Extravagante sorella morte

Ho ripreso in mano in questi giorni alcune opere di Luciano Parinetto, in vista della stesura di un contributo per una raccolta collettiva che dovrebbe essere pubblicata nel 2011 (decennale della morte). Tra le pagine di uno dei libri c’era un foglio (extra) vagante del testo di una poesia dedicata alla “Sorella morte”, che Luciano scrisse nel luglio del 2001, pochi mesi prima della fine. Si tratta di un testo molto denso, che in realtà richiama parecchi dei temi di cui il filosofo bresciano si era occupato, e che si potrebbe quasi considerare una “summa” del suo pensiero sulla natura umana e sul suo rapporto con il cosmo e la materia.
Ora non so dire che cosa Parinetto pensasse di San Francesco, anche se l’allusione alla sua laude è piuttosto esplicita. Da materialista e ateo (o, per meglio dire, in posizione che intenda prescindere da ogni teismo o trascendenza e dalle sue conseguenti negazioni), avrebbe forse laudato la sua scelta pauperistica ed anticipatamente anticapitalistica, il conflitto con il potere costituito, la sua vicinanza alla natura e la pietas che lo legava al cosmo. E ne avrebbe poi indicato limiti e contraddizioni, com’era nel suo stile eminentemente dialettico.
Ma qui conta di più una concezione epicurea della morte, che è interruzione di quel progetto infinito e diveniente che è il farsi dell’umano, inscritto in un farsi terrestre che lo ingloba, ma che resterebbe muto ed insensato (ad occhi umani), senza l’incessante tessitura di sé. E senza il desiderio di mutare ciò che è indegno.

Extravagante
(in stile ottocentesco pensando ad Heidegger!)
Sorella morte

Inutile aspettarla: mai non viene:
come potrebbe giungere se è un nulla
quale soltanto noi ci immaginiamo?
E non è detto che ci compia e inveri,
pur se lo affermano preti e filosofi :
come potrebbe farlo una menzogna?
e’ un ‘montaggio’ la morte, sosteneva
giustamente Pier Paolo Pasolini:
ma il caso ne è il regista ineluttabile.
A Bruno il rogo fece da ‘montaggio’
e fu un caso dai preti manovrato:
un caso, non la morte entificata;
nulla opera la morte: non esiste.
Se davvero esistesse occorrerebbe
nominarla assassina e traditrice,
perché viene a interrompere nell’uomo
un progetto infinito – il suo disegno.
Ma non esiste : è sorella del nulla.
Moriamo prematuri, anche a cent’anni;
e per violenza, anche nel nostro letto.
Neppure è vero che spalanchi a noi
le porte a un altro mondo sempiterno:
il nostro solo – senza senso – esiste;
noi siamo, che gli diamo un nostro senso
nel progetto perpetuo che noi siamo.
Dire che morte c’è, perché in passato
sempre si è morti, è proprio come dire
che il futuro sarà come il passato:
ed é inverificabile, poiché,
per provarlo, dovresti già trovartici,
cosa del tutto assurda ed insensata.
Non mescolare dunque fatti e logica:
sono i fatti smentibili da sempre,
Hume lo sapeva bene, quando scrisse,
del levarsi del sole, che domani
potrebbe non ripetersi: è un’attesa
della fede sprovvista di ragione.
Lascia andare lo scheletro e la falce
(e le kazzate che si tiran dietro)
e progetta ogni giorno nel diverso
quanto autenticamente ti concerne:
se avverrà che tu muoia all’improvviso,
o dopo lungo male, sarà eguale;
avrai tessuto la tua vita come
se un senso avesse pure nell’effimero.
E avrai vicino a te chi pure un senso
vi troverà, legandosi con te;
e il tuo ricordo forse serberà.
E se un giorno verrà che pure morte
morte subisca, non meravigliarti:
la scienza fa miracoli, ma giova
che non immobilizzi il divenire,
con l’immortalità che potrà dare,
mummificando l’uomo dentro un essere,
congelato in se stesso e indiveniente,
ch’è fratello gemello della morte,
e gli vieta progetto ed apertura.
O, trafficando l’immortalità
col Kapitale, oppure assicurandola
solo ai suini del potere e soci,
calpesti degli umani l’eguaglianza
che, nel diverso, li proclama identici.
Pur sul futuro non fingiamo ipotesi;
fossimo pure gli ultimi mortali:
questo non vieta che ci progettiamo
(perché è questo che fa dell’uomo un uomo),
e il presente mutiamo; ed evitiamo
di ispirarlo al passato, se non degno.

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4 Risposte to “Extravagante sorella morte”

  1. Xavier Says:

    E’ davvero questo che fa dell’uomo un uomo, l’incessante tessitura di sè alla ricerca di ciò che é degno? Ognuno che fino ad oggi ha parlato in nome dell’umanità ha poi indicato agli altri anche come percorrere la strada più degna per essere uomini, e non so dire quanto. oggi, io mi senta orgoglioso di appartenermi agli uomini. Non sono un cinico, neppure un nichilista, e trovo bella la prosa in forma poetica che ci hai proposto, caro m.d.,e le suggestioni che suggerisce sopprattutto la prima parte dello scritto di Luciano Parinetto. Forse sono un po’ troppo allergico alle esortazioni, ed ecco allora che salta fuori il vecchio sospettoso. Oggi, mentre ero in libreria, mi casca l’occhio su una vignetta di Altan. Il solito tipo incazzoso che dice: “Si nasce e si muore, il resto son tutte chiacchiere!”…non male, con rispetto parlando.

  2. md Says:

    Riporto il commento (da facebook) del mio caro amico Francesco Muraro:

    “Caro Mario, i Maestri sono pochi e Luciano mi/ci è stato Maestro di pensiero impareggiato … di come il problema di dio sia filosoficamente un non problema e di come sorella morte sia sorella vita, un suo travestimento. Come si vive e come si muore: questi si che son problemi da filosofi!”

    @Xavier: su esortazioni e sospettosità, concordo in pieno; anzi, trovo che la filosofia sia grosso modo definibile come l’attitudine a sospettare sempre e comunque che dietro qualcosa ci sia qualcos’altro…

  3. Xavier Says:

    Ed é ben questo il disagio che provo, il sospetto e la conferma che a manovrar coscenze in nome del “come si vive e come si muore” si siano applicati “meglio” coloro che hanno deciso l’altrui sorte, di quanti abbiano invece soltanto posto il problema. Ma questi, forse, son solo problemi da vecchio anarchico.

  4. notitiae Says:

    Grazie per questo post sulla sorella morte… Volevo proporre un bellissimo ed utilissimo resoconto conciso e illuminante del Santo…
    Volevo seganlare un evento collegato:
    http://notitiae.wordpress.com/2010/11/25/word-and-world/

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