Bioliste

(Un post al giorno, per tre giorni, su cose “biografiche”. Sull’ombelico. Su quanto siamo autocentrati. Io io io. Solo in seconda battuta – il mondo, gli altri, il non-io. Tutta colpa di René. Del Cristianesimo. E della Biologia. Tanto per fare un primo elenco).

Oggi, per l’appunto, si stilano liste. L’altr’ieri ho letto la lista di Roberto Saviano sulle “cose per cui vale la pena vivere”. Ieri mattina alla mia radio preferita ho ascoltato le liste (ridotte all’osso per motivi di programmazione) dei radioascoltatori sul medesimo tema. Dopo di che mi sono detto: voglio redigere anch’io la mia bella lista! Le 10 cose per cui (finora) è valsa la (mia) pena di vivere.
(Di nuovo mi sorprendo per l’indebita interpolazione del termine pena nella lista delle gioie, che sempre mi riprometto di indagare, magari prima o poi lo farò).
Siccome è mia ed è pena, il risultato non potrà che essere stucchevole (aggettivo spesso utilizzato da un ironico e caro amico fuggito in montagna – beato lui!). E dunque, chi non vuole farsene ammorbare, tediare, nauseare – stuccare – salti pure il seguito (certo non me ne dorrò), e, se poi gli garba, attenda con fiducia e legga l’aforisma di domani e il narcisismo numero 3 di posdomani…

I. La cassata del Bar delle poste di Capo d’Orlando
II. Cantare La cura di Battiato e far scivolare la voce sull’assolo di chitarra di mio fratello Alberto
III. La mia amica Donatella che non c’è più (ma che c’è ancora)
IV. Le passeggiate con mio nonno prima, con mio padre adesso
V. Gli occhi magnetizzati (riflessi nei miei, spiritati) dei bambini agli incontri di filosofia
VI. L’Adagietto della Quinta Sinfonia di Mahler
VII. Il canto quinto dell’Inferno di Dante
VIII. L’inizio di ogni ciclo percepito con ogni senso: la prima neve, il primo sole, la prima cena sul balcone, il primo bagno nel Mediterraneo, i primi germogli, la prima foglia che cade – ogni volta uguale, ogni volta diverso
IX. L’urlo di gioia di mia madre quando le dissi che mi trovavo a Gerusalemme
X. Mettere i sandali alla manifestazione del 25 aprile

Si sarà notato che (e così produco un’altra lista): 1) l’elenco potrebbe continuare – indefinitamente, non certo all’infinito; 2) si tratta di concrezioni simboliche; 3) manca un qualsiasi riferimento a filosofi o testi filosofici (dunque alla cosa che per me dovrebbe essere più-che-vitale); 4) non c’è alcuna gerarchia, l’elenco è in ordine sparso.
A proposito dell’assenza rilevata al punto 3, risolvo in parte la questione, approfittando di una graditissima “lettera digitale” ricevuta qualche sera fa dalla Sardegna, che mi ha sollecitato a stilare un’altra lista. Quella delle letture filosofiche che mi hanno infiammato. Eccola qua:

I. La filosofia antica di Emanuele Severino
II. Il mondo come volontà e rappresentazione di Schopenhauer
III. Nostra signora dialettica di Luciano Parinetto
IV. La Lettera a Meneceo di Epicuro
V. La Fenomenologia dello Spirito di Hegel
VI. I Frammenti di Eraclito
VII. Il Discorso sull’origine della diseguaglianza di Rousseau
VIII. I Manoscritti economico-filosofici di Marx
IX. La nascita della filosofia di Giorgio Colli
X. L’Etica di Spinoza

Valgono per questa lista i punti 1 e 4 citati sopra.

***

p.s. Mentre, vagamente ebbro, scrivevo questo post, da navigato multitasking quale ormai sono diventato, m’intrattenevo in chat con Alexei di Moldavia, cui ho proposto il medesimo gioco. Difficile, mi risponde. Ma ci prova lo stesso. Cose generiche (tipo: tutte le cose della vita, l’amore…), poi qualche tentativo un po’ più concreto. Il sole dal finestrino di mattina, sul treno. La città intera vista dall’alto di una cima. Mmmmm… però non ci siamo ancora. “Eh, forse perché ho ancora una mente giovane e spensierata”, conclude. Già… e poi mi parla dell’interrogazione di storia di domani, argomento: i totalitarismi, nientemeno!
Dimenticavo, Alexei sta in Italia, e non abbiamo parlato in moldavo (româna moldoveneascã, come multiprocessualmente ed all’istante apprendo da wikipedia), anche perché io non lo conosco, però lui sì. E poi ha 16 anni. Dunque la sua non può che essere una lista acerba, per ora, aperta e suscettibile di infinite variazioni e compilazioni.

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2 Risposte to “Bioliste”

  1. xavier Says:

    Caro m.d., constato che la febbrile mania degli elenchi sta contagiando, anzi, ha già contagiato anche te. Sebbene non simpatizzi quasi per nulla con i vari “savianismi” ricorrenti, mi fa comunque piacere conoscerti anche attraverso questa specie di piccola cartina di tornasole, giochino che per altro abbiamo fatto un po’ tutti in diversi momenti del nostro tempo. Devo altresì ammettere che, pur trovando interessanti le altre voci, sono rimasto fortemente turbato dalla “cassata del bar delle poste di Capo d’Orlando”…: dev’essere magnifica, per reggere degnamente il confronto con tutto quel po’ di filosofia che legira intorno…!

  2. Paola D. Says:

    Cantare “La cura” di Battiato non è nenache tanto male. Ciao.
    PS: ogni tanto un po’ di narcisismo fa bene.

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