La Gazzetta di Diogene – nr. 21

♦ Sputerò sui politici da qui all’altra parte del globo, procedendo per cerchi concentrici.

♦ Anzi, visto che partiamo da Milano per cerchie: non più la cerchia dei Navigli, ma la cerchia degli affaristi che nemmeno 100 Pisapia riusciranno a far fuori. Cerchia, giro, recinto, chiostra, circolo, cricca, accolita, entourage, combriccola, consorteria, camarilla, conventicola, congrega, ecc.ecc. E chi è fuori dai bastioni, cazzi suoi.

♦ Ma dopo Milano c’è Reggio Calabria, la cui giunta è stata sciolta per mafia (ma che forse andava sciolta nell’acido). E da Reggio si torna a Milano, ai piani alti e celesti della regione più ‘ndranghetista d’Italia.

♦ E visto che stiamo sulle regioni (Emilia rossa compresa): era proprio necessario depotenziare uno stato accentratore e sprecone, per creare 20 staterelli a sua immagine e peggior somiglianza – e a nostra insaputa?

♦ Avendo premesso che voglio sputare sui politici, non dovrei parlare del tecnogoverno Monti: ma la faccenda degli esodati – cioè di migliaia e migliaia di persone in carne e ossa – mi fa davvero incazzare. E se io fossi uno di loro, a questo punto, mi chiederei se non è il caso di passare dallo sputo a qualcosa di più pesante.

♦ Tocca all’Europa: circolano dati statistici che parlano di 400.000 bambini greci denutriti; e di 300.000 bambini spagnoli (di Spagna, non di Maghreb) di cui si occuperà la Croce Rossa. Seguono bestemmie in greco e in spagnolo.

♦ Ci manca poi una bella guerra tra Siria e Turchia, tanto per non perdere le antiche belluine abitudini (a spese della solita carne da cannone, e a credito dei soliti luridi geoaffaristi).

♦ Attraversiamo l’Oceano: compagni, mi spiace ma Chavez non mi piace perché non mi piacciono i caudilli né di destra né di sinistra. E se la sinistra mondiale si riconosce in leaders di questa fatta, beh è davvero messa male. E comunque in culo al liberismo!

♦ Ora manca solo la ciliegina sulla torta, un neopresidente americano repubblicano. (Non che Obama abbia poi così tanto fatto notare la differenza).

***

Ma torniamo, per concludere in bellezza, ai cerchi nostrani. Un poco più che ventenne siciliano intelligente e sensibile (non un qualunquista e, che io sappia, nemmeno grillino) ha postato ieri su facebook quel che pensa dei politici. Altro che sputi, son cannonate:

“Si è ufficialmente aperta la stagione della caccia, quest’anno andrò a caccia di un solo animale: il Candidato alle Elezioni. Un animale bizzarro, sempre in letargo, esce dalla sua tana poco prima delle elezioni, ti si avvicina di soppiatto e ti rifila un “santino”, strizzando l’occhio. Una settimana prima del grande giorno entra in calore, e comincia a strusciarsi contro tutti gli aventi diritto al voto, fa promesse, si vanta di imprese ai limiti della fantasia e prodezze che nessun essere umano potrà mai ripetere; ricade in letargo dopo la fatidica data. Attenzione! E’ un animale subdolo e pericoloso, se lo avvistate non esitate a impallinarlo… potrebbe riprodursi e ricandidarsi alle prossime elezioni!”.

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136 Risposte to “La Gazzetta di Diogene – nr. 21”

  1. rozmilla Says:

    Parafrasando Borges, verrebbe da dire che gli specchi e la copula sono abominevoli perché moltiplicano i politici …
    (che veramente t’accidono anche il più modesto e onesto desiderio)

  2. Alessandro Vaglia Says:

    … e se provassimo a convertire i mezzi con gli scopi? se provassimo a votare il movimento5stelle conoscendone il programma che fa acqua da tutte le parti , ma anche conoscendone l’integrità morale obbligata dal suo statuto (meccanismo) ? Chi scrive è un ex PDL e berlusconiano ma anche assiduo lettore di Severino Emanuele.

  3. md Says:

    @Alessandro: sei la seconda persona che, in pochi giorni, mi sollecita a confrontarmi con un movimento che – per snobismo intellettuale e pre-giudizio ideologico (tuttavia fondato) – ho finora del tutto ignorato. Naturalmente non mi sfugge l’importanza del “fenomeno” 5 stelle, ma da filosofo sono sempre tentato di andare a vedere il “noumeno” di quel che mi si staglia dinanzi. È forse venuto il momento di farlo.

    Una curiosità: quel “ma” tra Berlusconi e Severino è da intendersi come avversativo o semplice giustapposzione grammaticale?

  4. Alessandro Vaglia Says:

    giustapposizione caro Md , giustapposizione , se siamo intimi di Severino , in quanto della massima potenza ci si deve solo guardare e inutile il giudicare , altrimenti non facciamo che come gli sciocchi che credono di sapere non sapendo. Poichè la filosofia non riconosce il mondo bensì ne esige la trasformazione.-)

  5. rozmilla Says:

    @Alessandro Vaglia:
    In questo caso, felicissima di non essere intima né di Severino né di Berlusconi.
    Che sempre nel caso, sarebbe stato più utile per tutti essere un po’ più intimi almeno di Kant, e usare la critica nonché il giudizio, prima di consegnare il paese in mano al manipolo … di un lestofante e dei suoi degni compari.

  6. Alessandro Says:

    Cara rozmilla
    Mi sembri poco kantiana , sei piú forte nella previsione di un filosofo ? ma come ? Ancora la storia non ci ha consegnato questo periodo , e la sua analisi , che già sai cosa é accaduto in verità ? Per ció che concerne i lestofanti aspetterei di vedere se sono stati messi alla berlina o se invece , ora che abbiamo levato di torno il “capobastone” , sono ora piú liberi di prima di razziare e imperversare…Libia docet…ex Unione Sovietica docet…Impero romano dopo Cesare docet…Grecia dopo Pericle docet… L’inautentico sembra un destino ineffabile per l’uomo e , se guardiamo alle altezze irraggiungibili di alcuni filosofi primi , non lascerei troppa libertà all’entusiasmo …d’altronde , oltre all’essere , c’é qualche cosa d’altro ?

  7. rozmilla Says:

    Sai com’è, non è che ancor prima prima prima della fine della seconda guerra mondiale non si capisse cosa stava succedendo. Forse non si potevano leggere tutti i particolari, ma alcune previsioni si potevano immaginare.
    Quindi qui e ora, nonché l’altrieri, l’essere non c’entra un fico secco, quanto piuttosto c’entrano un mucchio di orbi che si sono fatti prendere per il naso. Che dico, che si son fatti un nodo al naso per non sentire la puzza di cadavere che il losco figuro (unto dal signore) emanava – in tutti i sensi.
    Certo in un paese ancora uso alle indulgenze e ai favori, per non dire di peggio, e che possiede quell’entusiasmante senso del destino ineluttabile (o ineffabile?), certo è difficile che potesse capitarci di meglio.
    Ma per lo meno ho visto gente che si scuote il petto e fa dei sinceri mea culpa, assumendosi collettivamente, per quanto riguarda la loro parte, la responsabilità di quello che è accaduto senza nascondersi dietro ad un dito.
    Che infatti, invece di chiamare in causa la difesa sui generis di così va il mondo, “qui e ora” sarebbe più opportuno farsi un sincero ed onesto corso di etica e educazione civica.

  8. md Says:

    @Alessandro: mi fa un po’ “strano” vedere in fila quei post-imperi (Atene, URSS, Impero Romano…) accanto al “capobastone” (che, al massimo, starebbe in buona compagnia del grottesco Gheddafi, con il quale infatti mi pare si fosse inteso benissimo, bunga-bunga e cammelli compresi).
    Mettere insieme tutto ciò con Kant, Severino, e le altezze dell’ontologia, richiede ancor più impegno e sforzo immaginativo.
    E comunque nel “noi” che avrebbe (e sottolineo l'”avrebbe”) levato di torno il tele-ducetto, per razziare in-vece sua, non ci sono di certo io, né credo rozmilla e tanti altri “inautentici” ed imperversanti…

  9. Alessandro Says:

    @MD ma soprattutto per @rozmilla
    Mai perdere la ragione , nemmeno per causa di Berlusconi , ogni oggetto va visto con certo distacco altrimenti quell’oggetto , oltre dall’esserlo, diventa qualche cosa d’altro e , se troppo in sintesi con il nostro vissuto , cambia di natura ( physis ) . Pericle ha fatto piú o meno la fine del nostro , accusato di essere un po’ troppo libertino , Cesare altrettanto , di voler violentare la costituzione e Stalin , beh diciamo che qualcuno lo ha paragonato al nostro nei confronti del mondo , quello lo considerava una minaccia , questo per il mondo é stato una minaccia , poi per quanto concerne Geddafi , quello lo ha già ben descritto MD . Si tratta di capire , ma le cose si capiscono meglio quando non si é troppo coinvolti … Aspettiamo dunque… Volevo fare i complimenti all’autore di questo blog , molto bravo e sicuramente capace.

  10. Alessandro Says:

    A proposito …
    A @rozmilla che mi sembra esperta di queste cose , almeno questo appare da come ha già giudicato il nostro periodo e dallo sprezzante giudizio che ne dà del contenuto politico, chiedo , benché la storia non si faccia con i se : secondo lei sarebbe mai nato un movimento popolare , il movimento5stelle , nel nostro bel paese , senza la violentissima dialettica sprigionata dalle continue contraddizioni emerse a livello istituzionale fra i diversi poteri ? Avrebbe avuto , questo movimento , incrocio ambiguo tra i Pirates tedeschi e Berlusconi , un solo motivo di nascere qui in Italia , invece che in paesi ormai ben superiori in fatto di tecnologie ? Vedrà rozmilla che non tutto il male ( quello che vede lei) vien per nuocere… E tutto il bene , (quello che vedo io) sarà stato fatto inutilmente.

  11. md Says:

    @Alessandro: grazie per i complimenti;
    ciò non toglie che Berlusconi sia stato da molti anni la peggior iattura di questo paese; naturalmente è insieme effetto e concausa di una devastante deriva antropologico-culturale ben peggiore di quella registrata a suo tempo da Pasolini. Ed è in buona compagnia: basti pensare ai giudici che lo hanno condannato che nell’indicarne la “naturale” propensione a delinquere hanno utilizzato un’espressione a dir poco lombrosiana.
    Del resto è questo un paese eternamente fascista, sfascista e qualunquista (e Grillo è sulla buona strada per diventare il nuovo capopopolo).
    Detto questo, c’è anche dell’altro, non tutta la politica è riducibile a corruzione o malaffare, non tutti i cittadini sono sudditi.

  12. Alessandro Says:

    @MD
    Noto che anche lei fa fatica ad accettare la realtà e la giudica . Io direi che la realtà non é né peggiore né migliore di quella che ci si presenta , sta invece alla filosofia di trasformare il mondo.Lei , nel giudizio impietoso che dà di questo periodo non sembra diverso dal Luckacs definito in ” Techne , le radici della violenza ” dal nostro Severino… Sembra insomma definire questo un periodo giustificato da una non-cultura , o meglio ancora , non-estetica , sul motivo di quanto ha scritto in un altro suo bel post , come se intendesse , lei si , cosa sia l’estetica e la cultura. Ma ne é proprio cosí sicuro ? Non é invece che in questo commette lo stesso errore del Marx che si credeva nuovo essendo già antico ? É proprio sicuro che i valori a cui si riferisce , stantii e di coloro che il Severino definisce dei perdenti , sono ancora valori difendibili ? Voglio insistere con lei , che mi sembra perspicace…

  13. md Says:

    @Alessandro: con Marx e Lukacs mi sento in buona, anzi in ottima compagnia; sulla questione estetica (che è, appunto, eminentemente etica) ho già scritto e tornerò di nuovo a scrivere, ma non mi sogno di darne una definizione univoca, soprattutto non mi pare di aver mai ritenuto la “mia” concezione quella giusta – anche perché ritengo non ci sia nulla di “mio”, ma che tutto sia inscritto in processi storici più ampi. E a proposito di questi processi non credo (hegelianamente) che la filosofia possa trasformare alcunché, ma certo gli umani (militanti o meno della filosofia che siano) lo possono in una certa misura.
    Mentre invece non mi appassiona affatto la querelle antichi/moderni, nuovo/vecchio, valori di ieri e di oggi, ecc. – querelle, essa sì, piuttosto vetusta.
    Tra l’altro – en passant – ritengo piuttosto inservibili e generici i giudizi di Severino sulla storia – e, in alcuni casi, davvero superati e sepolti (o da seppellire) piuttosto nelle logiche novecentesche.
    Ad ogni modo si tratta di questioni ampie e complesse, che avrebbero bisogno di un respiro più ampio di riflessione e di discussione.

  14. Alessandro Vaglia Says:

    Sulla storia e l’inutilità di Severino in questa nei suoi giudizi , e le sue tesi , non mi discosto molto da lei, ma sono sicuro di essere io in torto , come potrebbe essere altrimenti ? Severino non lo puoi combattere , puoi evitarlo , ma non puoi combatterlo , ci mancherebbe che io e lei ci degnassimo di criticarlo in quel della storia prima di avere qualche supporto solido di una teoria più forte, o lei crede di poterlo fare. Io è proprio in questo che non concordo con lo Hegel , che considero meno forte di Severino, eccome che la filosofia fa la storia , altro che gli uomini. ma questo avrebbe bisogno di parlare dei significati più ampi e di dire che i significati non sono gli uomini…

  15. filosofiazzero Says:

    Invece di Severino…

  16. md Says:

    Se c’è una cosa che Hegel e Severino hanno in comune – che critico radicalmente – è di prendere idee e concetti che sono produzioni umane (siano esse prodigiose o infime, non importa) e di soggettivizzarle, rendendole autonome e sovrastanti gli umani, che sono così da esse sovragiti: è così per la Tecnica, il Linguaggio, il Destino, lo Spirito, ecc. Nulla di male, a molti filosofi piace così (Heidegger ci andava pazzo). Io in questo rimango un vecchio marxiano, e tendo a smontare i giocattoli logico-concettuali – pur sapendo benissimo che sono i processi collettivi (e, non ultimi, quelli naturali) a determinare cose, fatti, società, ecc. e che i singoli non è che contino poi tanto. Ma senza i singoli non c’è il comune, così come il comune determina i singoli – tifo insomma per Nostra Signora Dialettica!
    E poi, perché mai dovrei astenermi con reverenziale timore dal criticare i “giganti” del pensiero, se, come già in passato, ho il privilegio di montare sulle loro spalle? (Certo occorre leggerli e meditarli con rigore e serietà, ma, ogni tanto, non guasta nemmeno ironizzare su certe pomposità dei loro discorsi – che è quello che credo contraddistingua lo stile di questo blog…)

  17. Alessandro Vaglia Says:

    Md, ci mancherebbe, altrimenti se ne va a far benedire il progresso , ma anche la critica ha bisogno del suo spazio , altrimenti con aforismi possiamo uccidere un’opera intera , ma a che pro ? Anzi direi che possiamo farlo benissimo anche con una pernacchia… filosofiazzero , grazie , ne avevo proprio bisogno.

  18. rozmilla Says:

    Torno un po’ indietro, per cercare di rispondere ai commenti precedenti di @Alessandro:
    Il mio commento di ieri delle 9:15 non poteva certo esaurire un discorso molto più esteso e particolareggiato. Perciò è da leggere come il grido di dolore di una Cassandra qualsiasi, anche se non l’unica della “società civile”, che ha visto la maggioranza della società cedere alle lusinghe di un imbroglione, così da permettere che il cavallo, allora come oggi e di nuovo, entrasse dentro le mura della città, nel cuore del potere.
    La devastazione che ne è seguita è stata immane, ma si potrebbe anche ammettere che la società se l’è ben meritata, visto che era eccellentemente maturata in tal senso, per cui la decisione presa della maggioranza ha dato seguito a degli effetti che non sarà possibile cancellare con un colpo di spugna né con qualche condanna esemplare.
    Ciò che più mi preoccupa ancor oggi, è il modo in cui si vorrà e potrà procedere nel futuro, senza una sincera rivisitazione e riesame del passato e di ciò che ci ha condotto dove ora siamo.
    Non mi convincono proprio per niente, d’altro canto, né i movimenti populisti né i programmini all’acqua di rose di una sinistra che non c’è.
    È la società intera, ogni singolo individuo ad uno ad uno, e non le masse indifferenziate e tirate qua e là dalle pulsioni più istintive e basse, che devono assumersi la responsabilità di un riesame, di un’assunzione di responsabilità del senso della cosa pubblica, che in questo paese non c’è mai stata. Questo paese non è ancora nato. Non c’è il senso dello Stato, ma solo quello dell’interesse privato, o al massimo quello dell’interesse di gruppi di potere. Così è stato, si è fatto a gara a saccheggiare lo stato, i diritti, la legalità e la costituzione. Nonché la salute e il ben-essere (da intendere in contrapposizione al ben-avere).
    Ma questo (la situazione italiana) è solo il primo cerchio, di una serie di cerchi concentrici sui quali non ci sarebbe abbastanza saliva su cui sputare. Anche se, ovviamente, più che sputare, tutti noi sappiamo benissimo che bisognerebbe riuscire ad avere le idee un po’ più chiare su possibili rimedi, e progetti di ricostruzione.
    Ad esempio, l’idea che da un male potrebbe venire un bene, detto così, sempliciter, a me non convince abbastanza. Dubito nel bene che potrebbe accadere per caso, o per il semplice rovesciamento di una situazione in un’altra. No, di solito non accade così. Bisogna volerlo e lavorarci sodo.
    Per questo trovo che il pensiero pseudo-politico di Severino sia solo un anestetico. Severino mi sta bene, ad esempio, nelle sue lezioni veneziane, o cose simili. Mentre per la quaestio politica, per quanto mi riguarda può andare a nascondersi sotto il ponte di Verona. Ops .. chiedo scusa per il linguaggio colorito.

  19. Alessandro Vaglia Says:

    @rozmilla
    Mi scusi se non mi sono fatto capire, ma Severino non c’entra (anche se questo c’entra prima o poi diverrà centra in italiano) in queste questioni , l’ho tirato io per la giacca , se fosse all’ascolto ora mi schiaffeggerebbe e stia sicura che lei ne rimarrebbe affascinata , non dello schiaffeggio , ma di Severino si. Detto questo , quanto lei scrive può essere considerata una nuova forma neoplatonica di intendere la società , ben venga , anche se le prime forme di platonismo in politica sono fallite tutte , altrimenti mi dica lei cosa suggerisce…ha il tipico modo aristocratico di affrontare l’argomento , magari sbaglio , ma mi ricorda molto il moralismo voltairiano , questo si buono da leggere sui libri ma poco efficace già ai suoi di tempi.

  20. rozmilla Says:

    Eh già, ma io volevo proprio dire che non “ci entra”. Che infatti non ci entra né tirandolo per la giacchetta né per il colletto nella quaestio, come non c’entra un cammello nella cruna dell’ago. Anche se so che Severino ha uno stuolo di affascinati ammiratori sui quali riesce a far centro. E lo so bene, visto che aveva fatto centro anche su di me, un tempo. Ma né io, e spero nemmeno lei, siamo un bersaglio da colpire. Il bersaglio sono i problemi concreti da affrontare, e i possibili modi in cui farlo.
    Quanto ho scritto, lei suppone che possa essere considerata una nuova forma neo platonica di intendere la società, eccetera eccetera: sì, lei suppone …

  21. filosofiazzero Says:

    …ogni tanto viene fuori questo discorso che nessuno alla fine è capace di “confutare” il pensiero di Emanuele Severino.
    Io credo che sia così, che nessuno ne sia capace, e che questa inconfutabilità venga dal fatto che la speculazione severiniana non appartiene al campo filosofico ma a quello religioso-sacro. Il preteso ritorno a Parmenide è solo un trucco da prestigiatore.Tra l’altro credo che a nessuno oggi interessi né confutare né ritornare a Parmenide, ma solo studiare e godersi Parmenide come un grande filosofo presocratico tra gli altri presocratici, senza caricarsi addosso (come un peccato originale che ricade su tutti noi)
    la colpa da espiare del suo travisamento da parte della
    filosofia posteriore. Sarebbe come se qualcuno
    pretendesse, insensatamente, di “confutare” questo (per esempio)discorso:
    “In principio era il verbo
    e il verbo era presso Dio
    e la parola era Dio…”

  22. rozmilla Says:

    @filosofiazzero: questa sera mentre tornavo a casa pensavo più o meno la stessa cosa del nostro … : “sacro- religioso”: ben detto! Ed è per questo che colpisce ed affascina e fa rimanere come di stucco con la mente e le mani legate – e chi può osare di confutarlo? Sissì, azzeccato anche l’esempio.
    E sì, insomma pensavo anche che in Italia è stata fatta troppa educazione religiosa, ma troppissima poca di quella civica (leggere i giornali, capire, ragionare, criticare); educazione che sarebbe da iniziare fin da piccoli, quando si formano le giovani menti. L’imprintig poi è difficile – ma non impossibile – da modificare.
    Una buona serata …

  23. rozmilla Says:

    Ps: ho visto solo adesso che Md. aveva già messo la frase di f. nel fior fiore
    In sintesi:
    Il più intelligente della stanza è la stanza stessa!

  24. Alessandro Says:

    Vede Rozmilla , é pur vero che noi non siamo bersagli ma chi scocca le frecce é Severino , non mi illudo di poter nemmeno lontanamente il criticarlo, per adesso, dopo 2 anni di intensi studi, cerco di comprenderlo e sono felice di sorprendermi sul lato opposto del fiume ogniqualvolta credo di averlo avvicinato, detto questo voglio dire a filosofiazzero che la filosofia di Severino é filosofia dei primordi , una filosofia fondativa e tutt’altro che speculativa o logica , come qualcuno erroneamente sostiene . “Caro Professore, fu soltanto dopo la pubblicazione del mio Krisis, nel 1976, che lessi per la prima volta le sue fondamentali opere degli anni Cinquanta e Sessanta. Ma credo che proprio la distanza della mia formazione filosofica e delle mie prime esperienze culturali e politiche dal suo percorso di studioso e dall’ambiente in cui esso maturò, mi abbia permesso di avvicinarmi, forse più di altri, al significato davvero decisivo che il suo pensiero riveste per la filosofia del Novecento. Finché la «storia» della filosofia contemporanea continuerà ad essere «giocata» o all’interno della «linea» nietzschiana-heideggeriana-ermeneutica, o nell’opposizione tra questa e quella analitica, temo non ne risulterà mai comprensibile il vero problema. Esso risulta evidente, a mio avviso, soltanto sulla base di una radicale contradizione, di un autentico dramma a due protagonisti: Heidegger e Severino. Si tratta di una relazione inconciliabile, di un aut aut. Quando finiranno le chiacchiere e confusioni alla moda, quando si potrà studiare la nostra epoca da una «buona» distanza, non dubito che tale decisione apparirà il problema fondamentale della nostra filosofia – e non solo. Heidegger – senza alcuna distinzione tra le varie fasi del suo pensiero – coglie tutta l’ intrinseca debolezza dell’antiplatonismo idealistico e nietzschiano, per svilupparlo (lungi dal negarlo!), coerentemente e radicalmente, in un grandioso anti-Parmenide. L’opera di Severino (mille miglia oltre ogni astratta polemica) rappresenta l’altro polo. Davvero, ogni altra posizione sembra oggi «costretta» nella forma di questa polarità. Non credo, caro Professore, che aver compreso la sua lezione significhi semplicemente esplorare i contorni di tale polarità e saggiarne le conseguenze. Significa affrontarne la sua pretesa definitività, il suo «consummatum est». La strada finisce anche giungendo alla mèta – anch’essa è aporia. E l’ aporia può essere nuovo inizio. Su questo «scommettono» i suoi migliori allievi, io credo. Ne segua benevolmente l’improbus labor, senza mai consolarne debolezze e contraddizioni.”
    Non credevo che Cacciari fosse persona intelligente , dopo aver letto questa sua lettera mi son ricreduto.

  25. rozmilla Says:

    Caro Alessandro, anzitutto potremmo darci del tu, visto che solitamente in queste stanze si cerca di dialogare amichevolmente senza troppi convenevoli. Poi, ho letto che stai studiando, quindi sei abbastanza giovane, suppongo. Perciò credo che la tua devozione verso Severino nel tuo caso sia del tutto giustificata, relativamente al tuo habitus di studente e alla tua età.
    Ma vedrai che magari col tempo molte cose cambieranno. Anzi, più che altro lo spero, nel senso che spero che tu possa prima o poi guardare anche Severino, e non solo lui, e da una buona distanza.
    Viceversa nella storia, e non parlo della “storia della filosofia” scolastica, siamo tutti implicati, anche col fango alle ginocchia, chi più chi meno, o che c’arriva fino in bocca.
    Il punto allora è se ognuno di noi riuscirà e potrà fare la sua parte, e non soltanto fare lo spettatore, colui che guarda da lontano o da una buona distanza; e se ci saranno le condizioni per fare ognuno, per piccina che sia, la propria parte. E chissà mai che ognuno non abbia delle frecce nella sua faretra, da poter scoccare …
    Per il resto, ad esempio a me non è mai passato nemmeno nell’anticamera del cervello, per quanto piccino sia, di pensare che Cacciari non sia una persona intelligente, e di crederlo poi non ne parliamo.
    Però, Cacciari e Severino e tanti altri altolocati a parte, mi piacerebbe che ognuno di noi possa sviluppare e dispiegare al meglio le potenzialità della propria intelligenza e i propri talenti. Qualsiasi tipo di intelligenza e talenti siano. Sai, l’intelligenza non è di un solo tipo – ce ne sono tante, milioni di milioni. Ma diciamo che non mi dispiacerebbe nemmeno che qualcuno fosse un po’ meno intelligente e qualcun altro un po’ di più; in modo che non succeda, come spesso succede, che qualcuno si senta fin troppo intelligente e qualcun altro un povero tapino. Come si può esprimere questa cosa … forse mi puoi aiutare a spiegarla meglio?

  26. filosofiazzero Says:

    …come, fosse, l’apparire del mondo-universo, la luce di una risplendete cometa, con il nucleo di essere, trascinantesi dietro la marmaglia innumerevole dei ghiaccioli di non-essere (ma anch’essi essere)che siamo noi disgraziati ometti pratici scavaterra. Forse avrebbe potuto essere che la cometa restasse chiusa nel nucleo, senza la coda, ma la coda è venuta, e così la vediamo trascorrere,immensa, fino a sparire, chissà dove. O si fosse restati chiusi nel tabernacolo dell’essere o si fosse presa la via che è stata quella la via che è stata presa. O la contemplazione sacra dell’essere (guénoniana?) o il mondo che è stato e che è (o che non-è?).
    O come giustamente, mi pare, suggerisce Cacciari la polarità dei due modi.

  27. Alessandro Says:

    @rozmilla
    Non sono giovanissimo e gli studi che conduco sono da autodidatta. Le posso dire, con sincerità e schiettezza, che mi considero molto intelligente , ho quell’intelligenza che un famoso scienziato moderno chiama della metafisica , tra la diverse intelligenze : mi risultano facili i concetti che ai piú sembrano astrusi. Ma non é di me che voglio discutere bensí della pagina 45 di Essenza del nichilismo nell’edizione gli adelphi e precisamente … Si badi che Aristotele , non dice che la negazione della incontraddittorietà non é ammissibile perché é contraddittoria ( giacché cosí, si presupporrebbe ció di cui si deve mostrare il valore : l’incontraddittorietà appunto), ma dice che tale negazione non riesce a vivere come negazione, perché nell’atto in cui si costituisce come negazione essa é insieme anche affermazione – e quindi, certamente, é contraddittoria, ma, appunto, non é tolta in quanto la si rilevi formalmente come contraddittoria, ma in quanto si rileva che non riesce a porsi come negazione, se non fondandosi su ció che essa nega, e dunque solo negando se medesima…

  28. rozmilla Says:

    Mi congratulo con Lei, messer Alessandro, per la sua intelligenza. Certo che a volte la troppa intelligenza può rivelarsi persino una scocciatura. Forse è per questo che i giapponesi ritengono che la massima intelligenza consista nel riuscire a non farne sfoggio, nel non mostrarla?
    Interessante la cultura giapponese. Credo che mi trasferirò in Giappone, prima o poi, prima di morire, intendo. Così, tra le altre cose potrò partecipare alla festa all’Hadaka Matzuri, (lett. La festa dell’uomo nudo, o uomo dello spirito).
    Non è una cosa facile – sa? I praticanti – gli shin-otoko – si denudano di ogni paludamento e corrono nella strada, nudi, o poco meno.
    Poi le dico, che sì, anch’io in un certo senso sono autodidatta (più o meno), ma che da qualche tempo i miei principali interessi sono rivolti più allo studio architettura, che comprende, ad esempio … ha presente la teoria degli insiemi, relazioni univoche o biunivoche? Ecco, quelle ..
    Ma continui pure: per il momento mi sto divertendo – in modo che, continuando a seguire la stella vedremo dove essa ci condurrà.
    Per la frase che lei cita di Severino, potremmo chiedere a Filosofiazzero di farci una traduzione enigmistica – lui è bravissimo – così riusciremo capirla tutti meglio – ah sì, ci son tanti modi per dire le medesime cose, e tanti modi per metterle in atto …

  29. filosofiazzero Says:

    “Gran traduttor dei tradutor d’Omero.”

  30. filosofiazzero Says:

    “Gran traduttor dei traduttor d’Omero!”

  31. Alessandro Says:

    @rozmilla
    Non capisco perché lei debba congratularsi con me , l’intelligenza non é cosa di cui ci si debba congratulare , congratulare ha a che fare con un che di festa assieme , di gioia per il prossimo e la sua riuscita , l’intelligenza é, invece, qualcosa di cui bisogna diffidare, sia per color che ne hanno sia per quelli che ci si affidano , l’intelligenza é del condottiero , colui che rimane solo …

  32. Alessandro Says:

    @filosofiazero
    Direi piuttosto Omero.

  33. rozmilla Says:

    mi sa che il mio ultimo commento è finito nello spam …
    🙂
    buona serata a tutti

  34. md Says:

    ripesco subito, probabilmente è finito lì a causa del link
    buona serata a te!

  35. rozmilla Says:

    Ma no, Alessandro, l’intelligenza è solo uno strumento, e come tutti gli strumenti può essere usato più o meno bene o più o meno male. Speriamo bene, comunque.
    Però l’idea che l’intelligenza sia del condottiero, oggigiorno mi sembra un tantino superata. E mi piace di più l’idea di un’intelligenza collettiva.

    La frase che avevo scritto ieri, “il più intelligente della stanza è la stanza stessa” proviene da qui:
    http://daily.wired.it/news/internet/2012/10/26/festival-scienza-weinberger-rete-intelligente-852475.html

    ciao

  36. Alessandro Says:

    Sono assolutamente d’accordo con questo Weimberger e non molto tempo fa, su un altro blog diverso, scrissi piú o meno le stesse cose, criticando un libro di Eugenio Scalfari, che definiva le nuove generazioni i nuovi barbari… Ma vorrei qui spezzare una lancia in favore dei primi filosofi e in particolare per Parmenide che definiva ogni sviluppo conoscitivo e nozionistico un abbandono della via retta , la via del giorno, dalla vera conoscenza e dalla verità, per seguire l’illusoria opinione, non le sembra questo argomento , quello di Parmenide contrastare la natura del Link ? E non le sembra, sempre il pensiero del nostro Parmenide, una summa della saggezza , in fondo é vero che lo scienziato, colui che si piega sul proprio microscopio per scrutare le periferie piú lontane e nascoste della conoscenza é quell’individuo che dal tutto si isola perdendo, appunto, la via del giorno. Non crede ? Ha avuto ancora l’onore di conversare con dei ricercatori in fisica o in chimica ?

  37. Alessandro Says:

    Perché ogni tipo di conoscenza davvero non ci sorprende, sconvolge e infine uccide, anche fisicamente .
    Perché il relativismo non è relativo e se fosse anche relativo perché allora é assoluto nell’essere relativo e quindi l’essere é e incontrovertibilmente. Perché?

  38. rozmilla Says:

    c’era un mio amico *filosofo* che quando lo assillavo coi “perché” mi rispondeva “perché la gamba è attaccata al pé” … eh eh …

    ma i poeti se la cavano meglio ….
    mira!

    Ci sono anime che hanno
    stelle azzurre,
    mattini sfioriti
    tra foglie del tempo,
    casti cantucci
    che conservano un antico
    sussurro di nostalgia
    e di sogni.

    Altre anime hanno
    spettri dolenti
    di passioni. Frutta
    con vermi. Echi
    di una voce arsa
    che viene di lontano
    come una corrente
    d’ombre. Ricordi
    vuoti di pianto
    e briciole di baci.

    La mia anima è matura
    da gran tempo,
    e si dissolve
    confusa di mistero.
    Pietre giovanili
    consunte di sogno
    cadono sulle acque
    dei miei pensieri.
    Ogni pietra dice:
    Dio è molto lontano

    F.G.L.

  39. Alessandro Vaglia Says:

    il perchè detto da un filosofo ha una risposta.

  40. rozmilla Says:

    Il perché detto da chiunque può avere una risposta … ma: c’è solo “una” risposta?
    Comunque a me non dispiaceva la risposta del mio amico *filosofo*, anche quella era una risposta, ed era la sua risposta: voleva dire che non tutte i perché hanno risposte, né risposte immediate o definitive.
    Poi, di solito ho difficoltà ad essere “assolutamente” d’accordo con qualcuno, ma anche relativamente d’accordo o in disaccordo con tutti, che nel quel caso sarebbe una melassa in cui si mischia tutto. Di più: cerco di non usare la parola “assolutamente” – ma questa e una mia scelta, ovvio.
    Spezzare una lancia per Parmenide? E perché non un’arancia?
    Scherzo, neh …
    Però c’è un aforisma di Md., che dice: la filosofia è come il maiale: non si butta niente.
    La filosofia è onnivora – pare.
    Soltanto che non è strettamente necessario mangiare il maiale tutti i giorni, né mangiarselo tutto.
    Secondo me ognuno di noi magia quello che gli conviene, o che trova più di suo gusto.
    Magari per accorgersi ad un tratto che il maiale, no, non lo vuole più mangiare, non gli fa bene.
    E che insomma i gusti e le condizioni cambiano, e qui e ora noi non siamo più nel tempo di Parmenide. Per quanto sia vero che il tempo cosmico in cui vive ognuno non è il esattamente medesimo.
    Ma certamente mi sembra giusto chiedersi perché. Per esempio cercare di capire perché è nata la filosofia, e come e perché è nata, quale fosse lo scopo.
    Giorgio Colli ha scritto un libricino interessante su “La nascita della filosofia”. Colli spiega che i primi filosofi possedevano la saggezza che veniva estrapolata e trasmessa a voce nelle varie scuole. Appartenere ad una scuola era una faccenda che aveva a che fare con riti iniziatici e misteri, eccetera eccetera. Mentre con l’avvento della parola scritta è stata tramandata la lettera, di narrazione in narrazione. Così il vero senso e scopo della filosofia si è trasformato, ed è andato perso il senso originario. E da allora non possediamo più la saggezza, ma ci ostiniamo a cercarla nelle carte.
    Ora, secondo me, non basta affermare di “Tornare a Parmenide” per farlo davvero, soprattutto se nel farlo non si procede ad un ritorno effettivo dei modi in cui la filosofia era praticata dagli antichi – posto che un tale modo sia ancora possibile, e posto che sia davvero utile farlo o necessario.
    Insomma, più penso a Severino (e similari) più mi convinco che il suo dire e le sue posture sanno del prestigiatore, come ha acutamente osservato filosofiazzero. È un professore ontoteologo, tutto qui. E davvero non mi pare il caso di idolatrare né lui né Parmenide, né chicchessia.
    Ma Severino stesso ammette che viviamo in una condizione storica in cui si sono dispiegate al massimo grado le tecniche e il pensiero umano. Una condizione di sovrabbondanza in cui tutto è apparecchiato, e nulla manca. Ma forse, manca solo di saper scegliere in questa sovrabbondanza, visto che è praticamente impossibile abbuffarci di tutto. Come minimo ci verrebbe il mal di pancia.
    O forse siamo come ciechi e afferriamo a caso la prima cosa che riusciamo ad acchiappare?
    Forse più che tornare a Parmenide, dovremmo tornare in noi. Tornare a sederci per terra, in cerchio … e ascoltarci l’un l’altro, qui e ora, e vedere cosa ne salta fuori.

  41. Alessandro Vaglia Says:

    c’è solo una risposta filosofica, poi le altre ed eccentriche risposte possono essere molte…

  42. rozmilla Says:

    Se questa è la tua risposta, Alessandro, va bene; ma il fatto che non venga argomentata … diciamo con almeno dieci undici dodici righe o chennessò, questo mi fa pensare che non sei interessato al dibattito. E quindi neppure io.
    Ma soprattutto che non sei interessato a mettere in discussione le tue credenze.
    D’altronde già Fromm aveva a grandi linee suddiviso i caratteri degli uomini in: dogmatici, gregari e rivoluzionari. E’ storia antica: i dogmatici che hanno un’idea fissa, se non persino ossessiva, e non si fanno distogliere da quella per nessuna cosa al mondo, ma anzi cercano di imporla a tutti gli altri. I gregari che si aggregano ai grandi uomini di potere, in modo di poterlo sfruttare (quel potere) e di sentirsi grandi a loro volta per grazia ricevuta. I rivoluzionari che criticano e smascherano le idee e i sistemi assoluti dei dogmatici e decidono di non voler né poter stare a quel gioco (che ovviamente è un gioco di potere). Quindi ognuno di noi veda un po’ in quale di queste categorie riesce o vuol scegliere di far parte. Buona fortuna.

  43. Alessandro Vaglia Says:

    @rozmilla
    Severino non dice che noi viviamo in una condizione storica in cui si sono dispiegate al massimo grado le tecniche e il pensiero umano, altrimenti direbbe che la tecnica è una tesi fondata su di un ipotesi e farebbe lo scienziato e non il filosofo. Nessun periodo storico per Severino , la tecnica è da sempre e per sempre , ora è la più potente perché guardiamo verso essa e vediamo in essa rilucere la potenza che ci salva , ma è già da sempre , la storia o storicità in questo non c’entra nulla. Sono interessato al dibattito , eccome , altrimenti non sarei entrato nel vostro mondo così prepotentemente ( in quanto a righe scritte)…

  44. luca ormelli Says:

    Vagliamo Vaglia: forse nom de plume del gran cerimoniere nonché pubblico inquisitore pro-severiniano Roberto Fiaschi [http://emanueleseverinorisposteaisuoicritici.blogspot.it/]?

  45. rozmilla Says:

    Sì, in effetti c’è questa cosa che in un modo o nell’altro, sia che lo segui, sia che intendi confutarlo, sei “preso” nella rete delle elucubrazioni spacciate per verità rivelata dal profeta Severino. Cosa che equivale ad essere pratici e affezionati al mastodontico labirinto e non aver nessunissima intenzione di uscirne mai.
    È da un po’ che mi sono accorta di non avere quel rigore (mortis) nelle mie corde – oltre a catafottermene, abbondantemente – e naturalmente. Vorrei poter dire anche “allegramente”, ma non è così, non in questo momento in cui ci son cose ben più gravi e preoccupanti della teoresi filosofica di un logofallocentrico fin troppo in auge, a mio avviso. Ma a dirla tutta fuori dai denti, o detto altrimenti, a me non sembra proprio il caso di masturbarsi tutta la vita davanti ai frammenti di Parmenide (la terribile verità di Parmenide). Non so perché, ma ad un certo punto ho un rovello atroce che mi dice che ci sia di meglio da fare …
    Ergo:
    V.V. : sta X — prego seguire il link!
    http://emanueleseverinorisposteaisuoicritici.blogspot.it/

  46. md Says:

    eh eh! in effetti anch’io me ne catafotto abbastanza di Severino e pure di Parmenide, ed anche se alla “prima obiezione” pubblicata qualche giorno fa ne seguiranno altre 2 a breve, i tags di questo blog mi dicono che ad oggi:
    Severino 15
    Rousseau 21
    Hegel 41
    Spinoza 47
    ecc.ecc.
    come a dire che il mondo (filosofico e non solo) è infinitamente più vasto e vario di Severino e dei suoi cerchi!

  47. rozmilla Says:

    Visto che oggi sei in vena di numeri, Md., che ne dici della serie di Fibonacci: 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, eccetera? in cui ogni numero è uguale alla somma dei due precedenti (se non sbaglio, la serie originale inizia con “due” 1 di fila, ma questo è un dettaglio).
    L’enunciato originale parla, se mi ricordo bene, di una coppia di conigli che, a partire dall’età di due mesi, genera un’altra coppia di conigli al mese, e così via (ma non sono sicurissima).
    Pare che diverse strutture viventi mantengano rapporti, tra le loro parti, molto vicini a quelli tra i numeri della serie.
    Agli esempi che sono stati riportati, aggiungo di aver letto che si tratta di uno schema che è stato notato nella disposizione (distanza reciproca) delle foglie lungo uno stelo di una pianta.
    Comunque sia, in autunno cadono tutte, o quasi … resistono un po’ di più solo quelle protette.
    E – quesito filosofico rilevante – tutto ciò non avrà una qualche attinenza con la foglia di fico?

  48. Alessandro Says:

    @ragazzi
    Anche io preferirei la libertá alla necessitá, ci mancherebbe…

  49. rozmilla Says:

    E allora perché non preferirla e basta, senza il condizionale?
    Secondo me, Alessandro, l’ineffabile è la libertà non la necessità – che se ne sta lì in mezzo come una pietra … ma solo dopo che è ac-caduta … ac-ci-picchia!

  50. Alessandro Says:

    @luca
    Manco lo conoscevo e comunque, di solito, preferisco bere alla fonte, neanche troppo metaforicamente, sappi che non leggo traduttor del traduttor di Omero , nemmeno per Severino.

  51. Alessandro Vaglia Says:

    @filosofiazzero
    maledetto, non riesco più a liberarmi della suadentissima e dolcissima musica suonata da Horowiz , maledetto… 😉

  52. luca ormelli Says:

    @ Vaglia:

    Severino è un “traduttor del traduttor di Omero” laddove ad Omero si sostituisca Parmenide. E, come ogni traduttore, fosse anche Cesare Pavese alle prese con Melville o Ervino Pocar impegnato in duello con Kafka e/o Thomas Mann, i suoi scritti odorano di imperfezione. Ancor più laddove la traduzione/lezione si vuole mascherata di originarietà.

  53. Alessandro Says:

    @ormelli
    Dire che Severino è un traduttore di Parmenide non gli rende giustizia , le due filosofie convergono sull’esser se dell’essente, ma mai ho sentito in Parmenide, e il suo dire, che le cose sono, per Parmenide le cose non sono.Ma, tralasciando di entrare nei rispettivi campi dei due filosofi , faccio notare che l’Emanuele non si sottrae assolutamente alla riconoscenza per la filosofia dei primi filosofi , che lui dice Grande, Vorrei invece sapere da lei chi, dopo Platone , fra i filosofi non ha attinto da chi era prima di Platone , mi dica solo un nome , lo studierò con attenzione.

  54. luca ormelli Says:

    @ Vaglia:

    Guardi Vaglia. E’ assai semplice e per renderlo più semplice ancora schematizzo: Parmenide : Platone = Omero : Monti Vincenzo.
    Quanto alla sua domanda conclusiva: “chi, dopo Platone, fra i filosofi non ha attinto da chi era prima di Platone?”. La scolastica, le dice qualcosa? Duns Scoto, in particolare, si richiama al “Parmenide” platonico [e pertanto ad una ‘traduzione’ per quanto celebre del pensiero parmenideo: uno scolio insomma] ma per dare avvio a quel processo di reificazione dell’essere – non l’essere ma l’ente [rimando al mio post: http://portodellescimmie.wordpress.com/2012/09/18/18-9-2012/%5D a cui Heidegger attinge a piene mani [e non a caso atteso che per ottenere la libera docenza la sua dissertazione di abilitazione verteva proprio su Scoto]. Su Cacciari da lei citato in qualche altro commento: tutta o quasi la teoresi del veneziano si impernia sul crinale tra essere ed ente legato all’ermeneutica del “to on”. Con Cacciari concordo: l’ente si dice in molti modi, non l’essere. Da qui, per risalire all’Inizio e alla Cosa Ultima il sentiero si inerpica. Ma è, questo, un sentiero su cui Severino non si inoltra. Il suo ossessivo richiamo all’elenchos come “struttura originaria” tanto somiglia al sistema che Hegel eresse per non dover riconoscere il non-senso del “mondo” e precipitarvi a capo fitto.

  55. luca ormelli Says:

    Chiedo ancora ospitalità a Mario: il link corretto è:

    http://portodellescimmie.wordpress.com/2012/09/18/18-9-2012/

  56. Alessandro Says:

    La sua è appunto conoscenza , un livello assai periferico della cosa.

  57. Alessandro Says:

    Per “la sua” intendo naturalmente la sua ultima qui , poiché il resto di lei non lo conosco.

  58. Alessandro Says:

    Poichè lei non stava contraddicendo la mia tesi , ma anzi , sostenendola con ancor più rigore.

  59. luca ormelli Says:

    Alle solite. Voi accoliti severiniani [perché il severinismo si configura come un dogma a dispetto delle sue pretese fondamenta epistemologiche] siete a tal punto imbrigliati nella “struttura originaria” da non veder più come la ricerca del senso portata ad oltranza sfoci nella cecità dell’insensato. Quanto a me, sì, mi contento della “conoscenza” [in questo, in buona compagnia con Wittgenstein evidentemente]. La fede, quella, la lascio ad altri.

  60. Alessandro Says:

    Dipende cosa intende lei per ” pretesa fondamenta epistemologica” , se intende per questo un vedere ciò che di per sé é già da sempre in evidenza , allora più che pretesa direi piuttosto attesa , se invece ci riferiamo ad un approccio neopositivista della stessa parola “episteme” , allora sono d’accordo con lei , ma , dato che non sono d’accordo con lei , allora mi rifaccio all’attesa e non alla pretesa.

  61. Alessandro Says:

    Poiché il fondamento delle cose non può essere presunto come indicherebbe scienza o voi neopositivisti ( visto che abbiamo inaugurato le etichette) , ma sussunto dal suo concreto contenuto semantico.

  62. luca ormelli Says:

    Gli argomenti latitano a quanto vedo. Ad ogni modo la ringrazio Vaglia. Mi ha fugato ogni sospetto di sua coincidenza con Fiaschi. il buon Roberto sarebbe stato decisamente più coriaceo.

    Proseguiamo: Wittgenstein era molto più platonico di quanto superficialmente possa apparire [mi perdonerà Mario per questo esercizio di pedanteria ma rimescere i classici risulta talvolta di gran giovamento]. Sosteneva infatti che:

    1 Il mondo è tutto ciò che accade.
    1.1 Il mondo è la totalità dei fatti, non delle cose.
    1.11 Il mondo è determinato dai fatti e dall’essere essi tutti i fatti.
    1.12 Giacché la totalità dei fatti determina ciò che accade, e anche tutto ciò che non accade.
    1.13 I fatti nello spazio logico sono il mondo.
    1.2 Il mondo si divide in fatti.
    1.21 Una cosa può accadere o non accadere e tutto il resto rimanere eguale.
    2 Ciò che accade, il fatto, è il sussistere di stati di cose.
    2.01 Lo stato di cose è un nesso di oggetti. (Enti, cose).

    Cosa, die sache selbst, to pragma auto ecc.. INCONOSCIBILI. Il mondo infatti non è la totalità delle cose ma dei fatti. E i fatti non sono altro che, schopenhauerianamente, la mia rappresentazione di essi, o come scrive Wittgenstein, il loro nesso.
    Pertanto quando lei Vaglia parla di “fondamento delle cose” si dimentica del quinto platonico o presume che oltre e al di là dei fatti sussistano entità fisse, noumeni. Ma, se di noumeni parliamo, essi noumeni [o cose] sono ben oltre il conoscibile e a maggior ragione niente affatto “già da sempre in evidenza”. In evidenza, mi ripeto, sono i fatti [o nietzschianamente la mia interpretazione di essi]. Si può cercare di descrivere il “mondo” [ed a mio avviso neppure] ma quando, come Severino troppo spesso indulge, si vuole pre-scriverlo, come cantava Lennon” you can count me out”.

  63. Alessandro Says:

    Grazie per le cose che ha voluto nuovamente presumere, se fossi limitato come lei ora mi offenderei. per ciò che dice sui fatti , appunto perchè lei è limitato non può minimamente sapere che sta parlando di cose.

  64. luca ormelli Says:

    Vaglia, quando lei presume che io sia “limitato” può precisarmi – sempre che sia in grado di farlo – se il mio essere “limitato” sia, da capo, un fatto o una cosa?
    La ringrazio comunque: mi ha chiarificato, ancora oggi, in età adulta, perché in gioventù avessi preferito allo studio con Severino a Venezia, quello con Franco Volpi a Padova.
    PS: dato che avendo letto Severino non sente la necessità di approfondire altri autori le avanzerà certamente del tempo per ripassare l’ortografia. Perché richiede l’accento acuto, non grave.

  65. Alessandro Says:

    Rispetto all’accento acuto o grave che sia , proprietà che convengono più all’accento che a lei , se insiste a cercare in me dei difetti , come ha cercato fin d’ora di fare , dimostra oltre alla limitatezza , grande argomento metafisico , anche pochezza, grande argomento fisico. Le consiglio una lettura profonda del Manuale di Epitteto così da farle recepire che, anche con tutta la sua buona volontà nel cercar miei difetti, sono sempre pochi quelli che potrà trovare in me rispetto al loro vero numero.

  66. Alessandro Says:

    Sono stato abbastanza dimostrativo nel porle e nel far emergere quel limite che la attanaglia ? Luca Ormelli , adesso , non si inalberi e non cavalchi l’orgoglio che la soffocherà , cerchi almeno per una volta di essere intelligente, altrimenti , con lei , mi annoio e passo.

  67. luca ormelli Says:

    Per essere un discepolo che gira a vuoto nella gabbia di Severino direi che le ho dato fin troppa corda Vaglia. Faccia attenzione a non avvolgerci il collo.

  68. md Says:

    devo togliere le sedie dalla stanza?

  69. Alessandro Vaglia Says:

    caro MD sarebbe anche troppo severiniano nel farlo , così facendo dimostrerebbe quanto sia vero il limite etico e quanta la potenza tecnica. 😉

  70. rozmilla Says:

    Più che altro, se interpreto bene anche il sentimento di Luca, ci spiace. Ogni volta che vediamo qualcuno preso nella gabbia di Severino, ci spiace; perché Severino ha tradito il mandato della filosofia per darsi anima e corpo alla teologia, tirandosi dietro il gregge delle pecorelle, o nella fattispecie come accade nella favola del flauto magico. E poi, diciamolo chiaro, una totale mancanza di stile e di senso dell’umorismo.
    Ma è già capitato altre volte, e nessuno è mai riuscito a distogliere qualcuno che ha deciso di voler credere fermissimamente in qualcosa. Il mondo è pieno di credenze e creduloni di ogni genere e specie: è un fatto.
    Però il caso è un caso umano: è come quando qualcuno ha una spina infetta conficcata nella carne, da qualche parte, e vorrebbe che qualcuno gliela levasse; ma nello stesso tempo non vuole, perché anche levarla fa male. E perciò si difende e resiste, e dice no no no, come la bambolina.
    Ma c’è anche la possibilità che la spina marcisca da sola e che il corpo la rigetti da sé. Mai sottovalutare le virtù di autoguarigione nascoste in un corpo – anche se sussiste pur sempre la possibilità di morire di setticemia – sob. Il tempo anche in questo caso farà la sua parte.
    Del resto, forse alcuni hanno appena il “destino” di “credere” – o di aspettare che marcisca.
    Facciamoci caso: Alessandro ha creduto a Berlusconi, e crede a Severino (di sfuggita ricordo che il tema di questo post ab origine era politico).
    Non so se ci sia da sperare che almeno Alessandro non creda ancora a Babbo Natale. O forse ha proprio sentito la necessità irrefrenabile di sostituire Babbo Natale con Berlusconi, e poi necessariamente con Severino. E ora che Berlusconi è caduto, se non ancora marcito, stava già pensando bene di sostituirlo con il Grillo nazionale, il maghetto delle folle tremanti e smarrite.
    Si capisce da lontano quando qualcuno ha ancora bisogno di un padre. Orfano di padre, poverino …
    Ma perché non si cerca una madre, una buona volta? Chessò, una fata turchina?
    – non se la prenda a male, Alessandro, sono una burlona 🙂
    Comunque … mi stia bene, e si riguardi …

  71. luca ormelli Says:

    «Ma non c’è pericolo più grande del ritorno del padre» [G. Deleuze].
    Ho molto apprezzato il tuo intervento Rozmilla. Grazie.
    L.

  72. Alessandro Says:

    Si figuri Rozmilla se posso prendermela .
    Lei , se un lama le sputa in faccia se la prende? io me la prendo semmai con me stesso che all’animale mi sono avvicinato troppo. Ricordo che qualche tempo fa portai i miei figli a vedere il Circo e una tigre mi pisciò letteralmente addosso, e secondo lei io me la sarei dovuta prendere con la tigre per caso ? Vede Rozmilla , su una cosa ha ragione , in mezzo a tanto ego e a poco sale evidenti nelle sue parole, lei è evidentemente una donna, si capisce dalle sciocchezze che lei evidentente ha sperimentato e conosce così bene, il credere in qualcosa o qualcuno,come capita anche a me che sono più fortunato di lei d’altronde , sono nato uomo io.So che adesso rimarrà stupita in quanto vive in un mondo della non-verità cullata giorno dopo giornocda ideologie perdenti, ma la avverto che fa parte di una specie debole del genere uomo. La avverto che se donna dovrebbe avere più rispetto dei ruoli poichè tutto quello che la circonda lo abbiamo creato noi anche la lavatrice dove lava i panni sporchi di suo marito…anche gli ultimi 100 nobel sono per i 99% nostri , e è da 100 anni che rompete le cosiddette e studiate e vi impegnate pure , ma al fine… Mista , massimo vi lasciano sfogare le frustrazioni su questi luoghi.

  73. Alessandro Says:

    Quel mista è nisba … 🙂

  74. md Says:

    Beh, credo proprio che dopo questo commento sessista, violento, e fascista, lei signor Alessandro Vaglia non è più gradito in questo blog.
    A non risentirla!

  75. Alessandro Says:

    Naturalmente mi sono abbassato al livello di conversazione voluto dai signori sopra, in quanto , se il moderatore prova a leggere ogni passo , io di certo non ho mai provocato , ho sempre e solo risposto a provocazione…

  76. md Says:

    (E se anche il sistema della black list di w.p. farà passare altri commenti, li cancellerò manualmente uno dopo l’altro, senza alcuna pietà!

    Mi spiace solo che i miei gentili ospiti abbiano perso tempo con una persona in grado di arrivare a simili “altezze” di pensiero…
    d’altra parte è sempre il rischio che si corre in un ambito pubblico di discussione, e la nostra stanza virtuale non fa eccezione)

  77. filosofiazzero Says:

    A me mi mette in imbarazzo il fatto della messa al bando di qualcuno, mi viene da vergognarmi per me e per lui.
    Capisco benissimo md e penso che abbia ragione, ma non si potrebbe lasciare a Alessandro la possibilità di discutere, se gli interessa, “seriamente” ,delle cose che noi si discute?
    Forse si potrà anche essere degli imbecilli a discutere di questi argomenti che si discute, ma che gli altri, tutti gli altri, sono meno imbecilli di noi?
    Forse anche, lui, Alessandro, potrebbe, forse (dico, forse) invitare lo stesso Severino a venire tra noi a discutere, democraticamente (scusate la parola!)

  78. md Says:

    @filosofiazzero
    Francamente non ho nessuna voglia di discutere con qualcuno che parla in quei termini di ruoli gerarchici, inferiorità e debolezza del sesso (debole, appunto), ideologie perdenti, lavatrici e panni sporchi – direi che abbiamo già dato per millenni (tra l’altro non mi pare proprio vi fosse dell’ironia, anzi!); e il mio ecumenismo non è poi così assoluto (comincio anzi a pensare sul serio che la democrazia sia una specie di superstizione, come mi pare abbia a suo tempo cantato Gaber)

  79. filosofiazzero Says:

    Che la democrazia possa anche diventare una specie di superstizione (tra le tante) credo sia proprio vero, non per nulla avevo messo un punto esclamativo!

  80. md Says:

    Tra l’altro, rileggendo il commento incriminato, si capisce benissimo che è stato scritto d’impeto – ma credo sia un’aggravante, piuttosto che un’attenuante: un po’ come in vino veritas, anche nell’immediatezza del dire fa capolino la verità… (tanto più che qui se ne parla e straparla in abbondanza: ma di quale “verità” stiamo parlando?)
    Certo, altrettanto impetuosa è stata la mia reazione di “bando” (che è pur sempre imbarazzante, ha ragione filosofiazzero a parlare di “vergogna”), ma ora che rivedo tutto con più calma ne rivendico il senso. Dopotutto esistono mille altri luoghi, magari più interessanti di questo, dove andare a discutere, sfogarsi, pavoneggiarsi e fare un po’ “quel cazzo che ci pare”, sul modello guzzantiano della “casa delle libertà”. Ma pare sia in crisi pure quello: evidentemente il re (e il maschio latino) è nudo per davvero!

  81. filosofiazzero Says:

    Ho ascoltato Walter Cavini a proposito di Parmenide e mi sembra che dica cose parecchio giuste.
    Come da ” la nuda essenza del tutto”, che è sensatamente la “giusta” interpretazione del discorso di Parmenide, si sia potuti sdrucciolare verso una
    gnosi paleontoteologica, credo che sia per la contaminazione col contorto heideggerismo allo scopo di “famolo strano” (e sacerdotale).

  82. rozmilla Says:

    C’è una cosa che ricordo delle lezioni di Severino, quando spiega che dobbiamo capire il “sottosuolo”, indagare cosa intenda l’occidente – vale a dire per la cultura greca, che starebbe all’origine della nostra cultura cosiddetta occidentale – per “cosa”. Ovviamente non si parla di cosa la “cosa” sia, ma il senso e significato che essa ha, come senso massimamente inteso. Cosa l’uomo greco, e via via cristiano e occidentale, abbia inteso e intenda ancora e sempre per “cosa”.
    Ora, mi sembra che possiamo dire che quel particolare senso della “cosa” sia stato abbondantemente svelato.
    La “cosa” vale come niente, o quasi niente o nulla più. Ed è da quel senso della cosa che procederebbero le più varie e tragiche conseguenze.
    Ma, dopo che lo abbiamo ben compreso – e ultimamente abbiamo assistito ad un improvviso quanto orrido e disgustoso svelamento, in cui abbiamo potuto osservare anche le pubenda del re – è chiaro che restiamo ancora alla fase primitiva e infantile, e nichilista, di un uomo (generico) che resta fisso all’antica idea della cosa. E naturalmente ci son cose e cose, ma soprattutto ci sono “cosi” che valgono più delle “cose”.
    Tutto questo non è cambiato, purtroppo, nel sottosuolo mentale di un certo tipo di uomo – primitivo-infantile, e maschilista-nichilista.
    Rispetto a Severino – che anch’esso, a mio avviso, non fa che girare in tondo nel cerchio della stessa follia che con tanto ardore denuncia, e che, si badi bene, lo ammette persino – tanto per fare un nome, tra i tanti, potrei citare ad esempio Foucault che diceva:
    «Tutta la mia ricerca poggia su un postulato di ottimismo assoluto. Non svolgo le mie analisi per dire: così stanno le cose, guardate come siamo intrappolati. Certe cose le dico solo nella misura in cui considero che esse permettano di trasformare il reale.» [Michel Foucault]
    E questo basta a dire la differenza dei fini che un filosofo o l’altro si prefigge, o è più propenso a seguire …

  83. md Says:

    già, il sottosuolo…

  84. filosofiazzero Says:

    …non, però, under ground !

  85. rozmilla Says:

    Tra le sciagure che affliggono questa umanità smarrita, credo che all’elenco di questo post non dovrebbe mancare, purtroppo, il femminicidio.

    http://rozmilla.wordpress.com/2012/11/04/io-tarzan-tu-cita/

  86. rozmilla Says:

    Nel corso degli ultimi anni i numeri sono in costante aumento: l’anno scorso sono state uccise 137 donne, quest’anno 101 – finora, se i miei dati sono aggiornati – dalla furia dei loro uomini, amanti o mariti. L’anno però non è ancora finito. E ovviamente non è una questione solo di numeri.
    Bisogna cercare di capire cosa c’è dietro questa uccisione delle donne: c’è una violenza endemica folle, c’è il fatto che questo è un paese ostile alle donne.

    http://rozmilla.wordpress.com/2012/11/04/io-tarzan-tu-cita/

  87. rozmilla Says:

    Desidero dire qualcosa sulla discussione intercorsa tra me e Alessandro Vaglia la scorsa settimana, che si è interrotta in modo brusco. Sì, perché, se si capisce che se il suo ultimo commento è stato scritto d’impeto, forse si capisce altrettanto che i miei commenti, soprattutto l’ultimo è stato premeditato, ossia con la spudorata intenzione di far esplodere la sua reazione. Forse sono un bad girl, insomma, o sulla buona strada – cosa ci si potete fare? Nulla? Sto facendo pratica.
    O forse il mio destino (detto con ironia) da qualche tempo in qua è d’imbattermi in tipi come il sig. Vaglia. E forse il suo, senza voler dare alla cosa più importanza di quella che realmente ha, dev’essere quello d’imbattersi in donne come me, con quello che ne segue.
    Nonostante ciò, quando ho visto sua reazione sono rimasta comunque stupita, perché, se anche intuivo che c’era qualche problemino, non immaginavo di quale genere esattamente si trattasse, né l’entità del medesimo, oltre al fatto che non lo conosco affatto, tranne ovviamente per le cose che ha scritto qui. D’altra parte deve sapere che non sono stata minimamente sfiorata dalle pseudo-offese che ha scritto nei miei confronti o nei confronti del sesso debole. Che infatti è difficile che se una cosa è falsa possa ferire chi la subisce, mentre offende purtroppo chi la proferisce. Diversamente succederebbe con la violenza fisica, ma per fortuna in questi luoghi siamo stati entrambi protetti da quel tipo di manifestazioni.
    Nello stesso tempo, quanto è successo potrebbe offrirle la possibilità di rivedersi. Come lei diceva, non tutti i mali vengono per nuocere, quindi, se può ne approfitti. Detto tra noi, immagino che persino Severino rispetto alle cose che ha scritto con lei sarebbe stato molto severo.
    Per questo motivo, nel caso avesse intenzione di rettificare le sue scritture, sono del parere che neppure Md. le negherebbe l’accesso a questo luogo virtuale. Anche se, probabilmente è tardi oltre che un caso remoto.
    Quindi le auguro comunque di amare teneramente la sua compagna e i suoi figli. Insomma, si sforzi e faccia il possibile, e qualche volta si lavi i calzini da solo, senza bisogno della badante. E, se lo lasci dire, lasci perdere la filosofia, sarebbe solo una perdita di tempo. Porti invece qualche volta i suoi figli a passeggiare anche nella natura in luoghi liberi, e non soltanto negli zoo.
    Già, perché anche solo il fatto che gli uomini hanno costruito gli zoo per metterci gli animali chiusi in gabbia, anche solo per questo – tralasciando tutta una storia universale di violenza e sangue – tutto sommato se fossi un uomo avrei ben poco di cui andar fiero.
    Diversamente, se ascoltassero qualche volta le donne, ma anche, se uomini e donne si ascoltassero a vicenda, molte cose potrebbero andar meglio. I miei omaggi.

  88. Alessandro Vaglia Says:

    Grazie, altrettanto, e cercherò nel possibile di seguire i suoi consigli.

  89. massimo Says:

    Grazie, cercherò di seguire i suoi consigli e anche del Torquemada che si affigge con dietro la bandiera della pace, mi piacerebbe che esprimesse quel concetto, pace, su questo Blog, cosa intende lei MD per pace ? la mia è naturalmente una domanda retorica ,so cosa intendono quelli come lei nel inneggiare alla pace, intendono trovare pace per le proprie frustrazioni continue, non ultima quella di ammutolire le persone più intelligenti e di far parlare quelle più d…ti. Orevuar, mi trovate sul mio profilo di facebook , e non si preoccupi lei rozmilla di dove vado io , provi solo lei a fare 1/100 di ciò che faccio io , sarebbe per una come lei già un buon traguardo.
    Naturalmente il Torquemada cancellerà anche questa mia ultima sigaretta del condannato e se non lo farà naturalmente non lo farà solo perchè ha letto queste mie ultime e allora e solo allora , non per intelligenza quindi , deciderà che è più opportuno non farlo.

  90. filosofiazzero Says:

    …profilo di facebook quale?

  91. massimo Says:

    il mio nome e cognome filosofiazzero , il mio nome e cognome , poichè rozmilla , io non vivo in gabbia.

  92. filosofiazzero Says:

    Io mi chiamo Alvise Scopel

  93. massimo Says:

    tu, filosofiazzero, sei una bella persona e, differentemente da me, qui puoi nominarti, io , dopo che mi si inquisisse per aver preso la difesa della mia persona, no.Quante ragioni ha Severino, ma quante… Capisci ora MD perchè Severino è un maestro ? e capisci perchè non ti garba molto ? ha violentato la parola con cui ti culli , la Pace, una delle parole più violente mai forgiate.

  94. massimo Says:

    a proposito, per chi non avesse capito ancora , per lentezza di riflessi, le mie sono state tutte provocazioni per raggiungere l’apice e dimostrare con quanta ipocrisia e purezza ci si circondi di convinzioni che al primo Alessandro sulla strada vengono demolite, …si caro filosofiazzero, Dmitric o Gregor, possono solo diventare scarafaggi se vogliono far aprire gli occhi a chi li vorrebbe farfalle.

  95. md Says:

    @massimo, o quel che è:
    la filosofia non è pace, è polemos.
    Ma “pòlemos” – almeno per come lo intendo io – non vuol dire attaccare con un linguaggio offensivo e violento una persona che non la pensa come me. Dargli dell’inferiore, debole, frustrato, inintelligente, ipocrita, ecc.
    C’è ben poco di filosofico in questo. E francamente ho di meglio da fare nella vita. E poi lei, signor Alessandro (o quel che è) non è certo “il primo Alessandro sulla strada” che capita qui, e non sarà nemmeno l’ultimo.

  96. massimo Says:

    Md
    la bestialità è uccidere nel decidere, per quelli come lei che inneggiano alla pace e fanno concerti in suo nome, per quelli come lei che si avvolgono il candido collo di sciarpe Cashmere e gridano alla libertà di pensiero e alle “parolacce” illuministe, poi non resistono al pensiero veritativo di un Alessandro e lo uccidono, meglio un milione di Torquemada, quello ci metteva la faccia e non si nascondeva dietro un velo pietoso di ipocrisia. Mi banni per timore di essere stato nuovamente preso in castagna, mi banni , ormai ne sono abituato…

  97. md Says:

    @massimo: presume troppo… l’argomento del “quelli come lei” o “come voi” non è nel mio stile, e dunque non so cosa replicare;
    e poi, in ogni caso, non porto, né ho mai portato, sciarpe di Cashmere

  98. massimo Says:

    …ma segue concerti per la pace e da questo sussumo e non presumo che è come se portasse una sciarpa di Cashmere inneggiando alle “parolacce” illuministe, identificando queste a quello.
    Questa è filosofia, poiché filosofia è vedere ciò che sta già in luce da sempre. Simpaticamente da chi non ha bisogno di leggere che come mezzo e non come fine.
    Simpaticamente davvero, e la prossima volta non faccia l’errore di voler difendere a tutti i costi l’indifendibile e cioè i suoi poco provveduti ospiti, da coloro, come me, che raccontano della verità.
    Simpaticamente dunque, poiché , comunque, tranne l’erroraccio che ha fatto nel bannarmi, per il resto trovo le sue disamine molto interessanti e di “facile” obiezione.
    La pregherei, a questo punto, di non replicare alle mie ultime parole , e di fare in modo che queste siano una pietra tombale sull’argomento,

    sempre al vostro servizio da Pantagruel, il vostro gigante buono.

  99. md Says:

    @massimo: ho ancora facoltà di decidere se e quando e come eventualmente replicare, credo;
    nessun erroraccio nel bannarla, dato che quel che lei ha scritto sopra resta inqualificabile, e non ha nulla a che fare con la filosofia, sia che essa vada intesa come “ciò che sta già in luce da sempre”, o altro.
    I miei “ospiti” poi, che sono tutti egualmente simpatici ed interessanti, non hanno certo bisogno del cavaliere o del gigante buono (o cattivo) che li difenda – nel caso sanno ben difendersi ed argomentare da sé. E poi, difendersi da che cosa?

    Però su una cosa, almeno, ha ragione: inutile bannare: proprio perché i frequentatori di questo blog sono persone intelligenti e stimabilissime, sapranno reagire con intelligenza ad eventuali commenti che non lo fossero, che finirebbero quindi per autobannarsi – se non proprio essere risucchiati nel nulla, che però, c’insegna l’eleatismo, non è.

  100. filosofiazzero Says:

    Massimo:
    …no, non sono “una bella persona”, ma una persona qualunque, tendente a zzero!

  101. massimo Says:

    Secondo lei quindi filosofiazzero essere una persona tendente a zero significa essere tutto furoché una bella persona, e mi dica , cosa intende lei precisamente per bella persona.

  102. massimo Says:

    O altrimenti , cosa significhi il tendente a zzero…

  103. massimo Says:

    … e diversamente , perchè una persona qualunque non può essere una bella persona.

  104. massimo Says:

    a Md,

    vedo che, come per le esecuzioni in piazza, dal che ho notato che non lascia al condannato nemmeno l’ultima sigaretta, risulta intransigente anche sulle preghiere, tipico di chi è estremamente violento e tra guerra e pace sceglie per la pace.

