Philosophieren ist Heraclitieren

«Considero a parte, con il più grande rispetto, il nome di Eraclito. Quando l’altro popolo dei filosofi respingeva la testimonianza dei sensi, perché questi stessi indicavano molteplicità e cambiamento, egli respinse la loro testimonianza, perché mostravano le cose come se avessero durata e unità… Eraclito conserverà per sempre il diritto di affermare che l’essere è una vuota finzione. Il mondo “apparente” è l’unico mondo: il “mondo vero” è solamente una fandonia in più».

[F. Nietzsche, Crepuscolo degli idoli, ovvero come si filosofa col martello; la citazione apre, con il medesimo titolo del post, un paragrafo del saggio di Umberto Curi, Pòlemos]

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48 Risposte to “Philosophieren ist Heraclitieren”

  1. filosofiazzero Says:

    …ben detto!!!

  2. AlessandroVaglia Says:

    Ben detto per i nichilisti, anche se la frase di Nietzche è auto contraddittoria…

  3. AlessandroVaglia Says:

    Come faccio a provare che dica la verità ?

  4. filosofiazzero Says:

    …non dice la “verità”, dice quello che dice.

  5. AlessandroVaglia Says:

    Non dice in definitiva nulla, poteva benissimo tacere.

  6. md Says:

    ma non ha taciuto, quindi è, quindi è vero che dice quel che dice, e non può non aver detto nulla, perché questo sì che sarebbe assurdo e autocontraddittorio

  7. locuspluviae Says:

    Che non ci sia un “mondo più vero” è corretto, però questo non significa che le cose si diano così come sono con la facilità che il termine “apparente” suggerisce; tutto nei frammenti di Eraclito, si intende.
    La citazione mi ha ricordato tre frammenti in particolare, cioè 54, 107 e 123 nella numerazione D.K..
    “Armonia invisibile della visibile è migliore”
    “Cattivi testimoni sono agli uomini gli occhi e gli orecchi, se hanno anime da barbari”
    “La natura ama nascondersi”.

    Come è ovvio, Nietzsche ha interpretato il filosofo di Efeso secondo la sua identità determinata; anche in questo caso si manifesta la grande intuizione di Eraclito: il suo essere interpretato sempre in modi diversi è un aspetto della sua costante unità.

    Io direi che è una finzione pretendere di guardare oltre le cose… ma forse qualcosa si può trovare guardandoci dentro.

  8. filosofiazzero Says:

    …sottoscrivo (se può signicare qualcosa la mia sottoscrizione)!!!

  9. AlessandroVaglia Says:

    @Md
    Ma infatti io non dico che dice nulla, io dico che non dice nulla e quindi siccome vorrebbe parlar del nulla, cosa impossibile, poteva anche tacere.

  10. AlessandroVaglia Says:

    Questo dice Severino di Nietzche e di Leopardi, per lui formidabili geni che hanno cantato l’inaudita e ancora inascoltata potenza dell’era della tecnica e della non-verità,lealissimi e acerrimi nemici di verità.

  11. AlessandroVaglia Says:

    @ locuspluviae
    Senza il …io direi…, che rende una verità non verità e il …forse… che la mistifica sono d’accordo.

  12. AlessandroVaglia Says:

    @ locuspluviae
    “negando che l’essere non sia non essere, si deve dunque pensare che l’essere, in cui consiste questa negazione, non è non-essere (ossia non è tutto ciò che è altro da questa negazione). questa negazione è esplicita, in actu signato, questo pensiero è implicito, in actu exercito: ma è un pensiero realmente pensato, un pensiero che si deve realizzare, se si vuole conferire alla negazione quel significato determinato di negazione che le compete e non si vuol essere indifferenti a che essa abbia un qualsiasi altro significato.” Essenza del nichilismo… Questa invece è la potentissima arma contro il nichilismo.

  13. roberto fiaschi Says:

    @ MARIO

    “Eraclito conserverà per sempre il diritto di affermare che l’essere è una vuota finzione. Il mondo “apparente” è l’unico mondo: il “mondo vero” è solamente una fandonia in più».”

    Mario, sicché l’essere sarebbe una “vuota finzione”? Posto che l’essere significhi esser qualcosa, allora noi tutti, tutto il mondo, saremmo una “vuota finzione” ? Quest’affermazione è immediatamente impossibile ed autocontraddittoria, perché nega ciò che appare…

    Se fosse così come afferma Nietzsche, allora come potrà la sua affermazione evitare di sfuggire anch’essa dall’essere una vuota finzione?

    Soprattutto, allorché Nietzsche sostiene che “Il mondo ‘apparente’ è l’unico mondo”, ammette implicitamente che quest’unico mondo è il solo “mondo vero”.

    Pertanto egli si contraddice ulteriormente, ossia nega l’esistenza di un “mondo vero” nel mentre che afferma _ di questo mondo apparente _ che è il solo ed unico “mondo vero” …

    Comunque, va fatto notare che Severino non ha mai parlato di un “mondo vero” contrapposto ad “un “mondo apparente”. Il nichilismo è reale, esiste, dunque è vero, nel senso che tale nichilismo c’è: non è reale invece ciò che del nichilismo si CREDE che sia vero, ossia l’identità dell’essente col nulla …

    Ciao, grazie ancora per le tue /vostre intelligenti riflessioni…

    Roby
    ……………………….

  14. filosofiazzero Says:

    Ripeto, per chi non lo avesse ancora capito: il nichilismo non ha nulla a che vedere col non-essere, o con il nulla, o con l’ontologia.

    “Nihilismo significa che i valori supremi si svalutano. Manca lo scopo. Manca la risposta al: perché?”

    “Dimmi tu luna in ciel, dimmi, che fai?”

  15. Alessandro Vaglia Says:

    @filosofiazzero
    il nichilismo è dire che l’essere è nulla: inteso che il nulla è un essere qualcosa nel momento che lo si dice e quindi nuovamente non può,pur volendo,esserlo l’assolutamente nulla, possiamo fare tutti gli sforzi sovrumani e bestiali di questo mondo per annichilirci, e nell’orizzonte di non-verità e di ragione alienata, lo facciamo ogni istante, ma questo farlo non significa il realizzarlo.

  16. Alessandro Vaglia Says:

    Filosofia, che è ciò che mostra ciò che è in luce (mostra e non dimostra),allora è struttura e tutte le altre attività umane , come anche la scienza che non può mostrare ma deve dimostrare, sono eccentriche rispetto all’originario.

  17. rozmilla Says:

    Ricerc-attori indefessi : vi exercitate anche di domenica?
    😀

  18. locuspluviae Says:

    @rozmilla: te lo dissi già, che scrivi bene (spero che la tua riga non si riferisse anche a me).

    @sig.vaglia: onestamente dubito tu sia d’accordo con me.
    Perchè mai quel “io direi” rende una verità una non verità?
    Esso è stato una “verità” (e non sto usando questa parola come la intendi tu) esattamente come lo sarebbe stato se non l’avessi messo.
    Non ti conosco, ma da quello che hai scritto ti consiglierei di leggerli con attenzione, i frammenti di Eraclito (dato che prenderne uno in particolare, come saprai, ne limita assai la portata)…

  19. AlessandroVaglia Says:

    Perchè un io non è la verità
    Perchè un io che non dice ma direbbe la indebolisce ulteriormente.
    le faccio alcuni esempi …
    Questo è l’errore che si mostra titubante
    Io direi che è una finzione pretendere di guardare oltre il limite… ma forse qualcosa si può trovare guardandoci dentro.
    Io direi che è una finzione pretendere di guardare oltre la verità… ma forse qualcosa si può trovare guardandoci dentro.
    e se scrivo
    ecco questo è l’errore
    Io dico che è una finzione pretendere di guardare oltre il limite…
    ma qualcosa si può trovare guardandoci dentro.
    Io dico che è una finzione pretendere di guardare oltre la verità…
    ma qualcosa si può trovare guardandoci dentro.
    Questa è la verità: come stanno le cose.
    E’ una finzione(falsità) pretendere di guardare oltre il limite…
    ma qualcosa si può trovare guardandoci dentro

