Se Milano

Se non fosse diventata la capitale immorale d’Italia.
Se non fosse diventata la città più triste d’Italia.
Se la sua illuminata borghesia non si fosse rivelata come la più ottusa e oscena delle borghesie.
Se il suo proletariato di ieri – un tempo progressivo – non si fosse fritto il cervello.
Se il suo vero proletariato di oggi – caotico e multilingue – non fosse escluso dalla cittadinanza e dal voto.
Se non fosse diventata la città della ferocia anti-rom.
Se non fosse antropologicamente diversa.
Se la ‘Ndrangheta non l’avesse ghermita come un cancro alla gola.
Se la Compagnia delle Opere non l’avesse ghermita come un cancro alla gola.
(chissà quale delle due è peggio, e chissà che non sia un unico male)
Se l’Unico Vero Cancro e Valore – i dané – non l’avesse devastata con le sue metastasi.
Se la sinistra non avesse smesso di fare la sinistra.
(e se anch’io, che mi ritengo di sinistra, non mi fossi ritirato in campagna)
Se la Milano da bere, la Milano da pippare, la Milano modaiola, la Milano creativa (di cazzate) non fosse diventata l’unica Milano.
Se i poveri bimbi di Milano non fossero così soli (e così pochi).
Se avesse ancora un senso, urbanistico architettonico estetico, e non fosse diventata una città senza capo né coda, senz’anima, pronta a farsi divorare dal lucroso affaire dell’Expo.
E se…
…se all’improvviso, contro ogni evidenza e previsione, avesse un sussulto di dignità;
si scuotesse di dosso la polvere, lo smog e l’apatia;
accantonasse quell’urticante quanto inconcludente attivismo;
si depurasse del veleno dell’egoismo e dell’indifferenza;
si fermasse un po’ a pensare e a riflettere, a immaginarsi diversa
(antropologicamente diversa)
– se non proprio la Milano che era (che forse non è mai esistita) una Milano un po’ più coraggiosa, generosa, poetica, colorata;
una Milano che per una volta tiri su la schiena, ben diritta;
e che ritrovi l’ardire di mandare ‘affanculo i potenti e i rapaci
i vecchi e i nuovi ricchi
i craxiani di ieri e i berluskones di oggi
i politicanti e gli affaristi.

Quelli che – Chi sono chi sono? – cantava Gaber:
Ora si possono vedere
sono una razza superiore
sono bellissimi e hitleriani.
Sono i tecnocrati italiani.

Ecco, speriamo che Milano, e l’Italia tutta, non continui a giocare alle carte e a parlar solo di calcio nei bar…

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11 Risposte to “Se Milano”

  1. vincenzo russo Says:

    Con i se e con i ma non si è mai fatto niente.
    La Vs. è una visione stalinista della libertà di pensiero di Milano,che non cade succube del cattocomunismo.
    Rinunciate .Il muro è caduto per sempre.

  2. vincenzo russo Says:

    Con i se e con i ma non si è mai fatto niente.
    La Vs. è una visione stalinista della libertà di pensiero di Milano,che non cade succube del cattocomunismo.
    Rinunciate .Il muro è caduto per sempre.
    Saluti da Vincenzo Russo il neo eleatico pitagorico.

  3. md Says:

    @vincenzo russo: non ho proprio capito cosa c’entri Stalin, né tantomeno il cattocomunismo.
    Ad ogni modo non investirei le elezioni amministrative di Milano (per quanto importanti) di siffatte grandi questioni ideologiche ed epocali…
    Saluti da md, spinozista-marxista.

  4. luther Says:

    accidenti! …allora anche su un blog serio si possono dire cazzate…(mi riferisco al commento)
    Ciao MD…
    saluti da uno spinozista-marxista-commercialista

  5. xavier Says:

    Beve molto il signor Vincenzo Russo, che voi sappiate?

  6. md Says:

    @xavier: probabilmente dopo il risultato di ieri sì…
    @luther: ciao a te!

  7. milena Says:

    cosa sarà
    che
    fa crescere gli alberi
    maturare i lamponi
    e votare per Pisapia?

