Verità magnetica

“Che cosa è la verità? Per la massa è ciò che si legge e si sente dire continuamente. Qualche povero ingenuo può anche mettersi al tavolino e raccogliere principî onde definire la ‘verità’ – ma questa resterà la sua verità. L’altra verità, quella pubblica del momento, quella che soltanto importa nel mondo reale dell’azione e del successo, oggi è un prodotto della stampa. Ciò che la stampa vuole è vero. Chi controlla la stampa crea, trasforma, cambia le verità. Bastano tre settimane di lavoro di stampa e tutto il mondo conoscerà ‘la verità’.  Gli argomenti corrispondenti saranno inconfutabili finché vi sarà il denaro necessario per ripeterli ininterrottamente. Anche la retorica antica si basava sull’effetto e non sul contenuto oggettivo del discorso […] ma essa si limitava ad agire sui presenti e al momento. Il dinamismo della stampa moderna mira invece ad effetti durevoli. Essa vuole esercitare sulle menti una costante pressione. I suoi argomenti sono confutati soltanto nel punto in cui una più forte potenza finanziaria si mette dalla parte di chi afferma gli argomenti opposti dandogli modo di farli circolare più insistentemente degli altri. Allora l’ago magnetico della pubblica opinione si sposterà verso il polo più forte. Ognuno si convincerà subito della verità nuova: come se d’un tratto si destasse da un errore.”

(O. Spengler, Il tramonto dell’Occidente)

Annunci

Tag: ,

4 Risposte to “Verità magnetica”

  1. Xavier Says:

    Mi pare che un tempo si dicesse, tra l’altro (tanto altro), che “la pubblica opinione altro non é che l’opinione della classe dominante”. Mi fa sempre un certo effetto ricordarmelo: dovevano essere proprio dei brutti momenti per arrivare a tanta critica violenta! Meno male che oggi non é più così, e la vera verità trionfa sempre, come nei film di una volta, quelli in bianco e nero, che si capiva subito che tutto sarebbe finito bene.

  2. md Says:

    non posso non riportare qui il bell’intervento che l’amico “virtuale” Tindaro Starvaggi ha scritto sulla mia pagina di facebook:

    “Una riflessione significativa e lungimirante.
    Peraltro, grazie a Bergson e alla sua critica alla concezione della realtà aristotelica (la dottrina della potenza e dell’atto) abbiamo scoperto che le dinamiche esistenziali sono in buona parte …svincolate dallo spazio geometrico e connesse, invece, al tempo della coscienza nel quale « il nostro io si lascia vivere». Nasce la virtualità. Questa scoperta è stata presto sfruttata, grazie alle conquiste tecnologiche e digitali (il cyberspazio), dall’industria sub-culturale dei media, che al sistema dei grafemi (la stampa di Spengler) ha aggiunto un nuovo significante, l’immagine (media televisivi), per veicolare in modo diretto e suggestivo i significati e neutralizzare la libertà di riflessione, all’interno di una forma giuridica sempre più vuota, qual è lo Stato di diritto contemporaneo. È nata quella pesante e omologante sovrastruttura che è l’”estasi della comunicazione” (Jean Baudrillard), quale risultato della pervasività dei media che porta alla astrattizzazione della realtà, del rapporto delle persone col mondo e con le problematiche dello stare insieme. Siamo una società “surmoderna” (Marc Augè), “immersa in un bagno mediatico” (sempre Jean Baudrillard), nella quale gli eccessi egquestootici, spaziali e temporali si stagliano all’orizzonte contro un cielo sempre meno terso, che ha perso la sua auraticità che l’artista divino o l’entropia cosmogonica gli hanno donato. Quel cielo è, sommariamente, la condizione attuale della cultura occidentale.
    Ma in pochi avvertono razionalmente ciò che i sensi non possono più denunciare: siamo completamente inzuppati nella simulazione manipolatrice dell’iperreale!”

  3. carla Says:

    per questo la verità è innominabile…
    perchè ognuno pretende di averla in bocca
    e la sputa fuori senza riserve.
    😉

  4. Vincenzo Cucinotta Says:

    Tutto vero naturalmente, ma che in altre stagioni dell’umanità l’effetto non fosse durevole, su questo non posso proprio convenire. Ogni società ha imposto la propria verità, cioè quello che mi ostino ancora a chiamare la propria ideologia. Ciò che è peculiare dei nostri tempi è invece l’estensione, la dimensione numerica delle persone soggette a percepire quella specifica verità. In ogni caso, il problema rimane sempre quello delle classi dirigenti. Abbiamo bisogno di costruire una nuova classe dirigente per nuove verità, ma dove trovare persone esse stesse non vittime del conformismo dominante?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: