Aforisma 38

L’oscuro fascino del metabolismo. Riuscire ad ingurgitare ed assimilare ogni cosa, anche la più turpe, per poi evacuarla piano. O illudersi di averla evacuata.

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9 Risposte to “Aforisma 38”

  1. milena Says:

    Andrei per gradi:
    prima di ingurgitare una qualsiasi cosa, quella benedetta sensazione di disgusto che prende alla bocca dello stomaco potrebbe essere il segnale giusto per opporci all’ingestione di cibi nocivi – se ancora abbiamo quegli istinti a protezione della nostra beneamata sopravvivenza.
    Ma se non li abbiamo o non ascoltiamo i nostri istinti, o li ingoiamo per distrazione, prima ancora di assimilarli c’è la possibilità di rigurgitarli, tirare lo sciacquone e fare per qualche pasto una bella dieta purificatrice, semmai qualcosa è rimasto in sito.
    Nei casi più gravi, ossia se proprio siamo cretini, e capita se capita, non illudersi di essere super-eroi, che neppure superman poteva assimilare veleni, ma correre difilato al pronto soccorso e farsi fare bella lavanda gastrica, flebo con soluzione di glucosio, digiuno per due tre giorni e pace fatta.
    Dalle mie parti, quando ero piccola una famiglia intera si è avvelenata scambiando l’Amanita solitaria od ovoidea, che sono ottime e commestibili, con l’Amanita Phalloides che distrugge il fegato, così che sono morti in nove. Coi funghi non si scherza, certe volte la lavanda gastrica serve a poco.
    Ero stata così impressionata da quella tragedia che mi ero fatta un po’ di cultura fungina. Ma a ben vedere ci sono tanti così piccoli particolari e sfumature per distinguere un fungo da un altro, che bisogna essere proprio appassionati in materia e io non lo sono.
    Così l’ho tagliata corta e mi son regolata in questo modo: non vado a funghi, ma soprattutto ne faccio a meno se non c’è scritto a chiare lettere “champignons”, “cantarelli” o “porcini” – questi ultimi ottimi nel risotto.
    Inoltre ognuno di noi nel corso degli anni può sviluppare una o più idiosincrasie. Per esempio, quando ero piccola andavo ghiotta di banane acerbe perchè le trovavo più interessanti, papillarmente parlando, di quelle mature. Le mie papille erano contente, il mio stomaco neanche per niente, così che da un giorno all’altro non sono stata più capace di digerirne alcuna, né acerba né matura.
    Pa grave! non si muore senza banane, anzi, si vive benone. Anche i macrobiotici sostengono che la banana è un frutto troppo yin piuttosto maligno. E poi arriva con navi o aerei; insomma: di sicuro non è ad impatto zero. Di più: so per certo che i bananeti sono sottoposti a culture intensive e talmente irrorati di veleni da essere una vera tragedia per le popolazioni schiavizzate dalle multinazionali.
    Perciò, se potete, non mangiate banane.

  2. Carla Says:

    io preferisco assimilare solo ciò di cui ho bisogno, tutto il resto andrebbe sempre evacuato…

  3. milena Says:

    Ciao Carla (o Carlotta?)
    Il tuo breve commento mi farebbe dire che tutti noi preferiremmo assimilare solo ciò di cui abbiamo bisogno, ma che, volendo proseguire con la metafora dell’intestino (alias cervello), non credo che possiamo avere il controllo totale di ciò che avviene in esso. Del resto, se però funziona, ovvero se non è paralizzato, cosa che ci porterebbe in breve tempo a morte certa, possiamo aver fiducia di riuscire ad evacuare le scorie e il superfluo, ad intervalli più o meno regolari.
    Inoltre direi che se talvolta possiamo avere un maggiore controllo sui cibi che mettiamo in bocca, ossia scegliere cosa ci fa bene o male, la stessa cosa non vale per la vita integrale, visto che siamo immersi in un mondo variopinto e variegato, dove non ci sono solo rose profumate e fiori soavi. E questo succede soprattutto se si è aperti al mondo, cosa che inevitabilmente provoca sia gioie che dolori.
    E senza tralasciare il fatto che non esiste soltanto ciò che è razionale, la vita desta e cosciente, bensì c’è in noi tutto un mondo sommerso, il lato oscuro, lo nächtliche Schacht, il pozzo notturno di hegheliana memoria, in cui si muovono le forze primordiali, e le pulsioni di vita e morte, a dispetto del nostro apparente stato di coscienza e veglia.
    Quando parli di “bisogni”, infatti, oltre ai bisogni primari – cibo aria acqua luce calore – abbiamo una vasta gamma di altri bisogni, che chiamiamo bisogni solo dal momento in cui li abbiamo riconosciuti, ma che esistono in ogni caso ancora prima di averli razionalizzati. Perciò quelli che chiamiamo bisogni appartengono già alla sfera del razionale.
    Però, ad esempio, quando vengo a leggere le tue poesie, non è certo il “bisogno” che mi spinge a farlo, ma il semmai piacere, ti pare?
    Per questo penso sia impossibile illudersi di poter sgominare del tutto la sfera dell’irrazionale, e mi auguro proprio che nessuno creda di poterlo fare, oltre al fatto che si riuscisse sarebbe una vita arida, asettica, priva di forza vitale. Perché è da lì, da quel nächtliche Schacht, quel pozzo tenebroso che talvolta ci inquieta che pervengono le autentiche energie vitali. E senza quelle non ci sarebbe vita, e non sarebbe vita se non fossimo uniti a quella stessa èlan vital.
    Immagino che sai già benissimo tutte queste cose meglio di me, e infatti se scrivo (o evacuo) tutte queste parole, in parte è perché mi fa piacere farlo, in parte perchè una ripassata di tanto in tanto non fa male. O almeno spero. E poi da cosa nasce cosa. Ciao

