Amletismi – 7

Appoggiare i bombardamenti umanitari in Libia coordinati dal neocolonialista Sarkozy, con il sostegno del governo italiano passato senza soluzione di continuità dal baciamano ad un neointerventismo che ricorda altri tempi?
Certo che no.
Appoggiare gli insorti e il processo rivoluzionario in atto?
Certo che sì. Ma chi va a combattere al loro fianco?
Tertium? Datur: un tempo si sarebbe chiamato appeasement. Acquiescenza – che potrebbe voler dire non scegliere se far massacrare da Gheddafi la popolazione di Bengasi o se far massacrare dal fronte interventista un po’ di civili innocenti dall’altra parte…

Autore: md

Laureatosi in Filosofia all’Università Statale di Milano con la tesi "Il selvaggio, il tempo, la storia: antropologia e politica nell’opera di Jean-Jacques Rousseau" (relatore prof. Renato Pettoello; correlatore prof. Luciano Parinetto), svolge successivamente attività di divulgazione e alfabetizzazione filosofica, organizzando corsi, seminari, incontri pubblici. Nel 1999, insieme a Francesco Muraro, Nicoletta Poidimani e Luciano Parinetto, per le edizioni Punto Rosso pubblica il saggio "Corpi in divenire". Nel 2005 contribuisce alla nascita dell’Associazione Filosofica Noesis. Partecipa quindi a un progetto di “filosofia con i bambini” presso la scuola elementare Manzoni di Rescalda, esperimento tuttora in corso. E’ bibliotecario della Biblioteca comunale di Rescaldina.

7 pensieri riguardo “Amletismi – 7”

  1. “Neocolonialista Sarkozy” è esattamente la definizione usata da Gheddafi (lui ha aggiunto pure “ebreo-sionista”). Almeno stiamo a vedere.
    D’altronde mi pare che il lavarsi le mani non serva se non a lasciar “lavorare” il colonnello contro gli insorti.

  2. Se avete visto il discorso su Sky del colonnello Gheddafi,seguito immediatamente dal discorso del Papa,io no non saprei .L’uno è
    un idealista pericoloso fanatico,l’altro del tutto surreale ,inadeguato
    al momento storico che abbiamo sotto i nostri occhi.
    Egill

  3. @Andrea
    beh, è un po’ difficile non essere sospettosi nei confronti di chi si ingerisce militarmente in un territorio così appetitoso dal punto di vista energetico, laddove non lo si fa da altre parti… sappiamo bene come funzionano le risoluzioni dell’Onu, no?
    E poi a chi verrà presentato il conto degli “effetti collaterali”?

  4. Il sospetto è più che lecito.
    Ti faccio però presente che la risoluzione che ha consentito l’uso della forza è stata votata dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU, l’unico organo che può autorizzarla (almeno sul piano del diritto internazionale), e col voto a favore di paesi africani ed arabi, mentre le risoluzioni per es. relative ad Israele – se a quelle ti riferisci – erano dell’Assemblea Generale, organo “minore” sul piano delle decisioni vincolanti per gli Stati.
    Magari ti sembreranno cavilli, però le forme credo che contino.

  5. @Andrea:
    è proprio questo il punto, che la legalità internazionale sia gestita da un consiglio di sicurezza di cui fanno parte 5 potenze con diritto di veto… un po’ discutibile come legalità, no? E non mi pare sia questione di cavilli…

  6. Ironia della storia stessa i due tragici eventi determinarono anche la fine dellaltra potenza turca che fingeva pur essa di appoggiare e giustificare i suoi massacri di popoli inermi sulla diffusione e difesa del verbo di Allah-Dio.

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