Racket

«Non c´è nessun Führer o Stalin tra di loro. Sono anonimi. Operano attraverso il capitalismo finanziario. I loro occhi esaminano tutto e non contemplano nulla. Sono incapaci di ascoltare e la fiducia in se stessi è pari alla loro ignoranza: profittatori che non sanno niente di niente, né delle proprietà né dell’essenza delle cose. Conoscono solo i loro racket. Da qui la paranoia e, generata da questa, la loro energia ripetitiva. Il loro reiterato articolo di fede è: non c´è alternativa».
(John Berger)

[La parola inglese racket è piuttosto neutra e sta per “fracasso” o “racchetta da tennis”; nel gergo americano diventa “ramo d’attività” – spec. illegale – come specifica il mio vecchio dizionario Mondadori, che subito chiarisce che si tratta di trucchi e raggiri finalizzati a delinquere. Il verbo to racket equivale a “schiamazzare, divertirsi”, che immagino sia proprio quello che fanno spesso gli anonimi profittatori di cui parla lo scrittore e pittore inglese John Berger]