Caro Goffredo Guglielmo Leibniz, mi chiedo come ad una mente eccelsa come la tua sia potuta venire in mente una simile sciocchezza…

…quel pensiero, cioè, che ti spinse a scrivere circa tre secoli fa: «Se noi potessimo intendere abbastanza l’ordine dell’universo, troveremmo che esso sorpassa tutti i desideri dei più saggi, e che è impossibile renderlo migliore di quello che è».
Ora, io, dal mio monadicissimo punto di vista (quello stesso che contribuisce all’armonia, alla varietà, alla molteplicità delle prospettive, e che è “specchio vivente, perpetuo, dell’universo”), penso che non solo questo non è il migliore dei mondi possibili (e poco m’importa sapere che non è nemmeno il peggiore o che è-quello-che-è-e-non-può-essere-altrimenti, oppure, a seguire, una qualunque delle solenni e consimili minchiate ontologiche).
E attenzione: non dico questo solo (!) perché un numero imprecisato di umani sono oggi crepati in un atto di infinita cosmica assoluta ingiustizia – per di più nello stesso mare che ha visto la nascita di Nostra signora filosofia (cioè di una delle più belle invenzioni di quella ridicola cosa che è la specie umana). Dopotutto sono innumeri gli esseri che, d’un colpo, sono sorti e tramontati nello spazio di un attimo.
Quel che però so e che sento, è che in questo momento avrei solo voglia di urlare al cielo fino a frantumarlo. E anzi, credo proprio che lo farò. Uscirò in questa cazzo di notte padana, attraverserò il solito campo (quello del tarassaco, delle brume, delle lingue di neve, del primo sole e di tutto quanto di bello c’è, esiste, è – e lo è perennemente, eternamente e maledettamente) e poi urlerò fino a sfinirmi e a sfinire l’intera fibra dell’essere.

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6 Risposte to “Caro Goffredo Guglielmo Leibniz, mi chiedo come ad una mente eccelsa come la tua sia potuta venire in mente una simile sciocchezza…”

  1. Marzia Says:

    Carissimo (mi permetto di chiamarti così perché io ti leggo spesso e sei diventato quasi familiare) io penserei, umilmente, che è probabile che il nostro non sia né il migliore né il peggiore dei mondi ma semplicemente l’unico possibile, quello dove c’è lo scempio della vita umana e dove c’è la bellezza della notte e del tarassaco, quello dove ci sono quelli che possono leggere (nel mio caso) o fare (nel tuo caso) filosofia e poesia e quelli che annegano anonimamente dopo una vita di stenti inseguendo l’ultimo miraggio.
    Se così fosse noi abbiamo avuto una gran botta di fortuna a trovarci da questa parte della terra ferma e proprio per questo dovremmo avere la cognizione e quindi il rispetto per il Dolore. Solo da qui può partire il cambiamento. Invece in questo vaniloquio mediatico, dove spesso si esprime assenso o dissenso con “Like” ed “Emoticon”, temo che il messaggio non arrivi chiaramente, se non ad una minoranza di spiriti elevati (che urlano solitari nella notte) i quali, per traverse e casuali vie, hanno imparato sulla propria pelle a percepire o ad “appercepire” l’Altro.

    Sento il tuo essere addolorato per la nostra specie.

  2. filosofiazzero Says:

    …uni-verso di merda! ( il punto di vista di Leibniz, a guardare bene, su questo punto, non è tanto lontano da quello di Spinoza, o dei Presocratici) (se questo potesse servire di consolaziane a qualcuno) (si deve fare quello che si pole fare, non potendo fare altro che quello, ma farlo, però, almeno) ( sennò tenere chiuso il becco)

  3. md Says:

    grazie Marzia, bellissime parole le tue

    @filosofiazzero: il punto di vista di (gran parte dei) filosofi è più o meno lo stesso: concetti spesso incolori, inodori, insapori – e d’altra parte non può che essere così. Lasciano la bocca amara e insoddisfatta (ma la filosofia non è fatta né per com-piacere né per soddisfare, evidentemente).
    Chi aveva creduto che fosse possibile, anziché interpretare, “fare quello che si pole fare”, al momento pare zittito o silente.

  4. giaxplex Says:

    L’ha ribloggato su ontosofiaxe ha commentato:
    gpdimonderose, ha scritto: vuoto e la luce. Il Lingotto quale presenza dell’assenza della classe di Margherita Dotta Rosso , Giacinto Plescia Data: 02/1992 Tipologia: articolo salva nelle mie raccolte | stampa | apri scheda

  5. LexMat Says:

    “L’Universo, Leibniz forse intendeva che è scientificamente il più esatto (forse la troppa matematica ne occultò troppo i sensi) ma Voltaire intendeva bene quando dice che umanamente è il più errato ed ingiusto, per chi poi?”

  6. Lucia Says:

    http://filosofia.uniurb.it/

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