La stella nel secchio

Una sera, persero la stella, come mai?
Per averla troppo guardata.
I due re bianchi erano sapienti di Caldea,
tracciavano a terra cerchi con il bastone.

Facevano calcoli, si grattavano il mento.
Ma la stella era fuggita, come fugge un’idea.
E quegli uomini la cui anima aveva sete di guida,
piansero, mentre alzavano tende di cotone.

Ma il povero re nero, disprezzato dagli altri due,
si disse: «pensiamo anche a una sete che non sia la nostra:
bisogna dare da bere agli animali».

E mentre teneva in mano il secchio,
nell’umile spicchio di cielo in cui bevevano i cammelli,
vide la stella d’oro, che danzava in silenzio.

(Edmond Rostand, La stella)

Autore: md

Laureatosi in Filosofia all’Università Statale di Milano con la tesi "Il selvaggio, il tempo, la storia: antropologia e politica nell’opera di Jean-Jacques Rousseau" (relatore prof. Renato Pettoello; correlatore prof. Luciano Parinetto), svolge successivamente attività di divulgazione e alfabetizzazione filosofica, organizzando corsi, seminari, incontri pubblici. Nel 1999, insieme a Francesco Muraro, Nicoletta Poidimani e Luciano Parinetto, per le edizioni Punto Rosso pubblica il saggio "Corpi in divenire". Nel 2005 contribuisce alla nascita dell’Associazione Filosofica Noesis. Partecipa quindi a un progetto di “filosofia con i bambini” presso la scuola elementare Manzoni di Rescalda, esperimento tuttora in corso. E’ bibliotecario della Biblioteca comunale di Rescaldina.

7 pensieri riguardo “La stella nel secchio”

  1. Dissento da questa contagiosa melassa natalizia! Intanto il nero é pur sempre un re, e per povero che sia starà sempre meglio di uno dei suoi sudditi, e poi gli é andata a culo: metti che guardasse per un momento dall’altra parte, e addio stella cometa. E poi perché gli altri due avrebbero dovuto disprezzarlo? E’ per la solita storia del colore della pelle? C’era già il k.k.klan? Oppure il disprezzo nasceva da screzi dinastici ancora oggi sconosciuti? Si sa come sono i re: tutti culo e camicia, ma basta un niente per farsi la guerra, tanto a crepare son sempre gli stessi! Son domande da togliere il sonno, e voi state lì a farvi gli auguri! Ho finito, anzi é finito l’effetto delle mie medicine…un caro saluto a tutte/i.

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