/bis che suonerebbe: “La roba è sacra, soprattutto la mia“).

♦ Pomigliano d’Arco, stabilimento Giambattistica Vico – incredibile ma vero!  fabbrica nuova come la scienza nuova, a simboleggiare la svolta filosofico-industriale dell’illuminato Marchionne (!) – quel che invece è vecchio come il cucco è la logica schiavista e vampiresca del Capitale; dunque, mi spiace per il 62%, però più di loro ha dannatamente ragione il 36%.

♦ (E comunque peggio di così alla Fiat non poteva andare: nessun plebiscito, nemmeno quello tarocco di savoiarda memoria, e visto che c’è ancora un bel varco per il conflitto, i padroni avrebbero preferito di gran lunga dei numeri rovesciati…)

♦ Il “compagno” nazional-popolare Fini (con la camicia nera sotto il doppiopetto) scopre l’invenzione della Padania. La camicia verde senza doppiopetto Calderoli gli oppone che “C’è chi lavora e chi invece fa solo filosofia“. Ullallà: l’uno fa raffinate analisi sulle ossessioni identitarie e l’altro… beh, se devo essere sincero sono rinfrancato dal saperlo così lontano dall’attività filosofica!

♦ A proposito, poi, di “compagni” – non si sa con quale colore di camicia – si è acceso un dibattito nominalistico furioso nel PD sul relativo termine. Mi vien solo da rispondere con la canzone di Ricky Gianco: “Compagno sì, compagno no, compagno un cazzo!”


♦ Mentre la Chiesa cattolica attacca pure da morto José Saramago, uno dei suoi faccendieri, nonché cardinale, di nome Crescenzio Sepe, finisce nel mazzo degli indagati per corruzione. Quando si dice il diavolo e l’acqua santa…

♦ Ormai è diventato un nuovo sport nazionale, subìto più che praticato dai giovani, quello di entrare (vivi) nelle patrie galere e di uscirne morti e pure con la faccia pesta: il povero Carmelo Castro sarebbe l’ultimo (non in ordine cronologico) della lista.

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