Aforisma 83

Sentirsi corpo tra i corpi, non mente sopra i corpi.

Autore: md

Laureatosi in Filosofia all’Università Statale di Milano con la tesi "Il selvaggio, il tempo, la storia: antropologia e politica nell’opera di Jean-Jacques Rousseau" (relatore prof. Renato Pettoello; correlatore prof. Luciano Parinetto), svolge successivamente attività di divulgazione e alfabetizzazione filosofica, organizzando corsi, seminari, incontri pubblici. Nel 1999, insieme a Francesco Muraro, Nicoletta Poidimani e Luciano Parinetto, per le edizioni Punto Rosso pubblica il saggio "Corpi in divenire". Nel 2005 contribuisce alla nascita dell’Associazione Filosofica Noesis. Partecipa quindi a un progetto di “filosofia con i bambini” presso la scuola elementare Manzoni di Rescalda, esperimento tuttora in corso. E’ bibliotecario della Biblioteca comunale di Rescaldina.

11 pensieri riguardo “Aforisma 83”

  1. Però, a rigore, lo siamo: è proprio la sovraeccitazione della mente (l’immaginazione soprattutto) a farci credere di essere speciali. La mente che sta sopra si immagina di essere padrona e centro del mondo, laddove noi umani siamo esseri tra gli esseri, in questo rigorosaqmente uguali a tutte le espressioni (o modi) della sostanza. Il mio aforisma andrebbe letto all’interno di un’ottica spinozista (ed entro una linea di pensiero che vado sviluppando su questo blog da anni).
    Ciò non toglie che ciascuno sia libero di leggerlo (e criticarlo) come gli pare…

  2. @Carla:
    Cacciari è un filosofo solido e importante, anche se non è nei miei immediati interessi filosofici, e il suo “Labirinto filosofico” s’annuncia come un testo importante. Diciamo che non è un filosofo di facile ed immediata comprensione, e questo vale sia per la scrittura che per le sue conferenze pubbliche (gli eccessivi riferimenti al linguaggio e ai termini filosofici – un po’ in stile Heidegger – possono renderlo involuto all’ascolto o alla lettura).
    Mentre immagino che per Gaarder tu ti riferisca al Mondo di Sofia.
    Ebbene, non l’ho letto.

  3. Cacciari è una persona squisita, ho seguito l’intervista recente da Liili Gruber…

    per quanto riguarda l’ultimo uscito di Gaarder…deve avere un debole per i nomi femminili…si chiama proprio Anna!;-)

    in biblioteca immagino arrivi più tardi

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