2012 Jean-Jacques!

Temo che il 2012 passerà alla storia come un anno kat’exochen profetico-catastrofico-apocalittico-apocatastatico – con tutti gli -ico più fantasiosi a seguire. Nemmeno la fine del secondo millennio – almeno, così mi par di ricordare – si era portate dietro così tante sciocchezze e superstizioni su fine del mondo e simili. Forse la crisi economica, insieme alla profondissima crisi epocale di prospettive, ha contribuito ad acuire tale clima nefasto.
Se devo esser sincero non ho letto nemmeno una riga, né tantomeno ho guardato trasmissioni in Tv, nelle quali si parla di calendari Maya e simili. L’argomento non mi appassiona, anzi lo detesto proprio, anche se dovrei forse occuparmene in termini di psicologia di massa o antropologici o sociologici. Ma siccome non sono né uno psicologo né un antropologo né un sociologo, posso tranquillamente catafottermene, come direbbe Montalbano nella colorita lingua di Camilleri.
Ed allora celebrerò a modo mio il 2012 – come del resto ho finora cercato di celebrare tutti gli anni che mi sono stati dati: e cioè, per quanto mi è possibile, ingombrando la mente e l’immaginazione di cose belle e filosofiche, liberandole nel contempo dall’immane sciocchezzaio e chiacchiericcio contemporaneo. Cosa che mi sento di propugnare come disinteressato e sincero augurio a tutti i lettori del blog, alle amiche e agli amici, con ampie benedizioni in stile urbi et orbi.
Gli anniversari sono spesso – come i capodanni – celebrazioni retoriche e pompose, quando non del tutto inutili. Ma siccome accadono comunque e a prescindere, tanto vale coglierli per quel che ci possono offrire: opportunità, destri e punti d’origine per altro. Contingenze per nuovi inizi.

A parte la piccolissima e contingentissima occorrenza del quinto anniversario della Botte (un lustro!) – il 2012 sarà, con buona pace dei Maya, l’anno di Jean-Jacques Rousseau – 300 tondi tondi dalla sua nascita.
Sarà quindi per me un immenso piacere occupare la mente con uno dei più profondi e sorprendenti filosofi d’occidente – colui che, come sostenuto a suo tempo da Lévi-Strauss, è stato il moderno fondatore delle scienze umane; che ha cominciato a far viaggiare la filosofia ben oltre i suoi angusti confini eurocentrici; che ha ragionato col cuore e sentito con la ragione; che ha mitizzato la natura (contro la cultura), ma che ha nel contempo elevato la cultura (contro la natura); che ha studiato con grande passione selvaggi, popoli, costumi, etiche, città, linguaggi, musica, animali, vegetali, bambini – e prima di tutto, fino all’autoscorticamento interiore, se stesso; che ha svelato una volta per tutte il trucco della proprietà privata; che è stato un instancabile passeggiatore solitario; che mi onoro di annoverare tra i miei maestri fondamentali.
Ma per ora bastino queste poche note. Ci sarà un lungo anno – se gli dèi lo vorranno – per parlare, riflettere, celebrare, criticare, camminare, rileggere, lottare, meditare – e, perché no?, ricrearsi

***

(p.s. – caso vuole che questo sia il post numero 600!)

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8 Risposte to “2012 Jean-Jacques!”

  1. vincenzo cucinotta Says:

    Eh, temo che anche tu sia più sensibile di quanto vorresti fare credere alla magia dei numeri tondi: comunque, auguriamoci ancora un anno di sopravvivenza 😀

  2. md Says:

    sì caro Vincenzo, auguriamocelo!

  3. xavier Says:

    La matematica non é un’opinione, come dicono da sempre i più esperti opinionisti, dunque (o anche senza dunque) non può esservi nesso casuale fra tutti questi numeri pari coincidenti. Bisogna vigilare e capirci di più, stiamo all’erta. In giro per il microcosmo dove ho la ventura di sopravvivere per ora alle maledizioni maya, ho chiesto se qualcuno sapesse qualcosa intorno al kat’exochen con il quale il nostro caro m.d. mi ha colpito alla bocca dello stomaco: in due mi hanno risposto che non lo conoscevano, uno mi ha detto che forse era “quel tedesco che abitava nella casa dietro il curvone fino a un paio di anni fa”, uno fra i quasi centenari mi ha guardato con uno strano sorriso sornione continuando a fumare la pipa, una signora in età mi ha detto di non andare in giro a dire brutte parole, che poi i bambini le imparano, che in televisione se ne sentono già abbastanza. Rimango nel mistero.

  4. md Says:

    eh eh, caro xavier, a volte scrivendo mi scappa qualche parolaccia in “grecorum” (colpa di certi prof del secolo scorso un po’ troppo ellenizzanti) – e in effetti éxochos (con affini e composti) è una di quelle parole da usare con prudenza, ché di eminenza, eccellenza, superiorità (ed affini) ce n’è in giro fin troppe (o fin troppo poche, a seconda dei punti di vista). Meglio astenersene, per maggior sicurezza.

  5. Giuseppe Savarino Says:

    Concordo appieno sull’inutile chiacchericcio su profezie e altre sciocchezze che ci inonderanno nel 2012, che oltre a non interessarmi,Concordo appieno sull’inutile chiacchericcio su profezie e altre sciocchezze che ci inonderanno nel 2012, che oltre a non interessarmi, mi stupiscono però per la facinoleria diffusa con cui si è disposti comunque a parlarne.
    Similmente a situazioni riguardanti oroscopi e superstizioni varie che ancor oggi mi sembrano diffusi con il ragionamento semplicistico del “non ci credo ma non costa nulla parlarne” (nelle posizioni più scettiche).
    Per quanto mi riguarda non piace nemmeno parlare di certi pensatori solo nell’anniversario della nascita o della morte ma almeno è un punto di vista “più serio” e sicuramente più utile.
    Per Rousseau consiglio la lettura dellEmilio, propabilmente l’opera più interessante di questo autore.

  6. luca ormelli Says:

    Meno Rousseau più Russkaya…

  7. md Says:

    cos’è?

  8. luca ormelli Says:

    Vodka!

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