Amletismi – 11

♦ Suscita orrore la vivisezione. Lo scorso settembre aveva suscitato orrore la decisione europea di estendere la sperimentazione a cani e gatti randagi. Silvio Garattini, direttore dell’Istituto Mario Negri di Milano, aveva invece commentato osservando che in mancanza di test sugli animali, ancora oggi tutti i bambini colpiti da leucemia non avrebbero più di sei mesi di vita. L’orrore, evidentemente, è relativo.

♦ Quante altre vite costano le vite – vegetative, comatose, semispente, meccanizzate e piuttosto energivore – prolungate oltre ogni ragionevole misura? Che cosa è ragionevole?

♦ Il banchetto eterotrofo-carnivoro degli umani costa (di nuovo) qualcosa come 50 miliardi di vite animali all’anno – esclusi gli animali di piccola taglia, innumerevoli e contabilizzati solo in termini di tonnellaggio. Un massacro quotidiano che si consuma in silenzio nei sotterranei delle nostre metropoli.

♦ Mio padre vivrà ancora – come e quanto a lungo non so dire – perché un maiale gli ha gentilmente ceduto la propria valvola mitralica. Mors tua vita mea.

É la bioepoca, bellezza!

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3 Risposte to “Amletismi – 11”

  1. mcc43 Says:

    Bioepoca! Qual’è oggi il soggetto che ci orienta nella morale? Dietro affermazioni come quelle di Garattini portata ad esempio, ma certo non l’unica, c’è il concetto di prevalenza dell’uomo sugli animali o la prevalenza assoluta della ricerca, che talvolta usa anche gli esseri umani?
    In quale misura l’una e l’altra opzione coprono gli interessi economici messi in moto dalla ricerca che deve, pertanto, non avere mai fine, anche etichettando in modo nuovo sindromi antiche già conosciute?

  2. Pensierodud Says:

    Interessanti questioni, quelle poste da mcc43. La sensazione che ho sempre più spesso è che l’uomo abbia messo in atto dei processi o dispositivi (mercati finanziari, burocrazia, sistema politico, ricerca scientifica, etc.) le cui logiche ormai prevalgono sull’uomo stesso. O almeno sulle larghissime fette di umanità che, di quei processi, diventano vittime e non più beneficiati. Nel senso che il burocrate dovrebbe essere al servizio del cittadino mentre finisce per diventarne l’avido padrone.

  3. mcc43 Says:

    La sensazione di pensierodud è come la mia, che individuo in una funzione Pensiero oggi sempre più usata in modo estroverso. Le riserve che l’Io dovrebbe avere sono diminuite, passano facilmente sensazioni di onnipotenza. Tutto si può fare, perfino ricreare la Natura, e si assume inconsapevolmente il giudizio a priori che è giusto e doveroso farlo perché questo è “progresso”.

    Allargo un pò il discorso, ricordando un testo di Joan Couliano, e se la memoria non mi inganna è Eros e Magia nel Rinascimento, nel quale è messo in evidenza che la tecnologia nelle sue varie applicazioni ha realizzato i sogni del Mago rinascimentale, dal volo alla quasi “immortalità” .
    Solo che, dico io, noi non vediamo il mago all’opera e ci fidiamo delle sue invenzioni. Mi sembra che nella società più arretra il senso religioso, più il bisogno o l’istinto di credere si sposta. Va dal dio agli specialisti, scienziati o economisti o esperti di qualsivoglia materia: i nuovi maghi che ci danno le pozioni della felicità. Forse esagero se ciascuno riporta questo a se stesso, però sul piano collettivo … mah.

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