Fiere

Leggo che è ormai vicino il giorno in cui si parlerà dell’ultima tigre sulla terra. 100.000 esemplari stimati un secolo fa, meno di 4000 oggi. L’immaginario catastrofista che simula la stessa situazione per gli animali umani, e che ha fornito parecchio materiale sia al cinema che alla letteratura, non spende nemmeno un millesimo della sua fervida fantasia quando sono le altre specie animali a giungere alla fatidica soglia. Après moi le déluge! – sembra il motto dell’homo sapiens sapiens, la cui unica e vera sapienza si riduce sempre di più alla sistematica distruzione di ciò che lo ha reso sapiente (e potente). Una insipientissima sapienza.
Certo, se noi non ci fossimo e non ci sentissimo il centro dell’universo, non ci sarebbe nemmeno la doglianza per le estinzioni altrui, che madre natura non si perita affatto di procurare a piene mani, con un infinito sterminio di esseri viventi, compreso quello (pur piccolissimo) di umani da parte di spietate tigri cacciatrici  (del resto lei dà la vita lei la toglie). Senonché, ora, la causa prima delle estinzioni di massa siamo noi, non è il caso né tantomeno la necessità. Noi, qui e ora, cause storiche e contingenti.
Ricordo che da bimbo, durante i primi anni della scuola elementare a cavallo tra i ’60 e i ’70, incappai ad un certo punto in una parola per me inaudita, volta a descrivere la condizione dei poveri uomini primitivi in epoca preistorica: i nostri eroici post-scimmioni dovevano lottare con le fiere che ne mettevano a repentaglio la sopravvivenza. Le prime volte non capivo cosa fossero, poiché io alle fiere ci andavo col mio babbo e non mi sembravano granché pericolose. Ma ora lo so fin troppo bene: fiera – cioè belva feroce, dal latino ferus, indomito, selvaggio, crudele – è una buona definizione zoologico-antropologica di essere umano.

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4 Risposte to “Fiere”

  1. rozmilla Says:

    Sai cosa mi ha fatto pensare questo post? Che quando parliamo e scriviamo, usiamo anche l’aggettivo “fiera”, in senso di essere orgogliosi, eccetera.
    Per esempio, anch’io ho usato da non molto la parola “fiera” non come sostantivo, ma come aggettivo. Mi ero soffermata a pensarci un po’ su, ma forse non abbastanza, e alla fine, fra fiera o orgogliosa, ho scelto l’aggettivo fiera. Ed effettivamente, non so come ho fatto a non pensare che fiera significa belva feroce – dal latino ferus, indomito, selvaggio, crudele.
    Ma è vero, c’è poco da esser fieri di esser fieri.
    Che dire, Md., forse ha ragione Riccardo quando mi chiama mongol-fiera?

  2. filosofiazzero Says:

    Homo homini lupus…
    Ivi incluso se stesso e la (cosiddetta) realtà circostante.

  3. carla Says:

    S’infiera, la Fiera
    ostinata
    nel bandolo sontuoso di un approccio
    – sedimento circoscritto al desiderio
    penetrare la sua forma –

    ciao Mario, buona domenica! 🙂

  4. xavier Says:

    Mah,…..sarà così, ma non mi riesce proprio provar granchè solidarietà per le tigri o ad esempio, per gli squali o i cobra, o le formiche della Tasmania, che si muovono a milioni e sono in grado di divorare in pochi minuti ogni cosa intorno a loro. L’elenco sarebbe lungo,includendo fra l’altro alcune categorie di umani altrettanto voraci e feroci. Questi ultimi invero assai peggiori.

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