Socrate a San Diego

01_backgroundBryce_Johnson

Nel celebre ritratto – plastico ed antioleografico – che Hegel ci consegna di Socrate nelle sue Lezioni berlinesi, il filosofo tedesco parla ad un certo punto di “raffinata urbanità attica”. Quell’espressione ha sempre stuzzicato il mio immaginario, tanto da cercare di rappresentarmi praticamente (non solo teoreticamente) a cosa alludesse Hegel e se ciò corrispondesse o meno alla realtà ateniese del V secolo a.C.
A sentir lui, si tratterebbe della «capacità di muoversi liberamente nelle relazioni più libere, una loquacità aperta ma sempre vigile che, mentre ha una sua intima universalità, allo stesso tempo sa cogliere il giusto vivo rapporto con gli individui e con la situazione, in cui essa si muove». I dialoghi socratici sarebbero pertanto «da annoverarsi tra i modelli più perfetti di questa cultura fine e socievole» (Lezioni sulla storia della filosofia, La Nuova Italia, vol. 2, p. 52).
Ora, io non so se gli americani siano capaci di “raffinata urbanità” o di “intima universalità”, ma certo non si può dire che manchino loro gentilezza e socievolezza.
Nel settembre del 2004 mi trovavo a San Diego, in California, e ricordo bene una mattina presto in cui ero uscito a passeggiare sulla spiaggia, per ammirare, sullo sfondo dorato dell’oceano sfiorato dai primi raggi del sole, i surfisti che prima di andare in ufficio vanno a sfidare le onde. Uno spettacolo impagabile. Ma fu una donna che incontrai, e che stava passeggiando come me, a colpirmi: mi si rivolse con un sorriso radioso che mai più scorderò, e mi augurò buona giornata. Good morning!, le risposi con la mia pessima pronuncia e le sorrisi, di certo con un angolo della bocca piegato per lo stupore.
Da Atene a Berlino, passando per gli States fino alla provincia lombarda… Da qualche tempo nelle mie passeggiate e peregrinazioni per campi e boschi, ho adottato il metodo gentile e urbano della signora di San Diego, ottenendone in cambio reazioni estremamente variegate e degne di nota: dal grugnito all’accenno di sorriso, dallo stupore alla mano che si scompone, dalla risposta imbarazzata al (rarissimo) saluto altrettanto franco, garbato e urbano. Sto anzi catalogando, con acribia sociologica, tutte le reazioni.
Sarà che siamo in provincia, ma non credo che nelle nostre metropoli ci si guardi in modo più gradevole e aggraziato. Sarà che ciascuno si trova “perso dentro i fatti suoi” e non ha nessuna voglia di farsi contaminare anche solo da un minimo cenno di apertura di credito nei confronti della giornata a venire…
Però sarebbe proprio bello imparare dal Socrate hegeliano.
Anche se in verità mi accontenterei dell’oceanico Good morning della gentile signora di San Diego, California, USA.

Annunci

Tag: , , , , , , , ,

3 Risposte to “Socrate a San Diego”

  1. rozmilla Says:

    però dipende dall’ora …
    e a quest’ora è più adatto dire good afternoon … 🙂

    – o forse già … good evening?
    (quasi ci siamo)

  2. xavier Says:

    In giro per i monti capita spesso di incontrarsi fra gente sconosciuta, e di salutarsi (quasi) sempre, un segno di gentilezza, ma anche una sorta di rituale reciproco riconoscersi fra umani in tanto spazio disabitato. Quando arrivano i “cittadini”, specie se in gruppo, li riconosci subito, fra gli altri, da un particolare: non salutano quasi mai.

  3. San Diego hypnotherapy Says:

    San Diego hypnotherapy

    Socrate a San Diego | La Botte di Diogene – blog filosofico

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: