Il pane e i gelsomini

Oggi nasce il nuovo uomo arabo, la nuova donna araba
– e questo gli occidentali se lo devono ficcare in testa!
(un giornalista egiziano)

Questa fu dunque una splendida aurora. Tutti gli esseri pensanti
hanno celebrato concordi quest’epoca.
Dominò in quel tempo una nobile commozione,
il mondo fu percorso e agitato da un entusiasmo dello spirito,
come se allora fosse finalmente avvenuta
la vera conciliazione del divino col mondo.
(un filosofo tedesco)

1. Venti anni dopo la “fine della storia” con il “crollo del comunismo” (ma da qualche parte c’era stato?); dieci anni dopo la fine della fine della storia con l’attacco alle Torri di New York; dopo il tentativo imperiale di esportare a suon di bombe la democrazia, finito piuttosto male; dopo la scoperta tardiva da parte dell’Occidente che non era più l’ombelico del mondo, ma che là fuori c’era una realtà multipolare e irriducibile ad unità; dopo l’avvio del secolo cinese; nel bel mezzo di questo processo ancora in divenire di eterna uscita dal Novecento, ben poco chiaro nella direzione che prenderà – ecco esplodere un bel quarantotto là dove gli occhi dell’Europa si posavano solo per esotiche vacanze o ataviche paure – gestite da amichevoli e però infidi tiranni…

2. Laddove il tentativo di imposizione di un nuovo ordine “democratico” dall’alto è clamorosamente fallito (con un grottesco e mortifero Bush preso a scarpate sui denti ancor prima del sanguinario Gheddafi e di Mubarak), con centinaia di migliaia di morti sul terreno, per i quali nessuno pagherà; laddove il tentativo di restaurazione verticale jihaddista tentato da Osama Bin Laden è anch’esso fallito, rivelandosi di fatto funzionale ai piani imperiali e all’ideologia reazionaria dello “scontro di civiltà” – ci hanno pensato ora le masse arabe (e non solo) a prendere in mano il proprio destino e a farsi finalmente protagoniste, con una straordinaria rivolta moltitudinaria dal basso che appare inarrestabile.

3. A spingere sono soprattutto i giovani, com’è ovvio, se non altro per questioni demografiche: si sapeva da tempo che a un Occidente destinato al tramonto, corrispondono paesi di diverse aree del pianeta con crescite, non solo quantitative ma anche qualitative e culturali, piuttosto massicce. L’emergere di istanze insurrezionali a forte caratterizzazione generazionale era dunque nell’ordine delle cose possibili, soprattutto in seguito ai processi di rapida urbanizzazione, accesso all’istruzione e ai nuovi mezzi di comunicazione.

(Un ricordo personale. Fu per me sorprendente osservare questa situazione allo stato nascente in Palestina nel 1991, anche se si trattava di un caso particolare e diverso dal resto del mondo arabo: ma la pressione demografica insieme al livello alto di studi e la conoscenza delle lingue faceva sì che ragazzi di soli 12-13 anni fossero pronti ad entrare nell’agone storico-politico qualora se ne fosse presentata l’occasione).

4. Naturalmente uno dei problemi occidentali è quello dell’inquadramento degli avvenimenti in corso entro le categorie storico-politiche del “già visto”. Un ’89, un ’48 (sarebbe meglio di no, visto il fallimento e la restaurazione seguitane),  una disgregazione balcanica, una rinascita islamica, una rivolta, una rivoluzione, contagiose jacqueries, semplici cambi di regime… che cosa sta davvero avvenendo? Di certo sappiamo che non ci sono soggetti politici rivoluzionari predefiniti, non c’è un progetto o un’utopia o un’ideologia precisa cui fare riferimento (nemmeno il vecchio nazionalismo arabo o il panarabismo dell’epoca nasseriana) – il Novecento, almeno da quelle parti, è davvero alle spalle. La situazione è fluida, in divenire, processuale, indeterminata. E ciò è di per sé un bene.

