Adolescenti III – Intervista a Laura B.

Amo gli adolescenti perché tutto quello che fanno,
lo fanno per la prima volta

(Jim Morrison)

A sparigliare i giochi sopraggiunge l’inserzione del nuovo, come sempre.
Dopo aver intervistato lo scorso anno MDB (il quale ci aveva fatto dono di una insospettabile saggezza adolescenziale, al contrario dei nazistelli incontrati l’anno prima), è ora la volta finalmente di ascoltare il punto di vista di una ragazza. Sarà casuale, ma anche qui non trapela nulla di quella vulgata che vorrebbe gli adolescenti dei rincoglioniti seriali, servi conformi del sistema dei consumi, a cui sfuggono al massimo con le strategie del bullismo, del teppismo e del nichilismo autolesionistico. Anzi, se alcuni “valori” sporgono sul piattume consumistico generale, questi sono ben netti e definiti, e hanno il nome (magari venerando e con un gusto un po’ retrò)  di rispetto, relazioni, amicizia, dignità, famiglia, responsabilità, regole, giudizio, persino introspezione – o, se si preferisce, il buon vecchio caro (e per alcuni estinto) esame di coscienza
Intendiamoci: nulla lascia presagire una presa di coscienza generazionale volta non dico a scardinare la società o a correggerne i difetti, ma per lo meno ad appropriarsi di qualche rudimentale strumento critico collettivo. E come potrebbe essere altrimenti, dopo quanto schizzato nei due post precedenti? Oltre al grave sospetto che possa trattarsi di un’eccezione (anche se in fondo non lo credo).
Nell’intervista a Laura – 16 anni, un po’ adultescente, nel senso che in questo caso è lei a proiettarsi in là diversamente da quegli adulti che infantilizzano in qua – emergono comunque aspetti piuttosto interessanti ed imprevisti: accanto ai luoghi comuni – e comuni non sta per banali, ma per conformi ad un’epoca, un tempo, una generazione – vi sono alcuni elementi di apertura al futuro. Ma soprattutto la bellezza e la spontaneità della risposta genuina e sincera, senza infingimenti o sovrastrutture.
Certo, l’intervista è una forma comunicativa sibillina e fuorviante, un domandare a senso unico che tende ad incasellare ed ingabbiare le risposte. Un lasciar parlare che rischia di rinchiudere il flusso in un recinto bell’e pronto. Il confine del pre-scritto, pre-determinato, programmato. Necessario ed insieme fastidioso. Vorrei che non fosse così. Ma non tocca più a me dire, fare, proporre in questo campo. Posso solo testimoniare l’assenza di una rottura. E però la sua auspicabilità.
Spero che dalle parole che seguono (insieme alle tante altre di tanti altri giovani) tale rottura emerga da sola e diventi così dirompente da sommergere anche questo mio dire e definire, teorizzare e rinchiudere in uno spazio pre-scritto. Affinché la scorza del mondo vada in pezzi a preludio di un davvero nuovo – tutto loromondo.

Non ho preparato l’intervista, quindi dobbiamo improvvisare. Presentati, descriviti…
Ho 17 anni [in realtà mente, ne ha ancora 16], studio, mi piace stare in compagnia, parlare tantissimo, vivere, sono una persona affettuosa, però se qualcuno non mi tratta come dovrebbe, se mi manca di rispetto…

Cosa intendi per rispetto?
Ho avuto in proposito una discussione con una prof [mi racconta nei dettagli l’episodio], che per un pregiudizio nei miei confronti ha cominciato ad urlarmi contro, a quel punto non ci ho visto più e anch’io ho alzato la voce… il fatto di essere prof non le dava il diritto di darmi dell’ignorante e di zittirmi… questa è mancanza di rispetto. Io rispetto le tue idee, ma tu devi rispettare le mie, anche se sono diverse, senza abusare del ruolo che si ricopre. In quel caso la prof ha abusato del suo potere. Certo, io ho sbagliato, sono passata dalla parte del torto…

E il rispetto tra coetanei?
Sempre delle idee. E poi il rispetto della persona vera e propria: senza quegli scherzi idioti o quei giochi che proprio non sopporto. Verso le ragazze il rispetto è quasi assente: quando io parlo se c’è una cosa che mi dà fastidio è che mi dicano “stai zitta”. Proprio non lo sopporto.

Cioè te lo dicono i ragazzi?

Non è che lo dicono, però magari non ti prendono in considerazione.

