Lenone galvano-chimico

Così il sociofilosofo Simmel, nel 1900 tondo tondo:
“La forma più pura di interazione ha infatti trovato nel denaro la forma più pura di rappresentazione; è la possibilità di cogliere l’astrattezza in quanto tale, è la formazione individuale che trova il proprio senso più puro in ciò che è sovraindividuale. Il denaro risulta così essere l’espressione adeguata del rapporto dell’uomo con il mondo, poiché se da un lato l’uomo può cogliere il mondo sempre e soltanto nel concreto e nell’individuale, nel denaro egli può coglierlo veramente, nel senso che il denaro diventa l’incorporazione del processo vitale e spirituale che tesse tra di loro tutte le particolarità creando così la realtà.” (Filosofia del denaro)

Così il sociofilosofo (rivoluzionario, però) Marx, 66 anni prima:
“Il denaro, poiché possiede la qualità di comprar tutto, la qualità di appropriarsi tutti gli oggetti, è così l’oggetto in senso eminente. L’universalità della sua qualità è l’onnipotenza del suo essere; esso vale quindi come ente onnipotente… Il denaro è il lenone fra il bisogno e l’oggetto, fra la vita e il mezzo di vita dell’uomo. Ma ciò che mi media la mia vita, mi media anche l’esistenza degli altri uomini. Questo è per me l’altro uomo [..] non è esso il legame dei legami? [Il denaro è] la forza galvano-chimica della società.” (Manoscritti economico-filosofici)

Entrambi, nudi e crudi.

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9 Risposte to “Lenone galvano-chimico”

  1. xavier Says:

    Simmel…chi era costui? Purtroppo per lui non c’é stata possibilità di alcun commento di manzoniana memoria, così dovrà restarsene nel suo limbo per addetti ai lavori, o a consolare i sogni del desolante Brunetta. Certo che, caro m.d., a volte gli stronzi te li vai proprio a cercare con il lanternino!

  2. md Says:

    @xavier: no no, Simmel era uno tosto, ha scritto svariate cose interessanti (tra cui, appunto, questa Filosofia del denaro), è stato un attento osservatore delle mutazioni sociali della sua epoca, specie nella sfera metropolitana, studiando attentamente le nuove forme di alienazione, è stato maestro di Bloch e di Lukacs, ecc. ecc.
    Il testo di cui sopra sul denaro va letto come una feroce critica (che forse non risulta chiara, estrapolato com’è dal suo contesto): il denaro livella/quantifica/oggettivizza e appiattisce il mondo della vita. Credo che il concetto di reificazione utilizzato da Lukacs debba qualcosa anche a Simmel.

  3. Pensierodud Says:

    Qualche anno fa massimo Fini, non un filosofo ma un giornalista un po’ bastian-contrario, ha pubblicato il libro: “Il denaro lo sterco del demonio” nel quale sosteneva -poggiandosi anche ad alcune analisi filosofiche di autori che nn ricordo- che ormai il Denaro era sfuggito al controllo dell’uomo. Intanto, dopo l’abolizione della convertibilità moneta/oro, il denaro aveva aumentato la sua massa a dismisura viaggiando su incorporei bit da un capo all’altro del pianeta movimentando cifre spaventose. E poi suggerendo che ormai, da mezzo, era diventato fine e che aveva invertito il rapporto con l’uomo. Non più questo che USAVA quello ma viceversa. Ad assistere ad alcuni fenomeni di quesi anni sembra difficile dargli torto.
    Un saluto

  4. xavier Says:

    Che faccio?, mando un biglietto di scuse alla signora Simmel (le donne in genere vivono più a lungo dei loro mariti), ma anche qui credo di essere fuori strada: mi sa che di annetti ne son passati troppi. Era una trappola, caro m.d., ammettilo dunque, per far venire allo scoperto le pochezze di certi tuoi interlocutori: ho scambiato l’analisi critica per l’apologia, ed ecco la frittata. Forse per il mio genetico odio verso il denaro e le sue conseguenze mi sono affannato troppo a “trovar risposte senza cercar domande” (passami l’autocitazione consolatoria). Vado a meditare sulla mia,di stronzaggine, autentico pozzo senza fondo.

  5. md Says:

    @xavier: beh, se vuoi posso informarmi, qualche nipote rigido custode delle memorie di famiglia si trova sempre… comunque a tua personale consolazione (sempre che si possa parlare di consolazione in casi come questi) diversi suoi allievi, tra cui Lukacs e Bloch, ruppero con il maestro per le sue prese di posizione nazionalistiche e militariste nel corso della prima guerra mondiale. Fortunatamente morì nel 1918, altrimenti ce lo saremmo ritrovato qualche decennio dopo in camicia bruna…
    A proposito poi di Marx e del denaro, in non so quale lettera ad Engels (cito a memoria da non so quale dialogo o lezione), ebbe a dire che non ne poteva più di occuparsi da una vita di quella merda! (lui che tra l’altro, con la povera Jenny, ebbe non pochi problemi a far quadrare il bilancio della borghesissima istituzione familiare…).

    Sulla trappola: in effetti, mentre trascrivevo la frase del socioCarneade, un retropensiero (molto sottotraccia) di un qualche possibile fraintendimento mi è sovvenuto – ma, giuro, senza alcuna perfida intenzione. Però è un buon suggerimento per futuri trabocchetti…

    Ed infine: ben venga un “genetico odio” nei confronti del denaro!

  6. rozmilla Says:

    Proprio delle stronzate, quelle che diceva il sig. Simmel. Volete fargli il piacere di credergli? Credetegli. Credete a tutto quello che leggete. Credete, credete.
    La realtà diventerà quello in cui credete. Più precisamente: la realtà è quello che credete.
    E poi, per esteso, la realtà è quello che crediamo tutti. E il fatto di credere ad una cosa, dà potere a quella cosa.
    Io non ci sto a credere a quelle stronzate.
    Ma soprattutto, non significa che anche se ci avessimo creduto non potremmo smettere di crederci.
    Se voi ci tenete tantissimo, continuate. Al danaro io non ci ho mai creduto, e figuriamoci se comincio a crederci ora …
    Le parole devono fare delle proposte, proposte di cambiamento, trasformazione. Se continuiamo a dire come stanno le cose, pensando che questa è la verità, avremo magari la verità, ma sarà sempre una verità di merda.
    Io, uomo, donna, individuo, posso cambiare il mondo.
    Questo bisogna dire. Questo si deve dire.
    Voglio sentire parole nuove. Altrimenti è meglio tacere.

    (e non è ancora mattina)

  7. md Says:

    @rozmilla: la potenza reificante del denaro è del tutto indipendente da quello che ciascun individuo crede. Il denaro è un “dispositivo” – esattamente come il linguaggio, composto dalle parole cui tu chiedi di eccedere la verità.
    E comunque, giusto per citare un certo signore col pizzetto, coetaneo di Simmel, il quale usava la teoria ad uso pressoché esclusivo della prassi, del fare, del mutamento – la verità è rivoluzionaria. Anche quando si pensa che non esiste.

  8. rozmilla Says:

    http://rozmilla.wordpress.com/2011/07/08/viaggio-in-1%c2%b0-classe/

  9. md Says:

    @rozmilla: uauh! e non mi dici niente?

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