5. Si sa però che le rivendicazioni comuni di questi grandi movimenti del Maghreb, del Mashrek ed oltre, hanno un carattere basilare-esistenziale: gli uomini (e le donne, anch’esse presenti e radicate) stanno cioè rivendicando il diritto ad esistere, quella che potremmo definire come dignità o libertà primaria. Esistenza e possibilità: quasi una autoaffermazione ontologica dei singoli, con la misura comune del contare tutte e tutti – dove quel contare non è un’astrazione numerica o dettata dalla mercificazione, ma un “ci sono anch’io! esisto! sono vivo! sono qui!” urlato da ciascuno. Naturalmente il tirannicidio e il regicidio, lo sbarazzarsi delle caste, delle clientele e della corruttela (utili anche agli interessi occidentali) sono i postulati inevitabili di tutto ciò. Per costruire che cosa, in alternativa, non è ancora chiaro.

6.  Ovvio che l’Europa, e su tutte l’Italia con il suo ridicolo governicchio, stiano navigando a vista, e ragionando solo per schemi che sono retaggi del passato (neocoloniale, neoaffaristico, ideologico: paura dell’islamismo, logica della fortezza-Europa, ecc.). Nessuna politica “mediterranea” o “araba” degna di questo nome è stata fatta comunitariamente, e men che meno dal governo italiano la cui unica preoccupazione è stata quella dei respingimenti, dell’apertura dei lager in Libia, o degli affari. Le armi con cui si spara ai rivoltosi sono spesso quelle delle commesse occidentali. E d’altro canto non è nemmeno esistita una politica “occidentale” da parte di una Lega araba piuttosto screditata e ad alto tasso dittatoriale. Appare diversa la politica americana, determinata, almeno a parole, ad appoggiare i sommovimenti in corso. Tuttavia vorrei proprio vedere cosa dirà o farà Barack Obama nel caso di una rivolta in Arabia Saudita. Altra variabile da tenere ben presente è Israele, che certo non resterà alla finestra.

7. Se è vero che il Mediterraneo non è più il centro del mondo (perché il mondo del capitale globale tende per sua natura a non avere centri), è vero però che quasi un quinto dei traffici commerciali passa di lì (e i capitalisti cinesi lo hanno capito benissimo). Si presenta dunque l’occasione perché nasca una nuova idea comune di Mediterraneo, in cui non solo le merci circolino e contino, ma anche le persone, le idee e le culture. E affinché ciò avvenga dev’esserci un Mediterraneo pacifico (non pacificato), che garantisca diritti e risorse a ciascuno dei suoi popoli. E’ auspicabile che le rivolte puntino in quella direzione, e che trovino alleati anche lungo le sponde nord del mare sia nostro che loro.

(Kantianamente mi verrebbe da immaginare una federazione cosmopolitico-mediterranea… pensate solo a che cosa potrebbe diventare la Sicilia da un punto di vista simbolico, all’interno di questa federazione: altro che terra di sbarchi, profughi ed emergenze!)

8. Che cosa possiamo fare noi cittadini di questa penisola protesa in quel mare oggi così tempestoso? Beh, molte cose: innanzitutto manifestare e  contribuire a far cadere questo governo opportunista ed amico dei dittatori; solidarizzare con i migranti, accogliendo i profughi, partecipando alle campagne per le chiusure immediate dei vergognosi Cie-lager; e poi, promuovere una volta per tutte la conoscenza del mondo arabo e della sua storia e cultura (e far conoscere il meglio della nostra storia e cultura, anziché tenerla chiusa nei libri e nei musei); infine lasciarci alle spalle definitivamente l’ideologia guerrafondaia, securitaria e ossessivo-identitaria (d’altra parte la fallacissima Fallaci è morta e sepolta, la sua rabbia e il suo orgoglio si sono dissolti tra le macerie di Kabul e di Baghdad).

9. Certo, bisogna poi tornare a volgere la ragione all’hegeliano e duro “corso del mondo”, che non può indulgere più di tanto nei sogni – anche se i popoli arabi stanno ora sognando ad occhi aperti, e stanno facendo la storia, costruendo la propria storia almeno per una volta, con le proprie peculiarità e modalità: e dovrebbe ormai essere chiaro una volta per tutte che nessuno, tanto meno l’Occidente, possiede delle credenziali etico-politiche superiori o migliori degli altri da esibire. Il corso del mondo ci dice però che durante le rivoluzioni e i cambiamenti epocali, vi sono interessi confliggenti, lotte per le risorse, lotte di classe, conflitti ideologici, etnici, religiosi (talvolta tutto questo insieme, con elementi che magari covavano sotto la cenere da decenni, se non da secoli: ex-Jugoslavia docet!). Ciò non toglie che l’alba possa domani rivelare la scintillante promessa e sorpresa dei prodromi di un altro mondo. Non solo possibile, ma a portata di mano.