Secondo te questo atteggiamento è diffuso tra di loro?
Secondo me sì. [Mi fa un altro esempio che riguarda la “pulitura” di una classe] … i maschi che dicono al prof: “noi andiamo, tanto ci sono le ragazze”. Allora io ho risposto: “Ma come ti permetti? non sono mica tua madre. Tu hai sporcato, tu pulisci!”. [Mi fa altri esempi, sul giocare a calcio, ecc.]

Ma in che cosa secondo te sono diversi?
A quest’età i ragazzi sono molto meno maturi (parlo in generale). Basta vedere le scuole che scelgono: loro non riescono a proiettarsi nel futuro, e scelgono le scuole più facili e meno impegnative.

Cioè secondo te le ragazze prendono la scuola più seriamente dei ragazzi?
La maggior parte delle ragazze a quest’età ha più senso di responsabilità.

Anche in altre cose?
Boh? Vedo alcune ragazze che non so come possano essere così. Sul rispetto delle regole non ci siamo.

E da cosa dipende?
Secondo me dal fatto che non sono stati seguiti, magari non hanno mai rispettato le regole in casa…  A psicologia, ad esempio, ho studiato il bullismo e so che nella maggior parte dei casi le cause dipendono dalla carenza di affetto o dalla mancanza di regole. Tutto dipende dalla famiglia.

Nella tua esperienza hai avuto a che fare con bulli o con bulle?
Con le ragazze no. Ne vedo in giro alcune, che ti guardano come se dovessi stare con la testa bassa e guardare i tuoi piedi…

Secondo te queste bulle sono bulle “originali” o hanno copiato dai ragazzi?
Secondo me hanno copiato dai ragazzi, per essere accettate da loro. E’ nato come modo maschile di essere.

Ma è un atteggiamento diffuso?
Secondo me, e per quello che so e che vedo, sì, è una cosa diffusa. Ci sono molti ragazzi menefreghisti, che prendono in giro i più deboli, quelli che studiano, gli “sfigati”…

Torniamo a maschi e femmine, e alle loro differenze. In particolare sulla maggiore maturità delle ragazze…
[Mi fa alcuni esempi “estremi”: il fratello, che alcuni anni fa si era ammalato gravemente, esperienza che lo ha fatto diventare molto più maturo della media dei suoi coetanei; d’altra parte un altro ragazzo della sua compagnia, che è stato in coma per 13 giorni, “non ha capito nulla”, e nel suo caso l’esperienza non lo ha fatto maturare per niente].

Ma cosa vuol dire maturare?
Capire perché vivi, capire che la vita ha un senso…

Che senso ha la vita secondo te?
Io la vita la vivo, perché sono felice di stare con le persone. Reputo importantissimo vivere con le altre persone, non riuscirei a concepire una vita senza amici. Come esseri umani abbiamo bisogno di rapportarci, di aprirci…

E questo pensi che aiuti a crescere?
Sì, però dipende. Ci sono casi in cui gli amici hanno un’influenza negativa. Però io credo che se uno ha rischiato di perdere la vita, e non ha capito che forse fumarsi le canne non fa molto bene… e continua a vivere col bisogno di sballare… se tu hai rischiato di perdere la vita, dovresti aver capito che la vita è preziosa…

Sì, però ci sono cose più gravi del farsi una canna…
Sì certo, farsi una canna danneggia te stesso, ma ci sono cose molto più gravi che puoi fare agli altri. Per sempio, in psicologia ho studiato…

No, no, lascia perdere quello che hai studiato, dimmi che cosa pensi tu

Sono frequenti le aggressioni, magari fuori da scuola, ho sentito anche parlare di violenze sessuali sulle ragazze… queste sono cose molto più gravi ovviamente.

Visto che hai parlato di stupro, parliamo di sesso e di affettività. Come li vivono oggi gli adolescenti?
Prima le ragazze lo vedevano in modo diverso, la prima volta dev’essere speciale, con un ragazzo speciale. Mentre per i maschi prima si fa meglio è, almeno possono dire  che non son più vergini. Ma adesso anche per le ragazze è cambiato qualcosa, e per essere accettate fanno cose… sono diventate un po’ come i maschi, non sanno nemmeno il significato del sesso.

E tu che significato dai al sesso?
Secondo me è un contatto che si deve avere con una persona per cui provi qualcosa  di forte, è qualcosa in più dell’amare, quando ami veramente una persona senti il bisogno di stargli vicino… ma spesso oggi per i ragazzi e le ragazze è un modo di divertirsi, e non riesco a vederlo così. Magari sono io strana… sì, ok, ci deve essere il piacere, però non può essere una cosa presa alla leggera… sono cose serie, che si fanno con una persona con cui credi di poter avere un rapporto serio.