  20. rozmilla Says:

    @Locuspluviae:
    Oh, era solo uno scherzetto (sai quante volte è capitato anche a me di exercittarmi anche di domenica … ;-))

    “Io direi che è una finzione pretendere di guardare oltre le cose… ma forse qualcosa si può trovare guardandoci dentro”

    Tra l’altro mi piace molto quello che hai scritto Locuspluviae: “guardandoci dentro”.
    (Che ho letto anche, come dire … come guardarsi dentro a sé, nonché agli altri, come riflessi negli altri – non so come spiegare a parole)
    Anche se delle cose, le cose là fuori, vediamo per lo più ciò che appare. Ma ciò che appare non appare allo stesso modo per ognuno che le guarda. Per questo è così difficile, quasi impossibile, ad esempio, che due testimoni, per quanto onesti e sinceri, riportino la stessa testimonianza di uno stesso fatto di cui sono stati testimoni. Che difatti, più che altro la verità deve essere accertata mettendo a confronto le testimonianze di chi ha visto, e che quindi emerge dal contraddittorio.
    L’eternità è un bambino che gioca con le tessere … diceva Eraclito (tra l’altro)

  21. filosofiazzero Says:

    …una cosa, però, in generale, bisogna considerarla(come era stato già considerato da qualcun altro) con il cinico, inteso come seguace di Diogene, quello della botte) non ci se ne pole.
    Ogni qual, cosiddetto, ragionamento sensato o corretto o argomentato o accomodato eccetra, fa la figura di essere tronfio e
    ampolloso e pretenzioso e quant’altro.
    Pensate al filosofo Apel:per argomentare si dovrebbe almeno appartenere a un presunto insieme di dialoganti, per così dire, seduti attorno al tavolo del ragionamento sensato e coerente e serio.
    Il cinico per esempio (ma non lui solo) manda all’aria ogni cosa, e non solo, rivendica per se stesso il diritto di non appartenere a nulla. A parte le offese, il difetto di Alessandro Vaglia o chi per lui,
    è quello di non essere cinico estremo, con tutti, ma solo con noi miseri bloggatori (mi si passi il termine) e non con i Platoni, ammesso che esistano, del nostro tempo. Lui parla coi fanti e lascia stare i santi.

  22. md Says:

    @filosofiazzero: purtroppo il tuo commento era finito nell’antispam, dato che nominavi l’innominabile… (scherzo naturalmente, è solo perché se nomino anch’io il signor A.V. finisco nell’antispam e poi mi devo autononspammare… insomma, robe da pazzi!!!)
    Comunque interessante questa faccenda cinica…

  23. rozmilla Says:

    … filosofiazzero, hai detto in due parole quello che stavo cercando di mettere a fuoco oggi pomerigio:
    “lui parla coi santi e lascia stare i santi” – nel senso che non li critica, se ho capito bene cosa intendi dire.
    Mentre noi miseri Bloggatori, molto spesso qui cerchiamo se possibile di distruggere i Santi, in linea con la pratica dei deconstruens. Decostruttori. E anche se nel nostro piccolo magari cerchiamo di costruire qualcosa, pensiamo (o almeno io lo penso) che non si debba mai smettere di distruggere il potere, quello cattivo, che sempre risorge dalle sue ceneri, e non muore mai. Cosa d’altronde perfettamente calzante con la citazione tratta dal “La filosofia col martello” Nietzsche.

    Ora, non credo si tratti tanto di mettersi attorno ad un tavolo per poter discutere in modo sensato e coerente, quanto dei fini che i convenuti intendono raggiungere. Per fare un esempio banale di ciò che intendo, è come se in una banda di suonatori di musica rock, arrivasse qualcuno a voler suonare il valzer di Strauss. Ok, per un po’ possiamo anche dargli retta, suonare uno o due valzer, ma non di più, perché non sarebbe giusto nemmeno per gli altri che vorrebbero invece eseguire musica rock.

    È chiaro che un Blog si dovrebbe supporre come uno spazio libero a tutti. Ma, quando capita che la frequentazione di un luogo, virtuale o no, non produce piacere e soddisfazione all’ospite che vi giunge, perché non corrisponde a quello che andava cercando, credo che anche per l’ospite alla fin fine sia più vantaggioso cercare un luogo a lui più consono, dove può essere più soddisfatto e più contento.

    Ma, se per caso il nostro ospite legge quello che sto scrivendo, sono tentata di suggerirgli di aprire lui stesso un Blog.
    È molto facile, sai. In poche ore puoi iniziare a scrivere ogni cosa di tuo interesse, e fare pratica. Inoltre, se per esempio il tuo interesse al momento è la filosofia di Emanuele Severino, potrà capitare che altre persone interessate a questo argomento, vengano a dialogare e discutere con te di ontologia e dei problemi dell’essere. Sei un imprenditore, e hai le capacità per iniziare un’impresa come questa che, in confronto alle altre cose che fai nella vita, di sicuro è una bazzecola, ma che potrebbe essere interessante e darti soddisfazioni.
    Da parte mia ti faccio i migliori auguri.

  24. ornello Says:

    Sinceramente li faccio anche io a te e a Xavier, poichè chi di piscio ferisce di piscio perisce. Che lei ROzmilla e Xavier siate due frustrati non ci vuole laurea in psicologia per capirlo, ma mi avete colto in un periodo particolare e le persone che, viste per quello che scrivono, all’apparenza possono sembrare docili in realtà sono lupi (Hobbes), imparerete a vostre spese cosa possono fare i lupi… d’altronde qualche assaggino lo avreste dovuto fare comunque anche voi che siete due scimmie anche senza esserci incontrati sotto un palo della luce alle 2 di notte in un vicolo buio, avreste dovuto capire che non sono persona abituata a prendere il piscio sulla testa, nemmeno quello di Platone immaginatevi voi se è per ciò che concerne Xavier il masturbatore solitario e Rozmilla la caslinga professoressa.
    Orevuar e il blog se lo faccia lei, io sono comodo qui in mezzo a persone che fanno tutto tranne che parlare di filosofia… tolte quelle persone , cioè voi due , forse si potrà ricominciare a parlarne, a meno che il vostro amico MD non voglia intitolare il suo Blog la botte piena di vino e piscio del sior braghela.

  25. ornello Says:

    Scommetto che hai un passato da comunista/fascista MD.
    Allora ti spiego il fatto psicologico e perché siete il danno peggiore , voi e quelli che la pensano come voi…non bannarmi , sarebbe inutile soprattutto per te …
    la situazione è questa di questo blog… una persona competente di Severino e in filosofia si è affacciato al tuo blog e ha espresso le proprie opinioni anche con un pizzico di assoluto, proprio per provocare gli astanti imbarazzati più per il proprio assurdo nichilismo che dalle mie parole: li ho, diciamo così, risvegliati da loro perenne torpore. I due poveri sovietici, si quelli lì, il Xavier e la Rozmilla, abituati ad essere rimbambiti dalla mattina alla sera dalla propaganda comunista,hanno da subito cercato di difendere il loro piccolo fortino offendendo lo straniero con insulti e con piscio, e che fa il moderatore ? il partito comunista sovietico? trova subito pretesto , al primo rimbrotto dello sconosciuto, per eliminarlo e dargli il ben servito, con buona pace per la bandiera della pace e risvolti connessi…Una volta ammaestrati i propri accoliti alla violenza , è pretestuoso inneggiare alla pace e bannare, direi assolutamente contraddittorio e che per questo si leva da sé, è auto-negazione in seno a verità.

    firmato il condannato a morte.

  26. md Says:

    signor “condannato a morte” può anche tornare a firmarsi con il suo nome e cognome, tanto non è più nella black list – scriva, dica e faccia un po’ quel che le pare, come le ho già detto altre volte ho altro per la testa che star dietro alle sue tirate
    (il “ben servito” le era stato dato solo quando anche il limite dei commenti offensivi, che già qui non è molto gradito – ma, come si sa, ciascuno ha le proprie sensibilità e gradi diversi di percezione dell’offesa – insomma, quando quel limite è stato superato con minacce: virtuali quanto si voglia, ma pur sempre minacce: in questo caso credo si tratti di qualcosa di un po’ più grave, del turpiloquio, direi anzi di inaccettabile).

  27. md Says:

    ad ogni modo qui si discute da anni, di Severino, ontologia e molto altro, e le discussioni sono sempre state accese, talvolta furiose, mai accomodanti – né io mi sono mai permesso di censurare una qualsiasi opinione (o verità, se preferisce). Ma sono sempre state delle “discussioni”, non altro. E così, per quanto mi riguarda, continuerà ad essere.

  28. xavier Says:

    @ L’ornello
    Traduzione: “Una persona assai competente di Severino e in filosofia, forse anzi la più grande in questo campo,ha espresso in materia le proprie opinioni inappellabili, per risvegliare dal loro letargo le povere menti di questo blog, o almeno quelle non del tutto allineate al rutto della propaganda bolscevica. Questo per senso di generosità e desiderio di estendere a tutti voi, bastardi comunisti, la dottrina della verità. Ci stavate credendo tutti e andava tutto bene, quando i due mentecatti X e R, segaiolo l’uno e finta massaia l’altra, sicuramente due infiltrati del kgb e con la complicità indiscussa dell’ideatore del blog, si son dati da fare a disturbare e a creare scompiglio per far tacere ogni tentativo di illuminare le altre povere menti depresse dalla dottrina sovietica. Ora, si sa come sia abile l’organizzazione criminale di cui sopra nel servirsi di povere menti imbevute di propaganda, tali sono infatti i due in questione, psicologicamente labili perché frustrati da lunghi anni di pratiche indecenti (almeno il signor X), fatto sta che la cosa mi è un po’ sfuggita di mano, e dai paludati discorsi severiniani sono dovuto passare alle vie di fatto, non ancora messe in pratica, ma chissà un domani. Così li ho rimessi al loro posto, le luride bertucce comuniste, e se li incontro alle due di notte sotto un palo della luce, un posto che povrebbe essere anche romantico, ma che si adatta anche meglio a spedizioni purificatrici, beh, allora avranno pane per i loro denti marci, le pisciose guardie rosse dei miei stivali. Per tutto questo alla fine mi son sentito condannare a morte! Con tutte le conseguenze sul piano filosofico per gli anni a venire, e la possibilità che il pericolo rosso si trasformi in certezza! Mi appello all’ordine dei geometri, altro non mi rimane, se non pensare che infine mi sarò sacrificato per amor della filosofia. Viva la verità, abbasso la storia.” Il geometra Ornello.

  29. ornello Says:

    questa volta mi hai fatto ridere, oh, finalmente il xavier che volevo.

  30. rozmilla Says:

    @Xavier: oggi hai raggiunto il punto Gi, o J …
    (poi devi spiegarci dove si trova :-))

  31. xavier Says:

    …Dalle minacce alle lodi, il passo su questo blog é così breve da inciamparci sopra! Comunque, siccome non scrivo mai un rigo senza pensare di potere essere a mia volta canzonato a dovere, mi sarebbe piaciuto “non” essere preso sul serio fin dal mio primo intervento, o per lo meno che a veleno (in fondo dolce) si rispondesse con altrettanto innocuo veleno. Ovvio che non potevo pretenderlo da chi in genere ha un’alta opinione di sé, e per il quale l’ronia, quando non é destinata ad altri, diventa solo occasione di fastidio e di stizza. Tant’é che le reazioni son poi sempre le stesse, qui o altrove: fatti vedere che ti rompo il muso, sei un vile (segaiolo o checca, anche i riferimenti sessuali son sempre gli stessi) prega il tuo dio, è arrivato Sartana, etc. etc. Il sig. Vaglia o chi per esso, ormai i cognomi son così tanti che neanche me li ricordo più, non può essermi odioso in sè, non lo conosco direttamente, e può darsi che “de visu” sia molto più affabile di me. Fatto sta che quello che lui, nello spiegare tra le altre ragioni la sua presenza su questo blog, ha definito “un pizzico di assoluto”, a me é parso immediatamente come l’esibizione di un insopportabile e tronfio senso di superiorità immotivato, data anche la sua non originalissima esposizione filosofica. E allora, come non iniziare a prenderlo per i fondelli? Tuttavia, aldilà di ogni prevedibile e legittima altra reazione al mio modo di canzonarlo, ciò che più ha svelato i liniti del nostro é l’isteria con la quale ha preso cappello, le minacce a cui é ricorso per esibire la propria infrangibilità davanti alle provocazioni altrui, il tono da resa dei conti e le promesse da duro della X Mas che non fa sconti a nessuno. E, questo, caro geometra, ai miei occhi vanifica del tutto ogni altro possibile motivo di stima e di interesse nei suoi confronti.

  32. rozmilla Says:

    … no, Xavier, se devo dire la verità, tutta la verità nient’altro che la verità, il pezzo che hai scritto è un virtuosismo della caricatura e dell’ironia. Qualcuno ti ha dato il materiale, claro, però bisogna avere grande maestria per scrivere sifatte traduzioni, così che anche il soggetto che ci si vede non possa non scompisciarsi dalle risate. Mi son scompisciata pure io 😉
    L’ironia però non è cosa che tutti conoscono, o sanno rivolgerla a sé. Me un pochino ha imparato (da te) ma hai voglia la strada che c’ho … parecchia, parecchia.
    Gran ciambellano maestro d’ironia, m’inchino e faccio tanto di cappello con le piume sfiorano l’impiantito … 😀

  33. rozmilla Says:

    errata corrige: CHE SFIORANO … eccetera

  34. xavier Says:

    @ Rozmilla
    Grazie per le (un po’ esagerate) attestazioni di stima, piuttosto ricordati di non fare tardi alla prossima riunione del kgb, che devo sempre giustificarti davanti al commissario politico, che alla fine non mi crederà più: per molto meno in tempi andati si finiva in Siberia, lo sai bene!

  35. rozmilla Says:

    E lo so, ogni volta arrivo in ritardo, fra una commissione e l’altra mi cresce una barba che manco il barbuto di Treviri. È così che faccio tardi, prima di uscire devo strapparmi i peli, i soliti i peli del bene che spuntano non so a far che.
    Hola chico. Después agua en la boca y hasta la revolución, siempre!

  36. filosofiazzero Says:

    Severino ha copiato, complicandolo, il pensiero di René Guénon,
    “La crisi del mondo moderno”

    Tra l’altro, passando ad altro, nell’articolo di Severino (il corriere della sera)di oggi, si legge:

    “Perché voler porre limiti assoluti alla potenza della tecnica è soltanto una follia nichilista”

    …”dal momento che ogni ente è eterno, perché è impossibile che non sia, anche l’ambiente umano eterno”

    Bastava solo dire, per non farla tanto lunga, la materia (per quello che ne sappiamo e qualunque forma essa assuma) è eterna, Stop.
    Invece che di questi enti, essenti, eterni, eccetra!

  37. Alessandro Vaglia Says:

    … ma Severino non ha parlato di materia, ha parlato esplicitamente di “ambiente umano” , ente diverso dall’ente “materia”…ha parlato di quell’ente che qualcuno drammaticamente nel post di Amour ha definito di “devastazione”… poi le due frasi con la sua conclusione Filosofiazzero non hanno un nesso logico, la prima non si collega per nulla alla seconda virgolettata, non capisco quindi la sua sintesi finale è per la prima o è per la seconda ?

  38. Alessandro Vaglia Says:

    Vuoi leggere davvero fra le pieghe dell’articolo filosofiazzero, beh allora cerca di capire Severino che vuole rimanere nella storia, per timore di non esserci già e che cerca con i vari riferimenti ai suoi critici più o meno accesi, di spegnere quelle poche fiammelle ancora accese che drammaticamente non hanno inteso e non vogliono intendere sua filosofia, un poco come voi che parlate a vanvera della filosofia di Severino , ma, assolutamente non l’avete compresa, proprio un poco come voi…. ( non prendetevela , non bisogna mai prendersela per verità, ma le cose stanno proprio così)

  39. Alessandro Vaglia Says:

    …per capire l’altro bisogna per davvero capirlo…

  40. Ragusano Says:

    Per capirlo davvero Filosofiazzero bastano queste poche parole.
    Il destino è l’apparire dell’esser sé dell’essente il suo contraddittorio è l’esser altro.

  41. filosofiazzero Says:

    …quindi (io capisco)il DESTINO è l’apparire dell’esser sé dell’essente.

  42. Ragusano Says:

    Se hai chiaro cosa sia il destino per Severino allora lo hai capito, sai cosa significhi destino?

  43. Ragusano Says:

    Nei miei scritti ‘destino’ significa ciò che sta (de-stino) già da sempre manifesto, e nella cui luce già da sempre l’uomo si trova. Il destino si mantiene libero dalla dominazione dell’Occidente.[…]

    Il destino vede che ogni essente è ed è impossibile che non sia. Vede che ogni essente è eterno: ogni istante e il contenuto determinato di ogni istante, ogni cosa, situazione, aspetto, forma, sfumatura, relazione, sostanza, ogni materia e ogni pensiero, ogni gesto, ogni verità e ogni errore, e la stessa Follia estrema dell’Occidente, ogni gioia e dolore, e la presenza stessa, l’apparire, il manifestarsi di tutti gli essenti. Ogni essente è eterno: non come è eterno Dio, rispetto alla non eternità delle cose divenienti del mondo; e nemmeno come è eterna la potenza della verità assoluta che domina il divenire delle cose.

    L’eterno non è la potenza sovrastante del padrone; perché tutto è eterno. Non vi sono servi; non c’è nemmeno un padrone.

    Il destino vede infatti che pensare che l’essente esce e ritorna nel niente, significa pensare che l’essente è niente. Il destino pensa l’impossibilità che l’essente sia niente. Questo stesso pensiero, che pensa l’eternità di tutte le cose, è eterno. Circonda la storia della Follia dell’Occidente e dei mortali, come il cielo circonda tutti coloro che non lo guardano. Nella nostra essenza più profonda noi siamo il cielo. -Emanuele Severino-

  44. filosofiazzero Says:

    …il destino è quello che non può essere altro che così com’è, in quanto destino (credo io)

  45. filosofiazzero Says:

    …il cielo (io penso) circonda tutti, che lo guardino o meno

  46. Ragusano Says:

    Quando Severino dice che il cielo circonda tutti coloro che non lo guardano intende per metafora che il tutto non afferrabile, il cielo, appare come già da sempre visibile e compreso, ciò che non è compreso non esiste dice appunto quello che dici nella tua ultima… Allora lo hai capito in profondità e non è questo già di per sé bello ? Secondo te il nulla è compreso ?

  47. Ragusano Says:

    È se il nulla non vi è compreso, perché aver paura della morte ?

  48. Ragusano Says:

    Perché anche la paura è un eterno, ciò che non è eterno è il nulla nel significato che vorremo per nichilismo dare al suo significato.

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