La Botte di Diogene non può per sua natura che solidarizzare con gli studenti e i ricercatori in lotta: contro il sequestro del proprio futuro e di quello del paese; contro l’incompetenza, la malafede e l’arroganza del potere; per la scuola, l’università e la cultura “pubbliche”, ovvero beni comuni indisponibili alla mercificazione.