Tu non pensi che nel sesso ci possa essere anche il lato divertente? Perché dovrebbe essere negativo?
Sì, ci può essere, c’è sempre stato, però che senso ha andare con un ragazzo, solo per piacere, e poi il giorno dopo lo guardo, gli dico ciao ciao… come prima, poi due giorni dopo vado con un altro, ed è la stessa cosa… dove va a finire la dignità? E’ una questione di dignità… e gli altri come ti vedono?

Ecco, come ti vedono le persone, parliamo di questo… Proprio l’altro giorno mi è capitato di discutere con dei ragazzi di 15-16 anni, che ritenevano le “ragazze facili” come delle… sì insomma hai capito, e i ragazzi che “se le fanno tutte”, come dei “fighi”. Io sono rimasto stupito, secondo te è diffusa ancora tra gli adolescenti questa mentalità?
Ovviamente è sbagliato. Sbaglia la donna che va con tanti uomini, ma anche questo modo di pensare è sbagliato. Si ha ancora forte l’idea della donna come prostituta che però non vale per l’uomo.

Perché secondo te?
Evidentemente… perché è più diffusa la prostituzione femminile?

Non c’entra per caso con i “ruoli” che la società assegna? Torniamo a quello che si diceva all’inizio a proposito dello “stare zitta”, che è un po’ come dire “stai al tuo posto”…
[Mi parla della clitoridectomia e dell’ipocrisia nel criticarla, quando qui da noi vigono i modelli di prostituzione o di tradimento a senso unico]. Boh, non so, i ragazzi vedono le femmine come oggetti, non gliene frega niente della persona con cui stanno, ecco perché parlo di dignità… io non andrei mai con il primo che passa…

Parliamo ora di futuro, progetti… Come lo vedi?
Spero di avere una famiglia, di sposarmi…

Sei un po’ tradizionalista…
Sì, perché io ho come modello i miei genitori, che stanno insieme da tanto, vorrei creare tutto io…tirar su i miei figli, farli crescere… vorrei avere un lavoro, che per adesso non so ancora cosa sarà…

Che cosa ti piacerebbe fare?
Per adesso vorrei fare l’insegnante di educazione fisica. Infatti vorrei fare scienze motorie all’università, però ora che arrivo in quinta potrei cambiare idea…

Cioè, non riesci a vedere un futuro in cui realizzi solo te stessa, senza una famiglia di mezzo?
No, assolutamente. Non voglio nemmeno immaginare il fatto che io faccia carriera nel lavoro e sacrifichi la famiglia… cioè, prima le relazioni e poi il lavoro.
[su questo punto è molto categorica]

Parliamo un po’ di come vedi il mondo, la società. Ti interessi di politica?
No. Io ho le mie idee, per esempio sugli immigrati, su certe leggi, sul razzismo… io non mi reputo di sinistra, a parte che sono ancora piccola… la politica non mi interessa… mi interessa la scuola, l’istruzione…

Cosa pensi della Gelmini?
Non bene. Io non ho un’idea politica stabilita, non vado su “destra” o “sinistra”, vado sulle mie idee, che possono essere alcune di destra alcune di sinistra.

Quali sono le tue idee? Che società immagini? O questa ti va bene?
C’è troppa delinquenza, per esempio i ragazzi della mia età…

Ma tu pensi davvero che l’immagine degli adolescenti tutti bulli e teppisti che danno i media sia vera?
No, certo, non sono tutti così. Certe volte sembra che siamo mostri… ma non è così… ad esempio i miei amici sono diversi… Però è vero che conosco certa gente che è effettivamente così.

Che cosa non va bene di questa società?
La sicurezza.

Tu ti senti insicura?
Io come ragazza sì. Vorrei prendere il treno in pace, a qualsiasi ora.

Da cosa dipende?
[Mi parla di aggressioni, rapimenti, stupri – c’è molto l’elemento del “sentito dire” nel suo linguaggio].

Hai amici immigrati?
No, amici immigrati non ne ho. Ne conosco alcuni di vista. Chi viene qua in Italia deve venire per lavorare.

Ma non ci può stare che venga solo per cambiare paese?
No… sì [indecisione]. Io penso che ci sono tantissime persone che vengono qui, e vengono per lavorare, magari anche senza permesso di soggiorno, ma cercano lavoro… e visto che provengono da paesi veramente poveri io non ce la farei mai a cacciarli via… Una società con più culture avrebbe da guadagnarci, più piatti, usanze, lingue diverse… la religione.

Religione? Credi in Dio?
No. Non mi interessa la religione. Se succedono delle cose tra le persone, succedono perché le persone hanno deciso che succedano. Non si può pregare un dio per… ci sono le guerre, muoiono tantissimi innocenti, e Dio non fa niente per questo – e “loro” [i credenti] dicono che però Dio non si può occupare di tutto, delle piccolezze – e allora io non capisco di che cosa si può occupare. Io non mi so rispondere alla domanda che si è fatta la scienza “come sia nato tutto”, però non credo che ci sia qualcuno che possa guidarci nelle nostre azioni, che possa aiutarci a fare quelle giuste… ci sono paesi dove le persone, i bambini, non hanno niente, muoiono di fame… perché Dio non li aiuta? – qualcuno risponde “forse perché non lo pregano”, eppure i più credenti sono proprio quelli che non hanno niente, e l’unica cosa che possono fare è credere in qualcosa… io non credo che qualcuno possa manovrare le azioni umane, è solo l’uomo e il suo destino…

Cos’è il destino?
eeehh…

E’ qualcosa di già scritto o..?
No, lo decidi tu, dipende dal volere della persona.

Cioè, tu riesci ad immaginare la tua vita come interamente decisa da te?
No… sì… no…[domanda difficilissima!!!] – interamente decisa da me no… ovvio che dipende da altre cose…

Che cos’è la felicità? (e non dirmi “fare la famiglia”) – dimmi cos’è per te, proprio per te!
Sto bene, non mi manca niente, ho il ragazzo, i genitori che mi vogliono bene… certo che sono felice, quasi sempre…

Ma il massimo dell’aspirazione?
Avere le persone che mi vogliono bene. Molto più dei soldi. Le relazioni sono la prima cosa.

Vuoi aggiungere qualcosa?
Ma…

Secondo te perché ti ho fatto questa intervista?
Perché mio fratello non se ne va…? [entra a sbirciare e lo cacciamo – e con l’occasione possiamo anche svelare che si tratta dell’MDB dell’anno scorso, ormai ampiamente maggiorenne…] – perché vuoi sapere che cosa pensiamo noi adolescenti, no?

Allora ti chiedo un’ultima cosa: che cosa pensi di noi adulti?
Li rispetto, ci sono delle persone da ammirare.

Hai degli amici molto più grandi di te?
No.

[Parliamo un po’ di amicizia e amore, e delle differenze, poi salta fuori “la parte nascosta” che non si rivela a nessuno, né amici né amori].
In linea di massima dico tutto, però certi pensieri… li tengo solo per me, in ogni caso…è anche importante, devo sapere anch’io darmi delle regole, giudicarmi io da sola con i miei pensieri… infatti certe volte prima di andare a letto penso, mi giudico…

Perché fai questo “esame di coscienza”?
Posso anche parlare con una persona di questa cosa, ma poi non sono lo stesso convinta, e ho bisogno di sapere io, dentro di me, se sto facendo la cosa giusta o se è sbagliata… ed è una cosa che non posso chiedere né ad un amico né al mio fidanzato…

E che strategie usi? Mi interessa molto questa cosa: come fai a risponderti “è giusto o è sbagliato”?
Ci metto giorni e giorni e giorni… guardo i lati positivi, quelli negativi, guardo che cosa può succedere se faccio una cosa, se qualcuno ci rimane male, piuttosto se io ci rimango male… poi magari trovo una soluzione, e dopo qualche mese mi ritorna ancora questo dubbio…

Che rapporto hai con la natura? (l’intervista doveva finire un quarto d’ora fa, e invece come vedi…)
Mi piace la natura, però non potrei vivere in campagna. Preferisco vivere in città. Dopo un po’ credo che sarebbe monotono… non riuscirei a vedere quel lato bello… anche se poi la gente sta aumentando e la natura sta diminuendo…

Ma non la stiamo rovinando un po’ troppo?
Sì, stiamo compromettendo la nostra vita.

Tu saresti disposta a rinunciare a qualcosa?
No. O meglio: se lo fanno tutti lo faccio.

Non sei preoccupata?
Sì, può essere che non ci sarà un futuro… può anche finire che non ci sarà più niente… Però per una soluzione a questo, si deve fare seriamente, tutti… io da sola, non potrei fare niente…

Ultima domanda, davvero: cos’è la libertà?
Poter dire quello che voglio.

Anche bestemmiare in pubblico?
No, bé… poter esprimere le mie idee, basta che non offendano nessuno. Secondo me all’interno di una società per forza ci devono essere delle regole… come in una famiglia, anche in una società, se no non si riesce a vivere insieme…

[A questo punto, dopo il fratello, si affaccia sulla soglia la madre]. Mamma! stavi origliando?!?

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