Al galoppo

Segantini - cavallo al galoppo

Senti un po’:
se un giorno non potessi più galoppare?
Mi accontenterei di correre.
E se un giorno non potessi più correre?
Allora avanzerei con passo rapido e deciso.
Ma se un giorno non sapessi più nemmeno avanzare?
Mi limiterei a camminare.
E se azzoppassi?
Arrancherei, che altro potrei fare?
E se un giorno – senti bene – oltre che galoppare, correre, avanzare, camminare non potessi più nemmeno pensare?
Allora abdicherei e desidererei solo di morire, all’istante.

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13 Risposte to “Al galoppo”

  1. RobySan Says:

    Si riesce a desiderare anche senza pensare?

  2. md Says:

    Suppongo che il desiderio venga immediatamente prima del pensiero e che sia ben piú robusto e strutturato. Tuttavia la ragione puó decidere di spegnerlo con un clic. Per lo meno ne ha facoltá.

  3. RobySan Says:

    Volendo ascrivere il desiderare e il pensare entrambe ad attività della mente, diciamo che il desiderare è pre-riflessivo, scaturisce dal “profondo” (cosiddetto, direbbe filosofiazzero), mentre il pensare è attività più prettamente corticale (dal punto di vista del “substrato anatomico”: non sono lì a caso gli assoni, afferenti ed efferenti, tra corteccia e ciò che ne soggiace). Per questa ragione accetto volentieri che si possa desiderare preterinzionalmente e al di là del pensare. Che il pensiero possa spegnere il desiderio con un clic, è cosa che mi lascia alquanto dubbioso. Perché nel nostro mucchio di neuroni, più che interruttori abbiamo commutatori (ma questa è una sortita da mero materialista!).

  4. md Says:

    Lo spegne quando, materialisticamente o stoicamente, a piacere, risolve il dilemma cercando una vena del proprio corpo…

  5. filosofiazzero Says:

    RobySan.:

    …anche secondo me c’è un (cosiddetto) profondo che precede e procede per conto suo, da se stesso, e dal quale non siamo mai liberi (cosiddetti). Anche darsi la morte, come ultima risorsa, ne è una prova ulteriore, ma almeno, poi, tutto finito (Severino permettendo)…

  6. carla Says:

    il desiderio fa parte del pensiero, non viene ne prima ne dopo…
    quindi, sapendo che l’uomo, senza il desiderio, è vivo per metà, , consideriamolo già morto.

  7. beniamino (@GiuseppinoSc) Says:

    pensare come si intende nel senso comune è qualcosa di troppo materiale e troppo vicino ai sensi e al tempo dell’ orologio. Il desiderio è la forza trainante della nostra vita e quindi è una cosa necessaria però esso non esclude la possibilità di andare oltre il necessario. Può esistere anche il mondo del possibile che ingrandisce di molto il nostro universo e lo rende anche più bello più giusto più umano. Il gioco sta nel riuscire a staccarsi dal pensiero troppo legato alla realtà materiale e quindi ai nostri sensi e
    pensare in modo diverso più sganciato anche linguisticamente.

  8. filosofiazzero Says:

    …tutto è sempre agganciato insieme all’insieme(o no?)

  9. RobySan Says:

    …ecco, mi ci voleva: “pensare in modo diverso più sganciato anche linguisticamente”. Cioè, nella misura in cui, impostando un discorso di un certo tipo, e analizzando le istanze del concreto, e cioè nella prassi, e cazzo: passami lo spinello che ho perso il filo!

  10. beniamino (@GiuseppinoSc) Says:

    insieme è fatto da oggetti differenti anche eterogenei ma distinguibili anche parzialmente bisogna mettersi d’ accordo su cosa si intende per insieme. Però a quanto pare è molto difficile dire cosa è un insieme tanto che in matematica lo si accetta come concetto primitivo , e vale per costruire oggetti di cui esso e parte e non c’ è alcun oggetto che è parte di un insieme. Ma questa è matematica anche se elementare. Però anche se non si riesce a dare alle idee la giusta forma linguistica non vuol dire che non esistono. Esisteranno in altra forma, così come le soluzioni di alcune equazioni che non sempre si possono trovare alcuni le anno cercate in altre forme con ottimi risultati, quindi il punto è quello di andare a cercare le cose nel luogo giusto e non in altre parti…..

  11. beniamino (@GiuseppinoSc) Says:

    scusate l’ errore di grammatica anno che va scritto con la h perchè è un verbo ma il discorso è un’ altro. Perchè ormai anche la scrittura con la tastiera sta cambiando il nostro modo di pensare perchè il ritmo dei pensieri è molto più veloce della scrittura scritta e molte volte si fanno degli errori di ortografia quando non si usa il correttore automatico che è diventato una estensione del nostro cervello quindi il nostro cervello può considerarsi parte mente- computer e formano un insieme oppure no. Alcuni parlano che le nuove tecnologie stanno pian piano facendo parte del nostro essere e quindi un corpo otre che di carne ed ossa bisogna intenderlo fatto anche di ferro e anche di programmi……

  12. md Says:

    vero beniamino, trattasi ormai di estensioni del corpo, di protesi a tutti gli effetti; comunque la forma-blog consente ancora un minimo di respiro in più, non essendo una chat o un social network, bensì un diario dove la scrittura (e l’eventuale discussione) mantengono una loro centralità

  13. beniamino (@GiuseppinoSc) Says:

    la filosofia è dentro la mente di ogni persona anche se in molti non lo sanno e acquista forme diverse dalle più banali alle meno banali.
    Io per esempio quando ho preso in esame tale concetto è stato a scuola dove mi fu detto che la filosofia poteva significare tante cose di cui una delle quali era l’ amore per la conoscenza. Allora capì che bisognava capirne di più e così ho fatto ho preso i libri di filosofia e ho iniziato a leggerli poi ho iniziato a fare delle domande alla prof e parlando con lei ne ho capito di più. Lei la prof mi disse però che quello che stavo facendo io non era propriamente capire la filosofia ma studiare il pensiero filosofico cioè la storia della filosofia che è qualcosa di diverso, ma era un passaggio necessario per capire meglio le cose e quindi ho seguito il suo consiglio.
    poi studiando i pensieri dei vari filosofi mi sono reso conto che la filosofia era qualcosa di diverso di ciò che io avevo pensato. Allora ho iniziato nel mio piccolo a fare qualche pensiero filosofico e confrontarmi con la prof. Inizia a farmi domande su cosa possa essere il tempo al di la di quello che misuriamo con l’ orologio
    e ho visto che il tempo non può essere una sequenza di istanti tutti uguali come viene comunemente inteso. E’ vero se uno deve andare a lavorare e deve fare 8 ore di lavoro allora lo misura con un misuratore e basta ma se uno vuole misurare per esempio la sua evoluzione intellettuale allora si rende conto che l’ orologio non basta ho visto che la nostra mente poggia sulla memoria che racchiude tanti fatti non legati in successione temporale molte persone anziane per esempio ricordano molto bene fatti accaduti decine di anni prima che fatti accaduti il giorno prima. Questo perchè per la loro mente è più importante fare così. Ma al di la di questo io credo che il tempo nasce con la mente è una forma che la nostra mente da ai fenomeni che accadono al mondo esterno. Il modo di intuire cosa è il tempo è una discriminante per gli esseri viventi più lo si formalizza per così dire più si è avanti evoluzionisticamente parlando……….

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