Amletismi – 18

Mirò_Scala della fuga (o dell'evasione)

Sto prendendo maledettamente, esistenzialmente, visceralmente sul serio la questione della critica alla “società della stanchezza”: fare, produrre, pensare, parlare, leggere, scrivere, affastellare idee e plasmare concetti meno – viceversa contemplare, oziare, svagarsi, camminare, poetare, ascoltare musica, bere vino, ri-creare il corpo, passare del tempo con gli amici di più.
Insomma: lavorare meno, vivere di più. Togliere, non aggiungere, levare, non mettere, ritirarsi, non avanzare.

Autore: md

Laureatosi in Filosofia all’Università Statale di Milano con la tesi "Il selvaggio, il tempo, la storia: antropologia e politica nell’opera di Jean-Jacques Rousseau" (relatore prof. Renato Pettoello; correlatore prof. Luciano Parinetto), svolge successivamente attività di divulgazione e alfabetizzazione filosofica, organizzando corsi, seminari, incontri pubblici. Nel 1999, insieme a Francesco Muraro, Nicoletta Poidimani e Luciano Parinetto, per le edizioni Punto Rosso pubblica il saggio "Corpi in divenire". Nel 2005 contribuisce alla nascita dell’Associazione Filosofica Noesis. Partecipa quindi a un progetto di “filosofia con i bambini” presso la scuola elementare Manzoni di Rescalda, esperimento tuttora in corso. E’ bibliotecario della Biblioteca comunale di Rescaldina.

3 pensieri riguardo “Amletismi – 18”

  1. Non sei originale. Sei solo parte della più parte degli individui che compongono quella che tu chiami la società della stanchezza. Perchè non proviamo a chiamarla società della noia? Società di nati stanchi, annoiati senza responabilità. Spesso single, senza figli magari… Perchè ruberebbero loro il ruolo, il posto. Non di lavoro…Di figlio. Filosofia decadente, che puzza anche di morto. Me la sento addosso anch’io… Viva Gaber! Viva Grillo che pretende di cambiarci in questo spirito e farci diventare uomini impegnati..!

  2. @armando ceccon: mai voluto essere originale.
    La noia, tra l’altro, è un buon viatico alla creazione (Dio si annoiava e creò il mondo).
    Non ho figli, ma è come se ne avessi, e parecchi, e non vedo l’ora che prendano il mio posto.
    Infine: mi sfugge il nesso tra Gaber e Grillo – ma, per usare una celebre metafora del primo, se l’impegno è quello professato dai 5S preferisco ritirarmi in campagna (ma poi, ‘sti puristi dell’impegno dove stavano nel 2001, negli anni ’90, negli anni ’80, nel ’77? Io c’ero…).

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