Montologion

Porcaccia miseria! (giusto per usare un eufemismo)
Monti e il suo maledettissimo governo congiurano gravemente contro la mia evoluzione filosofica. Lo argomento:
1) avendo preventivato di dedicarmi allo studio serio ed approfondito del pensiero di Emanuele Severino
2) avendo calcolato all’ingrosso in circa due anni pieni il tempo minimo necessario per leggermi l’opera omnia e cavarne qualche frutto
3) non potendolo fare adesso, preso come sono dal vortice della quotidianità, e avendo optato per posticipare il tutto alla pensione
4) avendo il suddetto Monti graziosamente deciso di ritardare il mio congedo lavorativo di un altro paio d’anni
5) coincidendo curiosamente i due lassi temporali, e dovendomi dedicare anche a molti altri pensatori e temi di primaria importanza filosofica, scientifica, etica ed estetica
6) ergo – sempre che la capricciosa contingenza non decida altrimenti – mi vedo costretto a prendere una dolorosa decisione…

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17 Risposte to “Montologion”

  1. bortocal Says:

    beh, se Monti ti impedisce di sprecare due anni della tua vita dietro Severino, questo potrebbe essere un suo merito ulteriore! 🙂

    mi raccomando, dai la precedenza agli altri, chiunque essi siano…

  2. rozmilla Says:

    Ecco perché ho potuto permettermi di leggere (poco) Severino, è ovvio, sono disoccupata! 😦
    E perché no, potrebbe essere un’idea …
    “Disoccupati di tutto il mondo, non sapete cosa fare? … non preoccupatevi e leggete Severino!”

  3. Carlo Says:

    @Md
    Anch’io, misteriosamente, sento un’attrazione fatale per Severino. Ma, poi, dopo aver fatto dieci respiri profondi, la mente mi ritorna lucida e, così, posso rilassarmi, rallegrandomi per lo scampato pericolo.
    C’è una teoria fisica che sostiene che l’universo ciclicamente, dopo un imprecisato numero di miliardi di anni, implode, riducendosi ad un puntino denso e consistente, dove la temperatura e la pressione raggiungono valori incalcolabili, Questa condizione è altamente instabile per cui, alla fine, sfocia in un nuovo big bang. E così via, senza soluzione di continuità.
    E’ la teoria dell’eterno ritorno (Nietzsche), che rende eterno l’essere anche nelle sue determinazioni.
    Detto questo il discorso può giustamente concludersi. Come del resto ha fatto Severino, dopo “paginate” e “paginate” inflazionate sull’essere. Pretendere di “cavarne qualche frutto”, leggendo “tutto” Severino, per due anni, a me pare una visione troppo ottimistica (parlo anche a me stesso).
    Sulla mia tomba vorrei fosse scritto: Qui giace Carlo, apprendista filosofo, che d’ognun disse mal, fuorché Di Severino, scusandosi col dir: “Per mia fortuna non lo conosco”! ».

  4. rozmilla Says:

    Ieri ho fatto una battuta scherzosa, ma comunque a me non dispiace di aver letto qualche libro di Severino. Uno in particolare (Identità della follia) ho fatto un periodo che mi ci applicavo ogni sera, e me lo portavo persino a letto finché non crollavo tramortita. L’ho riletto almeno quattro volte e non lo rinnego. Grande libro, grande metodo di pensiero. D’altra parte leggo sempre anche i contenuti dei cibi preparati prima di acquistarli, per capire se fanno per me e fino a che punto. E in ogni caso, confido sempre di trattenere il buono ed espellere le scorie – se il metabolismo ancora funziona … 🙂

  5. md Says:

    In realtà Emanuele Severino è stato sullo sfondo di tutta la mia esperienza e formazione filosofica, per lo meno dal 1984, anno in cui la lettura dei suoi libri divulgativi sulla filosofia antica e moderna mi infiammarono la mente. Subito dopo passai a “La struttura originaria”, non capendoci granché.
    A seguire, infinite discussioni (che durano tutt’oggi) con il mio amico Marco Palazzini De Vecchi. E naturalmente su questo blog.
    Come ebbi già a dire, la filosofia è come il maiale…

  6. xavier Says:

    Portarsi a letto Severino, inteso come libro naturalmente, mi dà un leggero brivido di raccapriccio: pur avendo una discreta gavetta alle spalle, infatti, non sono ancora arrivato a questo genere di perversità. Quanto alla scelta di m.d. di volersene leggere l’opera omnia, mi son fatto l’idea che sia impresa titanica. Anzi, quasi come tentare di salvare il Titanic stesso servendosi di un mestolo da brodo. Ma m. d. é uomo di tenacia e di parola, mica un cialtrone qualsiasi e, Monti o non Monti, prima o poi ci proverà. E chissà che un giorno o l’altro non riemerga pure la carcassa del Titanic con a bordo il suo comandante: il capitano E. Severino!

