La Gazzetta di Diogene – nr. 16

♦ Chissà che cosa avrebbe detto il mio collega Platone, che si lamentava dei politici ateniesi, se avesse assistito agli italici dibattiti parlamentari di questi giorni…

♦ (Credo nulla, tranne forti conati di vomito)

♦ Ricordi dai manuali di storia (1): l’antico vizio della classe politica italiana – il trasformismo – si chiama oggi “responsabilità nazionale”. È oramai la lingua ad essere affetta da trasformismo.

♦ Ricordi dai manuali di storia (2): il sistema feudale si regge sul rapporto servile e personale tra re, vassalli, valvassori e valvassini. Ma non si sta parlando del IX-X secolo carolingio, bensì del XXI secolo berlusconingio.

♦ Intanto, fuori dal palazzo, nei luoghi da me preferiti, le piazze si riempiono di studenti, lavoratori, cittadini. Che è sempre un bene.

♦ Il conflitto sociale, però, ha il suo lato oscuro – il suo blocco nero. Dove è facile infiltrarsi. Dove tornano a spuntare le pistole (a proposito, com’è che un finanziere stava lì, e non invece a dar la caccia agli evasori fiscali?).

♦ Okkio! alla maggioranza silenziosa e all’eterno borghesume fascistoide italiota (che la classe politica specchio di eticità di cui sopra, hanno eletto). Quella non dorme mai, al più sonnecchia.

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2 Risposte to “La Gazzetta di Diogene – nr. 16”

  1. milena Says:

    L’eterno borghesume fascistoide non so dire in che fase di sonno sia, ma la maggioranza silenziosa italiota ahimè è proprio in coma. Non si sarebbe mai dovuto smettere di prenderli ma schiaffoni. Appena di là dal mare c’è la Grecia, e persino il tg 3 oggi non ha potuto evitare di dirne qualcuna bella secca, tipo: l’Europa chiede sacrifici ma non ha più niente da dare

  2. xavier Says:

    Proprio quando pensavo che questo baraccone, inteso come computer, avesse esalato l’ultimo respiro informatico, ecco il miracolo: la mano felice di chi se ne intende me lo ha riportato in vita e addidittura migliorato nelle prestazioni, allontanando infauste e irreversibili ipotesi di eutanasia. Rieccomi dunque,e un saluto a tutti. In quanto al puntuale commento della “Gazzetta” sul trasformismo del linguaggio, c’é da restare incantati davanti alla disinvoltura con la quale in poco tempo é stato fatto a pezzi il senso delle parole. Incantati e divertiti, se non si trattasse di cosa seria.Il campionario, vastissimo, é un susseguirsi di paradossi dagli effetti comici e tristi al tempo stesso, tant’é che vien sempre voglia di dirsi “Ma avrò capito bene? Stanno scherzando? E’ un quiz?”. E infine, “Ma pensano come parlano o parlano come pensano? O addirittura entrambe le cose?”. Dilemma, roba da “Amletismi”, o marzullità?

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