10. L’ho già fatto in altre occasioni, ma non posso non riportare ancora una volta le parole del più eurocentrico dei filosofi occidentali, che però si autosmentisce dialetticamente con le sue stesse parole, contagiate dall’entusiasmo inconscio per tutto ciò che di nuovo, indeterminato e ignoto stia per sorgere all’orizzonte:

“Del resto non è difficile a vedersi come la nostra sia un’età di gestazione (Geburt) e di trapasso a una nuova era; lo spirito ha rotto i ponti col mondo del suo esserci e rappresentare, durato fino ad oggi; esso sta per calare tutto ciò nel passato e versa in un travagliato periodo di trasformazione. Invero lo spirito non si trova mai in condizione di quiete, preso com’è in un movimento sempre progressivo. Ma a quel modo che nella creatura, dopo lungo placido nutrimento, il primo respiro, – in un salto qualitativo, – interrompe quel lento processo di solo accrescimento quantitativo, e il bambino è nato; così, lo spirito che si forma matura lento e placido verso la sua nuova figura e dissolve brano a brano l’edificio del suo mondo precedente; lo sgretolamento che sta cominciando è avvertibile solo per sintomi sporadici: la fatuità e la noia che invadono ciò che ancor sussiste, l’indeterminato presentimento di un ignoto, sono segni forieri di un qualche cosa di diverso che è in marcia (dass Etwas anderes im Anzuge ist). Questo lento sbocconcellarsi (Zerbröckeln) che non alterava il profilo dell’intiero, viene interrotto dall’apparizione che, come un lampo, d’un colpo, mette innanzi la piena struttura del nuovo mondo” (Fenomenologia dello Spirito, Vorrede).

Annunci

Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , ,

3 Risposte to “Il pane e i gelsomini”

  1. vincenzo russo Says:

    Tutte le rivoluzioni e tutti gli sconvolgimenti della storia,iniziano nell’ambivalenza del sogno di un mondo migliore ed il contestuale bagno di sangue ,CHE CONTRADDICE IL SOGNO FIN DALL’INIZIO.
    Sempre la stessa storia micidiale.
    Prima ammazziamo quelli di prima, poi nascerà un mondo migliore.
    Perché questo miracolo dovrebbe accadere? Perché dal massimo male dovrebbe nascere il bene?
    INFATTI NON è MAI AVVENUTO.
    Nessuno infatti ha mai garantito nei fatti ,che dopo le uccisioni e la distruzione del vecchio regime, accadesse poi del bene.
    Tutto è rimasto sempre un delirio iniziale ,nero di eventi oscuri e soltanto ammantato di colori folgoranti d’avvenire radioso ,che esisteva ED è RIMASTO PERO ‘ solo nella fantasia accesa dei rivoluzionari .
    Così una generazione segue l’altra, nell’illusione di essere migliore della precedente ,senza alcuna ragione logica comprensibile e condivisibile.
    Ammettiamolo dunque ,tutta questa eccitazione di positività presunta ,chi la sta vivendo in realtà anche questa volta?
    Solo i rivoluzionari falliti delle epoche precedenti. I quali ancora credono nella politica del tanto peggio tanto meglio.
    Questi sono i post comunisti ,oggi divenuti cattocomunisti ,i quali dimentichi dei danni enormi già fatti nel passato insieme ai fascisti ,ci promettono ora altri sogni di regno materialista di pace e felicità. Mentre come tutti noi in realtà non hanno nemmeno un’ unghia di potere d’intervento e persuasione nelle loro mani ,per interagire in qualche modo pacifico ,in quei paesi che ora sono agitati.
    Cosa fanno allora questi occidentali e grassi rivoluzionari, facinorosi ed esaltati rivoluzionari eterni ,seduti nella pace delle redazioni occidentali?
    S’inventano un’ulteriore diritto ed occasione di parlare di ciò che non capiscono e che non possono gestire affatto ,al solo fine ,(neppure ben nascosto), di strumentalizzare gli eventi internazionali, anche i più pericolosi e cruenti ,al solo fine meschino di criticare l’occidente e specialmente il loro personale governo nazionale . Insomma per attacare Berlusconi fingono lunghe e competenti prolusioni sul destino del mondo, per nascondere tra fiumi di parole qualche parolina negativa sulla politica estera con finalità di politica interna, nella quale risultano incapaci di esercitare il ruolo di opposizione. Quindi senza avere alcun scrupolo di fare danno al proprio paese,s’impegnano a screditare come mediatore e come modello da imitare il proprio paese, indicandolo, non solo come un cattivo modello sociale e politico, ma persino denunciandolo come se fosse esso stesso nel sistema occidentale, ad essere la causa principale dei mali dei paesi in rivolta.
    Questa premessa è davvero foriera di buoni risvolti nei futuri rapporti.
    COME NO.
    In particolare serve ad indicare ai fondamentalisti i bersagli da colpire in Italia ed in Europa..
    Ma di che razza di genere umano fate parte ? Far mancare persino un modello d’indirizzo alle popolazioni in rivolta ,che cosa vuol dire se non spingere il mondo all’anarchia, oppure peggio ancora lasciarlo nelle mani dei fondamentalismi peggiori?
    SONO TORNATI I CATTIVI MAESTRI FASCISTI E COMUNISTI.CHE SONO RIMASTI ESSI STESSI DEI TERRORISTI ,QUANTO LO SONO QUELLI DEL MONDO ARABO FONDAMENTALISTA.
    IN COMUNE TRA I CATTIVI MAESTRI OCCIDENTALI ED I CATTIVI MAESTRI DEL FONDAMENTALISMO ARABO ,CI SONO GLI STESSI DIFETTI: “SO TUTTO IO ,SOLO IO SONO SANO E PURO, TUTTO IL MONDO DEVE DIVENIRE UNIFORME E IRREGIMENTATO,POICHE’ L’UNIFORMITA’ E’ L’UNICA GARANZIA DI PACE.
    QUINDI O TUTTI ARABI E MUSSULMANI O TUTTI OCCIDENTALI E CRISTIANI ,O TUTTI COMUNISTI O TUTTI FASCISTI O TUTTI BUDDISTI E CINESI, O TUTTI CINESI E COMUNISTI CAPITALISTI?
    PRATICAMENTE TUTTI MULATTI ,SOTTO IL GRANDE FRATELLO ANTICRISTO E MASSONE.

    Quale è allora una soluzione migliore del chicchiericcio degli articoli dei giornali e degli editoriali scontanti ,della sinistra mondiale?
    LA LEZIONE DELLA STORIA DELL’INTERA UMANITA’.
    Diciamo a tutte le generazioni del mondo ,che vogliono rivoltarsi contro i loro regimi e contro la loro storia passata, sia essa islamica ,buddista o cristiana, sia essa fascista, comunista o monarchica di qualsiasi tipo.
    Cari giovani i nostri morti servano anche a voi.
    L’umanità è unica ed unica è la risposta a tutte le sopraffazioni.
    Limitate le violenze al minimo,IMPARA TE DAL GRANDE MAESTRO indiano GANDI, prendete pure il potere ,ma dategli la forma delle democrazie elettive e soprattutto copiate le nostre CARTE COSTITUZIONALI dei paesi liberi ,dando libertà d’espressione e di culto a tutti.
    Altrimenti ci avrete contro, non con le armi ovviamente , ma con l’ostracismo politico ed economico più tassativo. Il sangue dei nosrti morti rende inutile che si sparga anche il sangue dei vostri giovani.
    La storia ha già espresso le sue sentenze su tutte le ipotesi ideologiche .
    APPRODATE DUNQUE ANCHE VOI ALLA DEMOCRAZIA E SAREMO TUTTI FRATELLI E UNITI NEGLI SCAMBI CULTURALI ED ECONOMICI.

  2. md Says:

    @vincenzo russo: temo proprio che nemmeno tu ti sia lasciato alle spalle il Novecento… e la “democrazia” non ha evitato né spargimenti di sangue né tantomeno ha saputo allargare le sfere della giustizia e della fratellanza, soprattutto se ai proclami retorici non segue una redistribuzione concreta delle risorse e delle ricchezze. Ma quanti in occidente sono davvero pronti a rinunciare a un po’ di comodità? e quanti, onestamente, pensano che il pianeta possa reggere 6 o 7 miliardi di democraticissimi iperconsumatori?

  3. xavier Says:

    Beh, devo dire che ce n’è in giro di gente originale…Caro m.d., qui non si tratta più di alzare i toni, ma di farsi cadere le braccia sì..Ma dove siamo, su un canale tv americano della setta della gran marmellata?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: