Se 500 vi sembran pochi!

L’efficientissima bacheca delle statistiche di WordPress mi comunica in questi giorni (per lo meno mi comunicava fino a un secondo fa), che gli articoli pubblicati sul blog dalle origini ad oggi ammontano al numero di 500. Non so bene se impressionarmi e non ho la più pallida idea del significato di quel numero – sia quantitativamente (forse alcuni tomi, se dovessero essere stampati: ma perché mai farlo?), sia soprattutto qualitativamente, che è quel che m’importa di più. Non ne ho idea, soprattutto se volessi guardare ai 500 in termini complessivi, se non addirittura organici: che creatura ne verrebbe fuori? non sarebbe forse un mostro policefalo? o la figura di un ircocervo? giustapposizione di affastellate scritture compulsive? (‘sti cazzi! che terminologia barocca! ma cu è chistu ca scrivi? mischinu cu leggi…).

500 narcisistici conati del mio ego dati in pasto ai vostri (talvolta insondabili ego) – 500 manifestazioni, espressioni, opinioni, esternazioni, impressioni, riflessioni, argomentazioni, soliloqui, sproloqui… più o meno chiari, più o meno digeribili, più o meno interessanti, più o meno performativi (tanto per usare un termine del gergo semiotico);

500 rotture del silenzio (stavo per dire qualcos’altro) – laddove il silenzio, come giustamente osservato in un recente commento da un arguto nonché saggio commentatore (uno di quegli ego virtuali ed insondabili), “quando te lo puoi permettere, è il meglio che ti possa capitare”;

500 pagine bianche imbrattate, ma solo con inchiostro fittizio e volatile, spero non del tutto invano – anche se vane son forse tutte le cose del mondo, per lo meno per come le intendiamo noi, e ancor più vano quel noi che le vorrebbe intendere – e talvolta vanitoso lo scrivente;

500 che non son già più 500, visto che con il presente post il misterioso spirito informatico che si nasconde dietro la piattaforma WP processerà e registrerà con impassibile acribìa il successivo numero 501 – e confermerà lo stupore dei ragazzi e delle ragazze di una classe di prima media, che ho giusto incontrato una settimana fa, costernati e divertiti nello scoprire che il presente è soltanto una effimera ed imprendibile costruzione mentale. Un qui e un ora che non sono già più, mentre li nominiamo. Adesso e adesso e adesso.

Tanto per non farci mai mancare quello stupore sorgivo di fronte ad ogni cosa, la più sciocca ed insulsa come la più profonda. Persino uno stupido numero che stupido non è. Cinquecento… e che sarà mai?

Autore: md

Laureatosi in Filosofia all’Università Statale di Milano con la tesi "Il selvaggio, il tempo, la storia: antropologia e politica nell’opera di Jean-Jacques Rousseau" (relatore prof. Renato Pettoello; correlatore prof. Luciano Parinetto), svolge successivamente attività di divulgazione e alfabetizzazione filosofica, organizzando corsi, seminari, incontri pubblici. Nel 1999, insieme a Francesco Muraro, Nicoletta Poidimani e Luciano Parinetto, per le edizioni Punto Rosso pubblica il saggio "Corpi in divenire". Nel 2005 contribuisce alla nascita dell’Associazione Filosofica Noesis. Partecipa quindi a un progetto di “filosofia con i bambini” presso la scuola elementare Manzoni di Rescalda, esperimento tuttora in corso. E’ bibliotecario della Biblioteca comunale di Rescaldina.

2 pensieri riguardo “Se 500 vi sembran pochi!”

  1. Cinquecento mi pare una bella cifra, sopprattutto se comparata alla qualità di alcune risposte (le mie su tutte, naturalmente), che comunque non attenuano mai l’ottimismo della volontà di cui sei indubbiamente provvisto in abbondanza, caro m.d. E’ giusto così’ del resto: hai voluto il blog? E allora beccati, fra le cose intelligenti, anche un po’ di cialtronaggine, che forse fa’ anche un po’ bene, per non esagerare con i toni troppo alti di cui “voi filosofi” non sapete mai del tutto liberarvi. Non posso certo parlare a nome di tutti, ma da parte mia ti auguro almeno altri 5000 articoli, vedi un po’ tu….Con lentezza, mi raccomando!

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