  7. rozmilla Says:

    @ xavier:
    Ha ha! Lo sapevo che mi avresti preso in giro per questo (comunque considera che magaaaari l’ho scritto apposta … e hai abboccato). Ma ti assicuro che per certi versi era un toccasana oltre che soporifero. Impossibile soffrire d’insonnia e si fanno sonni senza incubi. È un po’ come superare il giro di boa. Prova!

  8. filosofiazzero Says:

    Provate a pensare a quello che è stato e a quello che è ancora (purtroppo) il mito di Heidegger nella filosofia contemporanea.
    Possiamo immaginare che Severino, nel suo piccolo, sia diventato
    l’Heidegger tascabile portatile ad usum babbeorum italico.
    Suggerisco la lettura della definitiva, non confutazione, la qual cosa è impossibile, impossibile confutare l’inconfutabile, ma parodia e presa per il culo di Heidegger che si trova nelle pagine di “Antichi maestri” di Thomas Bernhard. Suggerisco poi di applicare lo stesso metodo al prof. Severino anche lui (ovviamente) docente universitario (taglio delle pensioni universitarie sopra un certo limite, anche?)

  9. filosofiazzero Says:

    Mi scuso per avere usato le parole “confutazione”, confutare”,
    non evendo nessun senso, oramai, credo, e non solo per me,
    l’uso della categoria della confutazione.

  10. md Says:

    @filosofiazzero:
    Immagino sia quel testo nel quale, citando Reger, Bernard paragona Heidegger ad una “vacca della filosofia gravida in permanenza” che depone il suo sterco nella foresta nera, o qualcosa del genere…
    Uno dei miei maestri – Luciano Parinetto – poco prima di morire scrisse un testo-testamento intitolato “Gettare Heidegger”.
    Secondo questa logica – ed anche quel che scrivi – si potrebbe benissimo “Gettare Severino”, però tutto ciò andrebbe contro la mia “filosofia del maiale” (anche se mi disgusta un po’, visto che son vegetariano quasi-vegano).
    Mettiamola così: niente mostri sacri, niente misticismo e nemmeno “mitologia” filosofica (visto che, se non erro, pur semplificando, la filosofia dovrebbe essere nata in contrapposizione al mito). Il discorso filosofico è, innanzitutto, la radicale messa in discussione di ogni altro discorso, compreso quello che si presenta ingannevolmente come incontrovertibile.

  11. filosofiazzero Says:

    D’accordissimo!!!
    Pur se la messa in discussione “radicale”, secondo me, può essere oggi attuata solo attraverso un altro discorso, non-filosofico, letterario per esempio (Bernhard, Beckett…) o dell’arte (Bacon e altri)

  12. filosofiazzero Says:

    …e mettiamoci dentro anche la musica e il cinema!!!

  13. filosofiazzero Says:

    ….ancora io, abbiate pazienza!!!
    ma cosa cazzo ce ne frega a noi della sacerdotalità tenebrosa di Heidegger & omologhi quando siamo nella merda, siamo nella merda e si sta ancora dietro a vaneggiamenti circa l’essere e il non essere eccetra….

  14. md Says:

    Beh, non è che l’essere nella merda è frutto del caso. Né tantomeno della necessità (sono le mie paranoie mentali del momento, si sarà capito). E credo che siamo sufficientemente abili e “onnilaterali” da poterci occupare di molte cose contemporaneamente. E dopotutto l’essere e il non-essere non sono poi così infimi (né indifferenti) come invece i cumuli di sciocchezze da cui siamo invasi ogni giorno…

  15. filosofiazzero Says:

    Più che giusto!!!

  16. filosofiazzero Says:

    Però pensiamoci bene…
    Dopo 2500 anni di filosofia occidentale bisognerebbe anche rendersi conto che se circola la voce che siamo dentro il nihilismo
    allora questo vorra pur significare qualcosa. Che non ha, per esempio, più senso porsi le stesse domande filosofiche di sempre dal tempo dei Greci. Qualcosa devrà pur essere cambiato…
    Il che non toglie che si possa fare calcoli di spesa sociale eccetra… .

  17. xavier Says:

    Condivido e sottoscrivo il pensiero di Filosofiaazero, laddove la sua essenza si esprime in un rigoroso “Ma che cazzo ce ne frega a noi della sacerdotalità tenebrosa di Heidegger…etc.etc.” Questo, in filosofia o meno, significa parlar chiaro e dirla tutta per intero. Però, dice ancora m.d., siam mica fatti solo di merdosità, abbiamo anche i nostri bei pensieri e quel che (non) ne consegue, e poi non si può mica star solo a mostrarsi filosofi di professione, c’è altro in giro da poter e dover fare, intanto che si pensa profondo. Anche questo mi piace molto, mi pare che la gente in gamba si dia da fare “a fare” e “a pensare”, oggi come ieri. Non so se tutto questo abbia un senso, comunque sento che Severino mi sta sui coglioni.

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