Il respiro bambino della filosofia

“Bisogna cercare piano piano…”
(Sara)
“…ragionare molto molto”
(Riccardo)

Ciclo di filosofia con i bambini 2011/2012 – Secondo resoconto

(Prologo: in genere mi affaccio sornione alla porta, chiedo “come state?” e poi propongo di cominciare con un minuto di silenzio – “chiudete gli occhi e provate ad ascoltare il vostro respiro, solo il vostro respiro…”)

Continua a ritmo battente la saga dei nostri incontri filosofici alla scuola Manzoni di Rescalda. Qui posso solo offrire qualche frammento di quel che va succedendo nelle tre classi interessate all’esperimento. Ieri mattina, ad esempio, un bambino se ne è uscito con una frase abbastanza classica per il pensiero filosofico (un po’ meno per un bambino di 10 anni) – una domanda che ora va di moda persino tra alcuni fisici e, soprattutto, neocosmologi:

Perché c’è qualcosa (la vita, noi umani) e non il nulla?

Però quel che la mia trascrizione non riesce a rendere è la sua espressione nel cercare le parole giuste per dirlo, lo sconcerto e la fatica mentre lo diceva, il suo avvilupparsi in qualcosa di eccessivo per la sua (e nostra) mente. Un episodio straordinario di straniamento nel contemplare l’abisso che c’è tra quell’io che chiede e l’enormità della domanda, tra significante e significato, tra quel non capacitarsi qui e ora e lo sfuggire eterno del senso dell’interrogare (della sua eco e dell’impossibile risposta). Catalogate come volete la cosa – campo semantico o linguistico, campo psicologico o (tauto)logico, campo scientifico od ontologico, casualità pedagogica – ma il domandare di quel bambino è sorto in maniera spontanea, e a testimoniarlo c’erano i suoi gesti, la sua voce, la sua espressione. Unici, irripetibili, irriproducibili.
Però, proprio affinché questi momenti non rimangano confinati alla meravigliosa caducità dell’attimo (che per quanto eterno a nulla varrebbe se non fosse testimoniato), ho deciso di cominciare a pubblicare i verbali di alcuni incontri (verbale: che parola orribile!). Purtroppo, quel che si perde per strada è proprio il sangue e la vita dei nostri dialoghi ipermaieutici: parole senza corpo, voce, gesti, ansie, espressioni. Parole registrate e poi trascritte – soggette dunque a troppi passaggi, troppe tra-duzioni perché possano rendere la scintillante bellezza del loro accadere, nel qui e ora della comune ricerca.
Tuttavia credo sia comunque utile farlo: sia per chi è solo curioso, sia per chi è interessato all’esperimento nello specifico, magari sotto il profilo didattico (altra parola che amo poco).

Quel che pubblico qui sotto richiede però alcune avvertenze preliminari, poiché si tratta di metodi e percorsi diversi (dovuti anche alle diverse dinamiche di gruppo). Sono tre resoconti, uno per ogni classe.
a) In una classe la discussione è stata filtrata dall’insegnante, “depurata” di ripetizioni o divagazioni, e dunque in qualche modo “teatralizzata” – tant’è che una lettura successiva del testo da parte dei bambini che reinterpretavano la loro discussione mi ha suggerito l’idea di un possibile esito teatrale o di messa in scena: la filosofia sul palcoscenico, per bocca dei bambini – pensate un po!
b) nella seconda classe, invece, tramite il prezioso supporto di una collaboratrice esterna (mi pare si dica tirocinante) la trascrizione è stata praticamente effettuata in presa diretta e senza alcun filtro – tranne per alcune frasi che si sono perse durante la registrazione per motivi strumentali.
c) infine, nella terza classe ho trascritto e brevemente commentato gli scritti dei bambini sul concetto di tempo.
Gli allegati seguono l’ordine di esposizione e di sezione:

5A – primo incontro.pdf
5B – primo incontro.pdf
5C – il concetto di tempo.pdf

Ringrazio Chiara, Donatella, Elisabetta e Martina – e naturalmente tutti i bambini e le bambine, una per una, uno per uno.

(Epilogo: all’uscita dai due incontri di ieri, con la testa in fiamme ed il cuore in tumulto, sono andato a passeggiare nei campi per respirare la brezza autunnale. Gli ultimi tepori, prima dell’inverno e della sperata neve. Respiri larghi e felici, rimirando i colori bruni e l’oro bruciato del bosco sullo sfondo. Una delle tante figure dell’eterno…)

Annunci

Tag: , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: