Amletismi – 9

Essere felici per la morte di un bastardo o essere tristi per la felicità di altri bastardi? O non essere né tristi né felici né bastardi?

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17 Risposte to “Amletismi – 9”

  1. Paola D. Says:

    Ta terza che hai detto.

  2. Paola D. Says:

    Scusa :La terza che hai detto

  3. vincenzo russo Says:

    Non siamo mica tutti bastardi.

  4. xavier Says:

    Non ho mai usato, credo neppure una volta in vita mia, la parola in questione: é un dispregiativo senza senso, nè più nemmeno di handicappato, o nano, o roba del genere, un’ingiuria per marchiare una “colpa” che tale non é. Lo trovo fuori luogo, e fascistoide, com’era il modo di pensare di chi l’ha usata per primo con quel significato insultante. Ciò premesso, non sono mai stato felice per la morte di nessuno, ma neanche triste per quella di molte canaglie. E’ comunque certo che queste di sicuro non mi mancheranno. Quanto alle canaglie felici, chissà di che pasta é fatta quella felicità, a ognuno il suo.

  5. md Says:

    @vincenzo russo: ma tutti “possiamo” esserlo

    @xavier: a me invece è una parola che non dispiace affatto, anche perché tutto ciò che è illegittimo, spurio, nato da “razze” diverse – e dunque “senza gloria” – mi attira parecchio. Certo, mi disturberebbe un suo uso “fascistoide”.
    Detto questo, qui è usato ovviamente in guisa di “persona spregevole”, indipendentemente dalla sua eventuale condizione: forse sarebbe stato meglio usare “canaglia”. Ma “bastardo” suona meglio, per quei suoni duri “st” (che può diventare sct) e “rd”.

  6. md Says:

    Detto questo, tutti i termini quali “bastardo”, “spregevole”, “malvagio”, “turpe”, ecc. non dovrebbero rientrare proprio nel linguaggio del giudizio storico o politico (ho dei dubbi anche per quanto concerne quello morale). Il bar mi sembra il contesto più indicato.

  7. Carla Says:

    io so solo che esultare per una morte, di qualsiasi razza o fattezza, non è mai un atto civile.
    in questo caso, preferisco essere triste per la condizione di certe persone.

  8. xavier Says:

    La parola in sé ha un significato proprio, l’uso violento e volgare che ne trasforma il senso in ingiuria é, a mio parere, assai discutibile sempre e comunque. Con tutte le ragioni per sentirsi affini a bastardi, meticci, e diversi in genere.

  9. enricodelea Says:

    è tutto molto complicato – forse come, da sempre, l’esistenza umana, sia individuale che collettiva – cmq. (sarà una reminiscenza cristiana, sufi o buddhista, o cos’altro) mi fa inorridire la gioia collettiva per un assassinio – in cosa siamo diversi allora dalle folle arabe festanti per gli attentati alle torri gemelle – penso al Camus libertario e resistente, a Char, alla loro pena interiore nel dover uccidere il nemico…

    mi fa schifo il fatto che una creatura (all’epoca dell’Urss in Afghanistan) politica della CIA sia dalla stessa (dagli USA cmq.) eliminata con tanta enfasi e gioia – perbacco, si è dalla parte dello Stato di diritto, ma solo quando conviene – pensiamo un po’ a BinLaden arrestato e processato in sede internazionale: quanto imbarazzo per i suoi creatori, ora divenuti suoi nemici assoluti!

    Ciao, al solito col tuo blog cogli nel segno, ciao, E.

  10. md Says:

    @enricodelea: già, la tanto (inopportunamente) declamata “superiorità occidentale”…

  11. iria sicari Says:

    La vita è questa- Non finirà mai -procederà nello stesso modo nella stessa
    direzione,interrompe il flusso putrido la presenza di Eroi-
    Gli Eroi sono i pochi a vedere la verità e non chiudere gli occhi-I loro
    strumenti sono tanti tra questi l’arte in tutte le sue forme-

  12. mcc43 Says:

    credo di avere un problema con i tuoi “finali” . Vicino all’alternativa tristi felici, come si pone la bastarderia? Non mi sembra oggetto di scelta: se sa fare la canaglia è perché la canaglieria gli appartiene, e, bravo chi ci riesce, ad esercitare su di essa un controllo.
    Ancor meno possibile scegliersi “bastardi” nel senso proprio, cioè come tu ricordi “illegittimo, spurio, nato da “razze” diverse”.
    Brancolo…. 😉

  13. md Says:

    @mcc43: domanda diretta, tu cos’hai “sentito” quando hai appreso la notizia dell’uccisione di Osama Bin Laden?

  14. mcc43 Says:

    “Un’altra menzogna!” o bufala che fa più moderno 🙂 Ho pensato questo perchè Bin Laden è morto parecchi anni fa.
    Serviva tenerlo vivo con dei video fasulli per pompare l’angoscia sul terrorismo, è servito giustiziarlo per lustrare l’aureola di Obama.

    Scusa queste osservazioni fuori tema. Sto cercando di ricordare l’ultima canaglia defunta… in questo momento non mi viene in mente nessuno. Vado per ipotesi: Sarkozy per me è una canaglia, cosa direi nel caso ecc ecc? … “Uno di meno!”

  15. mcc43 Says:

    pardon, tu hai usato “sentire” — allora insieme allo sfogo liberatorio del pensiero, proverei un : “poveraccio, che brutta fine, e se non fosse stato poi così canaglia…?”
    ciao

  16. md Says:

    ecco, cercavo di descrivere in sole 2 righe queste oscillazioni insieme razionali ed emotive…
    la lista delle canaglie, poi, è davvero lunga, ma preferirei “farle fuori” tramite la pressione popolare – soprattutto abbassando al minimo la loro capacità di essere nocive, cioè la loro “potenza”. E dunque la “potenza” di chiunque.
    Ma, come vedi, tutto questo richiede l’avvio di un discorso piuttosto lungo e complicato, non certo circoscrivibile in poche parole o in un paio di domande secche…

  17. mcc43 Says:

    che te ne pare di chiamarle “compresenze” ? In fondo quando penso “uno di meno” alla morte di una canaglia, faccio una valutazione come membro di una società. Contemporaneamente, come persona capace di empatia avverto tutto il carico di dolore che accompagna la morte di quella persona, e di quelli per cui lui non era il “bastardo” che penso io.
    Verissimo liberarsi di loro dal basso, pressione popolare che squalifichi lui e quelli dello stesso genere, non l’assassinio politico o il complotto internazionale che fanno posto a un suo simile.
    grz.

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