  105. filosofiazzero Says:

    Massimo:
    …sulla domanda cosa significa tendente a zero, rispondo (ma non per fare lo snob)con una frase di Montaigne: “anche sul trono più alto stiamo seduti sul nostro culo!”

  106. massimo Says:

    Per quanto c’è scritto poi sopra da me, indirizzato a Rozmilla, caro Md, lei neppure può immaginare lontanamente quanto è filosofia quello che ho scritto. Mi faccia un piacere , lei che lavora in una libreria o biblioteca, accatasti i libri scritti da uomini e accatasti i libri scritti da donne, poi , sempre per il piacere di filosofia ( che è necessità), apra quei libri e scriva l’elenco degli uomini scritti sopra e l’elenco delle donne, infine, a lei che ama tanto l’estetica, mi dica quale artista donna può solo sfiorare le vette raggiunte dagli uomini e nel farlo si tolga quelle parolacce che ha imparato a scuola e che la inquinano giorno dopo giorno offuscandole la realtà… Se Rozmilla e lei vogliono davvero fare in modo che la catasta , quella minuscola appena sulla sinistra , si, quella che neanche troppo metafisicamente anche lei riesce a contare, poiché fatta di qualche libercolo insignificante,… ecco quella cominci a crescere , allora deve iniziare a ridiscutere il senso di “creazione” e questo grazie a quel maestro che lei e la Rozmilla , insieme al ridicolo Ormelli, cercate inutilmente e ridicolmente di obiettare.

  107. massimo Says:

    … e non è questa , filosofiazzero, la coscienza di un bell’uomo ?

  108. md Says:

    @massimo (ma può anche tornare ad Alessandro Vaglia o quel che è, tanto ho tolto tutti i nomi, compresi i vari accoliti della famiglia Russo, dalla black list di w.p., che d’ora in poi resterà quindi vuota):
    davvero faccio fatica a seguirla, non capisco che lingua parla, e poi qui nessuno credo le abbia dato del “ridicolo” (per lo meno non io) ma temo se lo stia dando da sé.

  109. md Says:

    ad ogni modo basta una sola poesia di Wislawa Szymborska – che le consiglio caldamente di leggere – per far vacillare l’altra “catasta” (che immagino sia quella di destra, come da tradizione).

  110. md Says:

    e comunque mi dedico ora ad altre faccende, e le lascio fumare tutte le sigarette che vuole…

  111. massimo Says:

    Interessante modo di procedere il suo, prima fa intendere di capirmi benissimo bannandomi per delle mie presunte frasi fasciste, se il fascismo è la realtà benvenga, poi decide di distrarre la claps definendomi l’oscuro, a guisa dell’Eraclito aristotelico.
    ah, dimenticavo, nemmeno io , per inciso, mi son dato del ridicolo, a meno che io non sia Parmenide o Severino.

  112. massimo Says:

    per Rozmilla
    …”Che infatti è difficile che se una cosa è falsa possa ferire chi la subisce, mentre offende purtroppo chi la proferisce.Diversamente succederebbe con la violenza fisica, ma per fortuna in questi luoghi siamo stati entrambi protetti da quel tipo di manifestazioni.”Le consiglio il libro IV della metafisica di Aristotele(uomo)…
    Non voglio violentare le sue Certezze , rimanga se vuole nell’illusione di pensarle come Vere, ciò non toglie che le sue Certezze sono lontane da Verità, ciò non toglie che continuando in questo errore , cioè di credere come Certo ciò che è non-Vero, il Vero rimane dunque oscurato dal non-Vero.Mentre filosofia è ciò che è Vero, allora se si vuole guarire , se il mondo delle donne cerca Verità , non è nelle parole quali “tolleranza”, “pace”, “uguaglianza”, “fraternità”, che deve cercare la soluzione al suo stato di servitù, anzi quelle sono le parole giuste per la loro eterna condanna,… ma cercare di risolvere la parola “creazione”.

  113. md Says:

    è proprio quello il punto. è la lingua del fascismo e della prevaricazione a risultarmi oscura…

  114. massimo Says:

    …e il tramonto è l’avvento della terra che salva… appunto.

  115. md Says:

    per la serie… i danni che può fare la filosofia…

  116. massimo Says:

    toc,toc, c’è nessuno ? MD , lei aveva inteso dove parasse quella frase vero ? al tramonto delle parolacce e della violenza che quelle parolacce portano e trasportano nel mondo della non-Verità, quella appunto che il linguaggio del Destino non dice, Destino che è destino non isolato dal mondo se la non-verità e perché la non-verità, quella della “povera” Rozmilla, confusa si lei dalle falsità, tramonta: poichè fascismo e comunismo , guerra e pace, sono due parole della estrema violenza, vero MD ?

  117. massimo Says:

    …o della serie cosa centri filosofia con lei…

  118. md Says:

    bene, allora non perda altro tempo…

  119. md Says:

    rettifico: per la serie… i danni che può fare il severinismo…

  120. md Says:

    interessante poi il termine “parolacce”… finalmente qualcosa di originale che nel gergo severiniano non c’è…

  121. md Says:

    e comunque continui pure, è tutto materiale che utilizzerò per il prossimo post…

  122. massimo Says:

    ha paura di essere oscurato dall’oscuro per caso?
    mi sembra che una delle sue prime frasi di accoglienza nei miei confronti dicesse appunto qualcosa sull’ Io come se io ne avessi e lei no… non abbia paura: dato l’ente in quanto ente o dato il non fare ciò che non vorresti fosse fatto a te, vediamo sempre di capire che ogni cosa ha per se le stesse proprietà che le altre hanno per loro stesse, e in questo siamo tutti uguali… e le rispondo … bene, allora non perda altro tempo…

  123. md Says:

    “mi sembra che una delle sue prime frasi di accoglienza nei miei confronti dicesse appunto qualcosa sull’ Io come se io ne avessi e lei no…”

    sia più preciso e citi correttamente, sul “mi sembra” si possono costruire teorie umbratili, non certo la Verità

  124. massimo Says:

    …”non vedo come; “resuscitare” è termine mitico, né scientifico e nemmeno filosofico. Può al più soddisfare un bisogno (psicologico e narcisistico) dell’io.”
    Spieghi lei invece MD cosa è “Scienza”, “Metafisica” se non termini psicologici e narcisistici, cosa sono… quell’Io espresso in questa sua frase , può cercare di mascherarlo come vuole, adesso che glie l’ho portato nuovamente a galla…

  125. md Says:

    non parlavo certo del suo o del mio “io” – chi se ne importa, dopotutto?
    ma se le fa piacere, si metta pure a psicanalizzare, sono proprio curioso…
    su “scienza” e “metafisica” la rimando al suo Severino, visto che ne parla, scrive e pensa da mezzo secolo abbondante

  126. luca ormelli Says:

    Vaglia [Alessandro o Massimo], pigmeo del pensiero, lasci perdere Eraclito o Parmenide che non è nemmeno degno di nominarli. Criceto nella gabbia di Severino lei ha, filosoficamente parlando, strarotto la minchia. Ah, dimenticavo: “ridicolo” lo dica allo specchio; Sempre che la trovi sopportabile.

  127. Alessandro Says:

    Ormelli o orpelli
    Di solito con i moscerini non ci litigo , ma la sua arroganza, ora sicumera ingiustificata, mi ha un pochino stufato e per questo motivo ho sprecato qualche secondo per cercare se questo derivi da motivi giustificabili o meno … Il povero Roberto Fiaschi , che cerca di confutare le c…ate che scrive lei su Severino , non è molto differente da lei perchè dimostra , come lei d’altronde, di saperne davvero poco del Filosofo… Lei dice già cag…e molto prima di ciò che il Fiaschi le vien obiettando poichè non vi è alcun problema infatti a confutare le sue isterie giá quando mette in bocca a Severino ciò che in realtà lui obietta fin da principio , giustificando fino in fondo e fondando la sua filosofia proprio sul contrario della cazzata che ha scritto lei… Caro Orpelli o Ormelli, che nessuna differenza fa, Severino al suo punro b o G, forse meglio,non dice affatto e anzi dice il contrario delle sue e cioè che …2) sia “opposto” e non identico sior orpelli , non identico.. Studi , capra, capra, capra, capra, capra…. Ciarlatano e incompetente. Sono almeno al suo livello come linguaggio o devo proseguire? Non mi costa nulla.

  128. Alessandro Says:

    Sior Orpelli

    Non è che l’occhio accigliato la rende più interessante, poi le caz…te che scrive la giustificano per quello che è e non per quello che non-è. (Severino)

  129. luca ormelli Says:

    Ridicolo. Nessun argomento probante come già avevo evidenziato. Prosegua prosegua. Ha campo aperto. Mi sono permesso il lusso di sprecare già troppo tempo con lei.

  130. rozmilla Says:

    No, non credo proprio che questa faccenda molesta possa proseguire. A questo punto sono costretta a chiedere a Md. l’applicazione delle regole riportate nella Netiquette. Fine.

  131. Alessandro Says:

    Cosa vuole provare ,la sua incompetenza assoluta? È lei che ora deve dimostrare dove sta scritto quel suo punto
    1) che sia identico a se stesso (A=A) e dunque
    2) che sia identico a tutto ciò che non-è (A=non-A).

    Che sia identico a tutto ciò che non-è dove lo ha trovato, che le spiego quanto non ha capito di Severino, mi dica dove lo ha trovato, o ha inventato nuova filosofia e allora me la spieghi…

  132. Alessandro Says:

    Rozmilla vuole ammutolire l’Orpelli solo perché mi ha dato del pigmeo non degno che sturarono e le minchie altrui? Davvero per così poco?

  133. rozmilla Says:

    http://www.facebook.com/?ref=logo#!/photo.php?fbid=4808940310059&set=a.4766286763747.2190225.1492766669&type=1&theater

  134. md Says:

    ah, che nostalgia delle infinite discussioni con Profeta… bei tempi quelli…

  135. md Says:

    @rozmilla: come ho già detto, conto sull’autobannazione (o dannazione) dei commenti incommentabili – che, appunto, basta non commentare più

  136. rozmilla Says:

    no comment …

    già, stavo pensando anch’io poco fa a Profeta …
    gli avevo dedicato anche un haiku

    samurai sfrangia
    falde di nebbia fitta
    in filo di lama

    (moh … un cerchio alla testa)

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