La Gazzetta di Diogene – nr. 17

♦ Papa Natzinger riemerge dalla melma clericopedopornografica, per alzare l’inanellata manina, parlare di educazione sessuale (incredibile!) e rivendicare il diritto a fondare uno stato teocratico. Se lo vada a fare sulla luna, se proprio ci tiene.

♦ Dove sta la follia: nella giovane testa del nazisuprematista sociopatico di Tucson o nell’antica testa a forma di pistola dell’americano medio?

♦ Riots (jacqueries, rivolte del pane, sommosse, disordini) nel Maghreb, in pericolosa espansione. Il governo italiano corre in soccorso – dei governi autoritari, compagni di affari e merende – e la bella combriccola bolla i giovani come “terroristi”. Meglio prevenire rivolte (su entrambe le sponde) e nuovi sbarchi, e prenotare per ogni evenienza un qualche esotico e neocoloniale posto al sole.

♦ “Permetterò che voi abbiate l’onore di servirmi, a condizione che mi diate il poco che vi resta in cambio della fatica che sostengo nel comandarvi”: sembra che Rousseau abbia previsto con 250 anni di anticipo la quintessenza dell’ideologia marchionnista della nuova Fiat.

♦ O dite di sì o me ne vado: grande lezione democratica del genio dell’industria Marchionne. Anche lui sulla luna, insieme al papa?

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2 Risposte to “La Gazzetta di Diogene – nr. 17”

  1. xavier Says:

    Bel numero, questo della Gazzetta. Succoso negli argomenti scelti, così graziosamente forniti dalle gerarchie delle varie destre in giro per il mondo (con qualche comoda sede anche nella nostra vecchia fattoria), tanto per non scordarci in che bel momento della storia si é. Sullo stato teocratico preferirei glissare: non fosse tragico, mi viene da ridere solo a pensarci. Sull’americano -in generale- che spara, il suo mito delle armi come protesi delle sue paure e la necessità di volerle usare ad ogni costo, le paure prima e le armi dopo, c’é poco da dire: ce l’hanno nella loro costituzione, e loro la osservano sempre, mica come noi, ondivaghi azzeccagarbugli giuridici.In quanto a Marchionne, lui Rousseau l’ha capito subito, e ha subito afferrato il concetto: attaccati ad un povero e camperai bene per tutta la vita! Se poi i poveri sono qualche migliaio, allora allegria! come si dice in questi casi. In quanto ai veri “terroristi” del Maghreb, le cricche cioé che dominano quei paesi, mi sembra azzeccata la scelta del nostro governo verdemarcio, in linea con la propria coerenza: aiutiamoli a casa loro!

  2. Vincenzo Cucinotta Says:

    Secondo me, il modello di mondo globale a cui aspirano quelli come Marchionne (ma anche quelli alla Tremonti e le più alte autorità europee) è di fatto un modello teocratico, in cui però è la competitività ed il profitto ad essere divenuti i nuovi dei a cui sacrificare l’umanità. C’è insomma in giro per il mondo un’ondata di follia che porterà forse perfino all’estinzione dell’umanità. Il tutto avviene in un frastuono di proclami e di ricatti impositori, in cui un’umanità distratta, pigra e codarda sembra incapace di opporsi, un’umanità incapace di proporre una classe dirigente alternativa, in grado di proporre ed imporre ipotesi che rimettano al centro l’uomo.
    Purtroppo, quando la follia raggiunge tali livelli, servono a ben poco suggerimenti e moniti, quando si muovono al di fuori dell’ottica folle che pervade le menti. Oggi dobbiamo contentarci del ribellismo, sperando che da questo possa sorgere una classe dirigente davvero all’altezza delle sfide presenti.

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