  8. bortocal Says:

    lo spazio dei commenti si è esaurito là dove la nostra discussione è cominciata (il blog di vongole e merluzzi), e scelgo questo post particolarmente efficace e ben riuscito per provare a continuarla.

    ovviamente avrei visitato il tuo blog egualmente, se non altro per conoscerti, e sono contento di essere arrivato fino a qui.

    nei due anni abbondanti trascorsi su wordpress ho piuttosto trascurato di stabilire dei contatti con altri blogger, credo che fossi un po’ traumatizzato dalla violenza e spesso dalla gratuita stupidità di certe discussioni avvenute attorno alla precedente piattaforma di blogs.it.

    mi capita ora di rimettere il naso fuori della porta di casa mia e di imbattermi in blog preziosi come questo, utile non solo di per se stesso e per i suoi contenuti, ma anche per la lista di blog affini, che mi sarà utilissima, e mi risparmia un grande lavoro di ricerca, dato che posso avvalermi della selezione che hai già fatto tu.

    scusa questa premessa impropria.

    ho lavorato un poco ieri sulla traduzione del testo originale tedesco (ti mando il link dell’iscrizione alla università di Berlino di cui ti parlavo, e di cui mi sonos ervito per risalire al testo originale: residuo della DDR che saggiamente la nuova Germania però non ha cancellato, con implicito omaggio ad uno dei suoi figli più grandi).

    credo che linguisticamente la traduzione che ti ho proposto sia molto aderente al testo tedesco: la mia conoscenza del tedesco non è eccelsa, però mi sono formato in Süd Tirol e rientro in Italia dopo un soggiorno tedesco per lavoro di quasi sette anni.

    questo testo ha il carattere dell’appunto rapido, la cui importanza è stata enfatizzata filosoficamente, data la sua efficacia come slogan.

    la parte di discussione che è rimasta aperta fra noi due è se sia possibile “cambiare il nostro modo di essere”.

    in questo modo la discussione si è per fortuna allontanata dal tema se sia possibile cambiare/modificare (ändern) il mondo.

    tu aggiungi: “anzi ritengo sia questa l’essenza della natura umana”, precisando poi “Che è, tutto sommato, negare di avere un’essenza”.

    com’è che sono d’accordo con te fino a qui?

    io avevo scritto: “non c’è forza al mondo che possa cambiare il nostro modo di essere, personale e come membri della specie”.

    non a caso non avevo coluto usare l’espressione “natura umana”: non credo infatti che esista una natura umana universale, e neppure una natura umana astorica; se esiste una caratteristica della specie umana è quella di avere affiancato alla lenta evoluzione biologica la rapidissima evoluzione culturale.

    quindi, siamo d’accordo, che gli uomini evolvono sia come specie sia come singoli e che questa è la principale caratteristica della vita umana intelligente.

    però il motore stesso di questa trasformazione, secondo il mio modo di vedere, sta nell’aggressività che è strettamente correlata ed intrinseca alla evoluzione culturale.

    intendo dire che quanto più l’evoluzione culturale si sviluppa e si perfeziona, tanto più diventa aggressiva rispetto all’ambiente naturale, che pretende di modificare.

    questa è la contraddizione mortale della nostra specie che la stra portando all’autodistruzione.

    siamo in grado di alterare l’ambiente e lo abbiamo fatto massicciamente, ma non siamo davvero in grado di essere pienamente consepvoli degli effetti delle nostre azioni di trasformazione, per cui la modificazione della realtà non riesce a diventarwe qualcosa di diverso da saccheggio e distruzione.

    che alla fine pagheremo su scala globale e planetaria come abbiamo già varie volte pagato nella storia su scala locale: con un ridimensionamento drammatico (Rapa Nui, Isola di Pasqua; Angkor) o con una totale autodistruzione (Petra).

    infatti, per comprendere questa dinamica non occorre neppure costruire grandi analisi teoriche, basta osservare quale è la dinamica classica dello sviluppo delle civiltà umane.

    mi rendo conto di essere stato invadente; se consideri questa discussione fuori posto qui, puoi continuarla anche da me al post di cui ti ho dato il link.

  9. 256. uomini che cambiano il mondo (e odiano le donne?). « Cor-pus Says:

    […] negare di avere un’essenza. * * * ecco una buona occasione per me di provare a fare il punto #comment-7947: domenica 22 maggio 2011 alle 8:51 am lo spazio dei commenti si è esaurito là dove la nostra […]

  10. bortocal Says:

    ecco il link, allora:

    http://bortocal.wordpress.com/2011/05/22/256-uomini-che-cambiano-il-mondo-e-odiano-le-donne/

  11. md Says:

    @bortocal: nessuna invadenza… oltretutto direi che mi trovo in sintonia con gran parte di quel che dici – teniamoci in contatto…

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