Aforisma 65

Siamo animali che si mascherano, animali in perenne carnevale.

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11 Risposte to “Aforisma 65”

  1. Antonino Says:

    Non solo maschere, in quanto esseri viventi siamo attori di una perenne messa in scena. Negli esseri viventi la complessinatà della messa in scena è direttamente proporzionale alla capacità di pensiero. Ergo, l’essere umano è l’attore protagonista della storia del mondo, così come la conosciamo. C’è chi si chiede se esista una regia ed un direttore.

  2. carla Says:

    sarebbe più corretto dire che siamo uomini che si mascherano, gli animali sono così di natura.

  3. md Says:

    @carla: proprio in questo differiamo dagli altri animali (ché pure noi lo siamo)

  4. carla Says:

    ma forse ti sfugge che c’è una grande differenza tra uomo e animale, ed è la – ragione -.

  5. md Says:

    mmm… carla, credo sia più una questione di gradi, anchela mia gattina è dotata di ragione, e dà mostra di saperla usare molto bene

  6. carla Says:

    attenzione, non voglio asserire che gli animali siano stupidi, questo mai, ma voglio sottolineare quanto il loro essere sia istintivo e immediato.
    loro non si soffermano a pensare, non traggono conclusioni filosofiche profonde, non esprimono concetti e non possono risolvere problemi complicati (ad eccezione naturalmente di una scimmia istruita in tal senso, e dalla quale discendiamo).

    La tua gattina sicuramente segue il suo istinto, mostrando la gratitudine verso chi si preoccupa per lei 🙂

    pensa un pò alla “fattoria degli animali” di Orwell,
    i maiali mostravano un’intelligenza arguta e sorprendente
    ma pensa anche che un maiale intelligente può arrivare a mangiare l’uomo.

    conosci un animale compositore di musica…?

  7. xavier Says:

    …Le maschere di carnevale, una volta abbassate, ne mostrano altre, spesso meno simpatiche.

  8. md Says:

    @carla: la faccenda della differenza umano/animale è piuttosto antica, e religioni e filosofie hanno fatto a gara nello stabilire differenze qualitative dovute a strane “esenze” (tra cui ci metto anche la ragione); in questo blog, d’altro canto, se ne è parlato a lungo ed è anzi uno dei temi più discussi;
    personalmente sono giunto alla minimalista-scientista conclusione che se proprio vogliamo trovare una differenza è di tipo quantitativo (massa cerebrale o giù di lì) e non qualitativo.
    Noi siamo a tutti gli effetti degli animali, neanche tanto speciali – ed è davvero supponente (oltre che ingiustificato) da parte nostra stabilire gerarchie, anche perché non si capisce come mai da una parte ci sia una sola specie-speciale e dall’altra, nel mucchio, miliardi di altre specie differentissime tra di loro.
    Rimane la mia incondizionata ammirazione per la già tante volte evocata zecca, il cui mondo inizia e finisce nella ricerca di un liquido incolore insapore inodore alla temperatura di 37°. Noi saremmo migliori di lei? E perché mai?

  9. carla Says:

    ti ricordo che esistono *gerarchie* anche tra gli animali…
    come si fa a stabilire un ordine nel mondo senza le gerarchie?
    per quanto concerne la tua ammirazione per la zecca, forse ti riferisci a quella d’oro?
    🙂
    io, per abitudine, non succhio sangue agli uomini.

  10. md Says:

    @carla: oh, sul fenomeno del succhiarsi il sangue (e non solo metaforicamente) tra umani avrei parecchio da dire.
    Anche sull’ordine avrei da replicare, dopotutto siam pur sempre noi umani che stabiliamo ordini e gerarchie, e dubito fortemente che gli altri animali (zecche comprese) ne siano minimamente interessati.

  11. Luciano Says:

    Salve.

    A mio avviso l’aforisma è assolutamente vero, anche se non sono sicuro che sia sempre in termini carnevaleschi che ci mascheriamo, come sostieni MD. Sul fatto che siamo animali non credo ci sia altro da aggiungere, anche perché pensare di essere qualcosa di differente cozza con la teoria dell’evoluzione e semmai si sposa con una ipotesi creazionista. Se per maschera si intende che interpretiamo dei ruoli sociali che possono essere diversi da quel che siamo veramente credo che questo si possa ricondurre, in senso più ampio, alla convenzionalizzazione della cosiddetta tattica dell’inganno, presente anche nelle antropomorfe e resa sublime dalle nostre capacità cognitive. Il rischio è sempre quello di voler umanizzare la natura perché il ruolo di comprimari con il resto delle entità biologiche di questo pianeta ci va stretto. La gerarchia. Al solito, se per gerarchia si vuole intendere l’ordinalità delle specie che ci vede al primo posto e gli altri tutti sotto, questo è un concetto puramente umano, anzi mi azzarderei a dire cattolico, ma è un’imprudenza, non conoscendo i dettami delle altre religioni. Se invece parliamo di individuo alfa e gregari, la gerarchia è un fenomeno naturale presente nelle specie sociali con maggiori capacità cognitive. Insomma, tanto per cambiare, non ci siamo inventati nulla….

    A presto.

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