Il libretto rosso

Ho ascoltato stamane, ancora un po’ assonnato e dunque a stralci, un’intervista di Radio Popolare a Enrico Deaglio, autore del libro Il vile agguato, sulla strage di via D’Amelio. Mi è ad un certo punto giunto un frammento a proposito della famosa agenda rossa di Paolo Borsellino, misteriosamente scomparsa. Deaglio diceva che non è tanto il valore in sé di quel libretto (che magari non contiene nulla di importante), ma il suo essere simbolico di un’intera stagione della storia italiana.
Cioè: quell’agenda è la cifra del modo in cui lo Stato italiano per decenni – da Piazza Fontana, ma a ben vedere fin dalla Strage di Portella della Ginestra – ha tramato, organizzato, coperto, gestito gran parte della propria nerissima storia politica, sociale e giudiziaria.
Al che, mentre terminavo di far colazione, ho associato tutto ciò alla figura hobbesiana del Leviatano. Hobbes pensava che lo stato – ab-solutus – non dovesse essere soggetto ad alcun controllo, né fosse tenuto al rispetto dei patti con i suoi cittadini-sudditi. Esso è un “Dio mortale” che detiene il monopolio del giudizio sul bene e sul male, sul giusto e l’ingiusto, e dunque, in ultima analisi, sulla verità.
La ragion di stato coincide così con la verità di stato. Concezioni incompatibili con lo spirito filosofico, che ha nel proprio cuore la ricerca moltitudinaria della verità, non il suo monopolio. Spinoza contro Hobbes, insomma.
Dopo secoli di statolatria, sempre più assomiglia ad una favola quel motto che dice “lo stato siamo noi”. L‘État c’èst moi, sembra più corretto e veritiero. L’alibi che senza lo stato sarebbe peggio e torneremmo ad essere lupi che si sbranano l’un l’altro, non deve esimerci dal ricercare e battere altre strade della convivenza.
Ricordare l’uomo di stato Borsellino assume così tutt’altro significato.

Autore: md

Laureatosi in Filosofia all’Università Statale di Milano con la tesi "Il selvaggio, il tempo, la storia: antropologia e politica nell’opera di Jean-Jacques Rousseau" (relatore prof. Renato Pettoello; correlatore prof. Luciano Parinetto), svolge successivamente attività di divulgazione e alfabetizzazione filosofica, organizzando corsi, seminari, incontri pubblici. Nel 1999, insieme a Francesco Muraro, Nicoletta Poidimani e Luciano Parinetto, per le edizioni Punto Rosso pubblica il saggio "Corpi in divenire". Nel 2005 contribuisce alla nascita dell’Associazione Filosofica Noesis. Partecipa quindi a un progetto di “filosofia con i bambini” presso la scuola elementare Manzoni di Rescalda, esperimento tuttora in corso. E’ bibliotecario della Biblioteca comunale di Rescaldina.

3 pensieri riguardo “Il libretto rosso”

  1. @filosofiazzero: acc, ho visto solo ora la “chiusura totale ermetica”, ero un po’ distratto.
    Magari hai ragione, ed è meglio leggere fumetti che filosofare… d’estate di sicuro.

  2. …se il mio era filosofare, o non invece, filosofiazzero!!!
    Le tue “distrazioni” sono per noi garanzia che stai per partorire altre idee interessanti, come tutte quelle che hai il dono di pensare!!!

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