Aforisma 40

Non siamo noi a disporre per la vita o per la morte. Si tratta di decisioni extraterritoriali.

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8 Risposte to “Aforisma 40”

  1. vincenzo russo Says:

    No è vero che Dio gioca a dadi con il mondo ,per il semplice motivo che, superato il livello di grandezza quantistico, quello molecolare ha le sue regole, successivamente ad ogni ordine di grandezza subentra un nuovo ordine indipendente ed in pratica ad ogni livello di grandezza diviene determinante il libero arbitrio o scelta del singolo livello.
    Comunque la vera risultanza della fisica quantistica consiste nell’affermazione che : ” non esiste Universo senza l’osservatore “.
    Pertanto le azioni a distanza e le azioni ritardate degli esperimenti dimostrano che ,anche il mondo dei quanti dipende dalla volontà dell’osservatore.
    Altre interpretazioni sono speciose e false.
    Quindi l’allusione al Dio irresponsabile o inesistente è ricercata e maligna come è tipico di alcuni atei.
    Saluti da vincenzo Russo. In rete : filosofo neo eleatico pitagorico.

  2. vincenzo russo Says:

    Non è vero che Dio gioca a dadi con il mondo ,per il semplice motivo che, superato il livello di grandezza quantistico, quello molecolare ha le sue regole, successivamente ad ogni ordine di grandezza subentra un nuovo ordine indipendente ed in pratica ad ogni livello di grandezza diviene determinante il libero arbitrio o scelta del singolo livello.
    Comunque la vera risultanza della fisica quantistica consiste nell’affermazione che : ” non esiste Universo senza l’osservatore “.
    Pertanto le azioni a distanza e le azioni ritardate degli esperimenti dimostrano che ,anche il mondo dei quanti dipende dalla volontà dell’osservatore.
    Altre interpretazioni sono speciose e false.
    Quindi l’allusione al Dio irresponsabile o inesistente è ricercata e maligna come è tipico di alcuni atei.
    Saluti da vincenzo Russo. In rete : filosofo neo eleatico pitagorico.

  3. egilllarosabianca Says:

    Nulla nell’aforisma 40 mi conduce ad un Dio che giuoca a dadi,e
    nemmeno ad un Dio irresponsabile e nemmeno la filosofia dei
    viaggi nel tempo- Aristotele era un convinto sostenitore della logica
    é molto importante per un filosofo-,La maieutica di Socrate non
    deve essere ignorata, Lui sarebbe stato buono con un barbaro bilingue come me- La conoscenza innata é un dono-
    Egill- non amo le definirmi se non come, new entry in questo blog-
    Egill

  4. md Says:

    @Egill: naturalmente, come new entry sei più che benvenuto; mi piace molto la tua definizione di “barbaro bilingue”, anche se credo che in realtà chi parli più d’una lingua abbia maggiori possibilità di allargare i propri orizzonti di “civilizzazione”.

  5. rozmilla Says:

    Guardare il fiume ch’è di tempo ed acqua
    E ricordare che anche il tempo è un fiume
    Saper che ci perdiamo come il fiume
    E che passano i volti come l’acqua.

    Mirar el río hecho de tiempo y agua
    Y ricordar que el tiempo es otro río,
    Saber que nos perdemos como el río
    Y que los rostros pasan como el agua.

    (è una strofa di una poesia di Borges, che avevo copiato ieri, solo che adesso non riesco a trovare la poesia, insomma non so il titolo)

  6. carla Says:

    e chi decide le decisioni extraterritoriali?
    certo, il singolo difficilmente ha voce in capitolo…
    allora affidiamoci a chi non ha nome, ma costituisce massa.
    oppure alla provvidenza, che saprà provvedere la sua selezione naturale.

  7. gennypisani Says:

    “E se Dio fosse Uno di noi

    Solo e perso come noi

    Anche Lui con i Suoi guai

    Nessuno che Lo chiama mai

    Solo per dire:”Come stai?”…

    Non gioca a dadi ma alla playstation…preferisce i wargames…parola di Cardinale…

  8. rozmilla Says:

    Carina la poesia di Genny. Mi ha fatto pensare a quando qualche giorno con una mia amica psichiatra parlavamo dei videogiochi, violenti, che i bambini sono “abituati” ad usare, e che vengono diffusi indiscriminatamente. Forse, ingenuamente, c’è chi pensa che queste cattive abitudini non generino aggressività e violenza, e non si fa nulla per impedirlo, anche dopo che gli scienziati della mente ci hanno spiegato il funzionamento dei neuroni specchio.
    Non stupiamoci però, dopo, che la violenza dilagante diventi un mezzo come un altro di “selezione della specie”. E chi si salva è solo fortunato.
    Ovvio che mi riferisco alla strage in Norvegia, e ai numerosi fatti di cronaca nera sempre più frequenti. Non solo fuori dal nostro territorio, ma anche qui, e ovunque.
    Per questo direi che non è detto per la vita e la morte le decisioni siano extraterrioriali. Almeno non sempre.
    Diciamo che ce la mettiamo tutta per non favorire la vita “pacifica” sulla terra?

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