Racket

«Non c´è nessun Führer o Stalin tra di loro. Sono anonimi. Operano attraverso il capitalismo finanziario. I loro occhi esaminano tutto e non contemplano nulla. Sono incapaci di ascoltare e la fiducia in se stessi è pari alla loro ignoranza: profittatori che non sanno niente di niente, né delle proprietà né dell’essenza delle cose. Conoscono solo i loro racket. Da qui la paranoia e, generata da questa, la loro energia ripetitiva. Il loro reiterato articolo di fede è: non c´è alternativa».
(John Berger)

[La parola inglese racket è piuttosto neutra e sta per “fracasso” o “racchetta da tennis”; nel gergo americano diventa “ramo d’attività” – spec. illegale – come specifica il mio vecchio dizionario Mondadori, che subito chiarisce che si tratta di trucchi e raggiri finalizzati a delinquere. Il verbo to racket equivale a “schiamazzare, divertirsi”, che immagino sia proprio quello che fanno spesso gli anonimi profittatori di cui parla lo scrittore e pittore inglese John Berger]

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8 Risposte to “Racket”

  1. rozmilla Says:

    In italiano si può tradurre con “cricca” : gruppo di persone che si favoriscono l’un l’altro a danno degli altri.

    (e sono tutte brave persone, “perbene”)

  2. rozmilla Says:

    Forse quello che hanno in comune con gli “altri”, è che alla fine anche gli altri non hanno più alternative … (anche perché hanno asfaltato tutto e non si trovano più i sanpietrini, molto facilmente)

  3. rozmilla Says:

    Però, visto che siamo vicini a Pasqua, ci sono sempre le uova … o no?

  4. francesco zaffuto Says:

    Come ci possiamo difendere da questi? L’idea di un limite alla ricchezza può fare breccia nel cuore degli uomini?

  5. md Says:

    @francesco: già, bella domanda. Nel frattempo l’ondata suicidaria in corso ci manda a dire di un disagio profondo che però deve essere affrontato collettivamente. La vera sconfitta di questi anni è stato aver messo in secondo (se non ultimo piano) il collettivo, con l’alibi che era omologante e perdente (visti i risultati del “socialismo reale”). Mentre il “politico” si scollava completamente dal “comune” per farsi gli affaracci suoi. Sulla scena sociale restano cricche avide, macerie e mugugni inconcludenti – oltre ad una certa dose di disperazione.
    (P.S. Ieri sera ho accolto nella mia biblioteca una decina di adolescenti che stanno lavorando a un corto che poi proietteremo durante una serata gestita da loro, e li ho visti seri, appassionati e competenti. Decisamente meritano qualcosa di radicalmente diverso per il loro futuro).

  6. filosofiazzero Says:

    E NOI che siamo? che ci meritiamo noi? e perchè qualcuno si dovrebbe meritare qualcosa? perché è “serio” e appassionato?
    E’ un ragazzo serio, si sente dire, è un ragazzo appassionato, si meriterebbero di più questi ragazzi!!! Perchè? Si meriteranno quello che ci siamo meritati tutti, cioè quasi nulla.

  7. rozmilla Says:

    @filosofiazzero:

    “I fanciulli trovano il tutto nel nulla,
    gli uomini il nulla nel tutto.”

    [Giacomo Leopardi – Zibaldone]

    (però “quasi” non è nulla)

    Ciao a tutti 🙂

  8. filosofiazzero Says:

    Giusto, allora nulla!!!
    Come dicono qui in Toscana: “nulla fa bene agli occhi”

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