Aforisma 42/ter

L’essere è. Non può volere alcunché, tranne quel che è.

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8 Risposte to “Aforisma 42/ter”

  1. xavier Says:

    Perepé, perepé, perepé.

  2. Carla Says:

    il fatto che “l’essere”non possa volere determina una volontà debole.
    io, in quanto essere, voglio sempre qualcosa in più
    questo per dirti che l’essere uomo non si accontenta di essere e basta (al contrario degli animali).

  3. md Says:

    @Carla: ma quello che “io” voglio, dal punto di vista dell’essere – cioè della necessità – è puramente illusorio. Io “credo” di volere qualcosa, ma quel “qualcosa” o già è (e allora il mio volerlo è indifferente) o non è nulla (e allora il mio volerlo è inconsistente).
    Sto ragionando fingendo (non posso far altro) di assumere il punto di vista dell’essere, cioè della ferrea ed invalicabile necessità.

    @xavier: sapevo che mi attendevi al varco…

  4. Carla Says:

    non potevi essere più chiaro…
    tu vuoi scavillare i cavilli!
    :-))

  5. egilllarosabianca Says:

    L’essere non vuole o vuole -esisiste –
    Gli animali sono questo esistere questa necessità-
    Quando dici di assumere il punto di vista vuoi dire come Leopardi
    che occupa per un “attimo il corpo”della Ginestra” o dell’eternità
    nell'”Infinito”-
    Egill

  6. Luciano Says:

    Salve.

    Ma come è possibile assumere il punto di vista di qualcosa che non siamo in grado di percepire, l’essere in quanto essere, e tanto meno di definire e quindi di descrivere?

    Mi chiedo se questo non sia altro che il nostro tentativo di non ammettere la nostra limitatezza.

    A presto.

  7. rozmilla Says:

    @ Luciano:
    Infatti mi è piaciuto molto quando Md. scrive di “fingere” di mettersi dal punto di vista dell’essere, e aggiunge “non posso fare altro”.
    Ma anche l’“Eterno” è una finzione, o tutt’al più, come la vedo io, potremmo considerarla una “finzione letteraria”, e “usarla” anche in tal senso come in molte belle pagine di letteratura è stato fatto, senza però aver la pretesa che possa esser messa a fondamento della realtà. Ma soprattutto senza (mi auguro) “credere” che sia una nuova “Verità” rivelata.
    In un mondo di incertezze è facile restare affascinati, trascinati al seguito di simili suggestioni. Ma, una cosa è leggerle sapendo che sono suggestioni, altra cosa è “credere” che siano “vere”.
    Perché allora sì, che la vita diverrebbe un sogno ..
    a presto

  8. egilllarosabianca Says:

    “Il poeta” può per un attimo Con la ragione non è possibile questo-
    Ma cosa é Vero? la realtà ci suggestiona,il pensare al contrario ci
    scherma dalle mistificazioni del reale – Ci muoviamo come automi
    e dovremmo coltivare l’anima (e anche il corpo certo)-
    Egill

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