  4. Carla Says:

    da piccola mi chiamavano Carlotta, per questo puoi chiamarmi anche così 🙂
    che piacere il tuo commento, quando vado in montagna riesco ad esternarmi da tutto ciò che distrae la nostra percezione profonda e così la concentrazione viene spontanea e mette a fuoco, come sempre dovrebbe essere, la nostra attenzione.
    il controllo (dell’intestino) avviene in modo naturale, mai forzato, è l’intelligenza che filtra, dopo lunga esercitazione ad estrappolare il midollo…non è facile da spiegare.
    l’sperienza serve, ma è soprattutto un fatto che riguarda la sfera del sentire…
    grazie per questo ripasso odoroso di spezie 🙂
    a presto

  5. milena Says:

    E sì, Carla, non sempre è facile trovare le parole. Io poi non sono neppure laureata, così faccio come una gazza ladra che ruba parole luccicanti, e non sempre è oro.
    Allora oggi provo a raccontare di un minuscolo fatto che accade qui vicino a me, dove abito.
    Avevo già parlato del merlo che è venuto a fare il nido tra le rose rampicanti sulla veranda, e non è la prima volta, sai, già in altre primavere. Ieri mentre sfoltivo le rose appassite ho scoperto che nel nido ci sono tre piccole uova azzurre. Subito ho temuto di averlo disturbato, come quella volta che se n’è accorto e ha abbandonato il nido. E invece questa mattina era ancora lì a covare le sue uova, va e viene. Non so se sono due che si avvicendano ma poco importa. Di tanto in tanto lo spio dalla finestra della camera, di lato, e lo guardo che se ne sta lì immobile, con la coda dritta, col piccolo becco arancione che punta verso l’alto, chissà cosa vede. Quando le uova si schiuderanno i piccoli faranno un gran baccano, e sai le imbeccate che dovranno avere prima di riuscire a volare. È solo un merlo, voglio dire, non un’aquila che fa i nidi sulle vette dei monti; ma proprio di questo sono contenta, che ci sia vita anche in questa pianura, che la felicità non sia sempre altrove.
    E poi, quando parli della sfera del sentire, comprendo cosa intendi. Si possono conoscere moltissime cose, ma una cosa è conoscerle, altra cosa è sentirle. Sono sempre le stesse cose ma tutto cambia.
    Ora vado a bagnare l’orto con l’acqua scaldata dal sole. Quest’anno ha piovuto molto poco, quasi niente, e la terra è assetata. È un lavoro che mi piace fare, bagnare la terra comprese le piante spontanee, malve, tassi barbassi e borragini.
    Un caro saluto

  6. Carla Says:

    allora siamo due gazze ladre :-))
    che bella questa tua descrizione di intimità serale con lo spazio verde che ti circonda…
    c’è bisogno di pioggia, si…
    appena posso farò la danza della pioggia…

  7. milena Says:

    Grazie Carla. Sono sempre gli altri a dirci chi siamo. Ora capisco perché la mattina trovo piume bianche blu e nere sotto il letto …

  8. Carla Says:

    🙂

  9. Carlotta Says:

    hai visto che finalmente è arrivata la pioggia? 🙂

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