Infimo ed eccelso

«Ché lo spirito è tanto più grande, quanto più grande è l’opposizione dalla quale ritorna in se stesso.»

«Il profondo che lo spirito trae dall’interno all’esterno […]  è la medesima congiunzione dell’eccelso e dell’infimo, che nell’organismo vitale l’innocenza della natura esprime nella congiunzione dell’organo della suprema perfezione, quello della procreazione, e dell’organo del pisciare. – Il giudizio infinito, come infinito, sarebbe il compimento della vita comprendente se stessa: ma la coscienza della vita che resta alla rappresentazione, si comporta come funzione del pisciare.»

[Hegel, Fenomenologia dello spirito, ed. La Nuova Italia 1973, pp. 285 e 290-1]

Autore: md

Laureatosi in Filosofia all’Università Statale di Milano con la tesi "Il selvaggio, il tempo, la storia: antropologia e politica nell’opera di Jean-Jacques Rousseau" (relatore prof. Renato Pettoello; correlatore prof. Luciano Parinetto), svolge successivamente attività di divulgazione e alfabetizzazione filosofica, organizzando corsi, seminari, incontri pubblici. Nel 1999, insieme a Francesco Muraro, Nicoletta Poidimani e Luciano Parinetto, per le edizioni Punto Rosso pubblica il saggio "Corpi in divenire". Nel 2005 contribuisce alla nascita dell’Associazione Filosofica Noesis. Partecipa quindi a un progetto di “filosofia con i bambini” presso la scuola elementare Manzoni di Rescalda, esperimento tuttora in corso. E’ bibliotecario della Biblioteca comunale di Rescaldina.

16 pensieri riguardo “Infimo ed eccelso”

  1. Il profondo non si esprime la voce muta silente il profondo vacuo – Quanto più luminosa é la Luna tanto sarà oscuro il cielo-
    Esistere come servi garantisce la vita materiale- Imprimere nel
    sublime –
    Egill

  2. da come è riportata, sembrerebbe più una fenomenologia fine a se stessa.
    ho un concetto più ampio dello spirito, io.
    (Hegel in certi casi è veramente una spolverata di prezzemolo:-)))

  3. …più semplicemente, filosofiazzzzzero, invece, “afferma”(sic!):
    “è tutto merda” (o come diceva un suo amico vinaio a un cliente troppo esigente: “tanto, alla fine, è tutto piscio!!!”
    che potrebbe, forse, richiamare argomenti straripetuti:anche re regine professori filosofi eccetra vanno al gabinetto a cacare/pisciare o quant’altro.

  4. L’innocenza della natura non si cura di esprimere un giudizio di infimo ed eccelso sulle funzioni organiche, siano esse il più eccelso pensiero o le scorie della digestione. Siamo “noi”, esseri umani sociali (e cittadini) che facciamo questi distinguo.
    Se non che, non potremmo fare a meno di quello che generalmente consideriamo infimo, come gli escrementi e le funzioni escretorie.
    Ricordo un contadino che non aveva peli sulla lingua quando diceva “tromba di culo, sanità di corpo”, e vorrei vedere qualcuno che riesce a pensare bene quando non gli funziona l’intestino.

    Difatti nel mondo contadino il letame maturo è considerato un bene prezioso, molto più prezioso dei concimi di sintesi. La stessa parola “letame”, credo derivi da lieto, nel senso che il letame allieta il terreno. Inoltre, sotto un aspetto più ampio anche gli esseri umani non sono che un anello della catena alimentare … eccetera.

    Superfluo allora ricordare che dal letame nascono i fior … Ovviamente dal letame nasce qualsiasi cosa, anche le erbacce velenose (per noi) e le gramigne. Ma nasce.
    Certo che poi, dopo la nascita (che è un fatto naturale) l’educazione per diventare cittadini abbisogna di qualche pratica un po’ sofisticata.
    Sperando però che con le sofisticazioni non si perda troppo dell’innocente naturalità …

  5. cercavo questa, sotto il tuo post ci sta ad hoc!:-))
    se mi permetti, carissimo…

    *Risottino alla Hegel*

    La mantecatura

    deve essere ad hoc!

    è il segreto per ogni ricetta.

    – Rosolatura, evaporazione del vino, tostatura –

    Il pensiero di Hegel si dirama,

    il centro fa la differenza.

    Il nucleo del sapore

    quello è il nocciolo.

    La manciata di prezzemolo il finale.

  6. “la coscienza della vita che resta alla rappresentazione, si comporta come la funzione del pisciare”
    Qui Hegel è molto critico sulla possibilità di aver coscienza della vita, così che, appunto, si disperde e dissolve come un’evacuazione. Con lo stesso atto automatico e biologico – intende dire?
    E lì finisce?
    E non so se in qualche modo c’entra, ma a me questo fa pensare (anche perché qui Hegel parla nel contempo della procreazione) all’attuale dibattito sulle adozioni.

  7. mmm, bisognerà che ti risponda Hegel… e visto che si parla di “spiriti” proverò a evocarlo…
    a parte gli scherzi, mi pare che il nocciolo del discorso hegeliano è che lo spirito – cioè, non dimentichiamolo, le produzioni umane nel loro complesso – non è un’eterea sostanza che sta chissà dove, ma è fatica, lavoro, sangue, corpo, sputo, rabbia, merda da cui solo, come qualcuno ha cantato, possono nascere i fior. Ma non ci sono i fior da una parte e gli escrementi dall’altra, in primo piano sta l’unità dialettica e vivente della storia umana, nella quale il “negativo” è motore imprescindibile.
    Ecco perché ho parlato (ma lo ha già fatto qualcuno, più bravo, prima di me) di un insospettabile Hegel alchemico: alto e basso, merda e oro, bruta materia e raffinata mente sono la medesima circolarità dello spirito.

  8. Che “materia bruta e raffinata mente sono la medesima circolarità dello spirito”, questo però non vuol dire che siano la stessa cosa.

    Ma forse è per questa circolarità dello spirito che talvolta può capitare (e a tutti può capitare, non ci siano equivoci) di non distinguere più i fischi dai fiaschi, la sinistra e la destra, l’alto dal basso, magari con la conseguenza da dar fiato alle trombe dalla parte sbagliata.

    (A naso però ci si accorge subito che non sono che gas intestinali, prodotti dagli umori delle interiora più che dallo spirito alato.
    Beninteso, sarebbe nocivo trattenerli. Quindi, se ne sentite la necessità, pas probleme, liberatevene. Poi vi sentirete sicuramente meglio ;-))

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