Potenze

Tali e tante le questioni in campo da non sapere come stiano (o come metterle) insieme. Ne elenco, a titolo di esempio, alcune che mi sono venute in mente (e che certo non sono né nuove né esaustive):
-fascino nichilista (spesso giovanile) per i fascismi, siano essi jihadismo, suprematismo, razzismo – matrice diversa, ma esito simile
-groviglio geopolitico: ovvero, delle disastrose guerre e dissennate politiche occidentali dalle colonne d’Ercole all’Indo, passando per l’Algeria, la Libia, la Siria, l’Iraq, l’Afghanistan, stati-nazione posticci e in disfacimento, sulle cui macerie nascono i cosiddetti califfati (dilemma: meglio il vuoto, il caos, uno straccio di stato o la “somalizzazione”?)
-naturalmente, l’eterna questione israelo-palestinese
-vero nodo centrale è però quello del ruolo di Arabia Saudita e Iran (sunniti/sciiti specchietto per le allodole della concorrenza in termini di potenze regionali)
-questione economica “locale” (43% del gas e 48% del petrolio mondiale e, pare, 35% dei fondi finanziari stanno nei paesi del Golfo) che quindi diventa immediatamente
-questione economica “globale”: la crisi, le migrazioni, la divisione internazionale del lavoro, le crescenti ingiustizie sociali
-superpotenze: disimpegno statunitense, lontananza cinese, interessi russi, ondeggiamenti europei
-e poi, a casaccio: scontro di civiltà, religione, monoteismo, laicità, cittadinanza, convivenza, alterità, etica minima ed estraneità etica, libertà di espressione, “valori”…

Il rischio, come sempre sull’onda delle notizie e dell’emotività, è quello di sparare a casaccio, semplificare, e prepararsi alla guerra (ideologica, materiale, culturale), anche perché tra i fenomeni sopra evocati si stabiliscono relazioni spesso distorte, derivazioni causali rovesciate, gerarchie fattuali improprie, accostamenti assurdi o iperbolici, ecc.ecc.
Occorrerebbe invece saper mettere “ordine” attraverso un’opera razionale immane ed una potenza concettuale che sia insieme analitica e sintetica – roba da far tremare i polsi.
Gli è che nel mentre si immagina o ci si predispone ed attrezza a tale opera (che non può che essere di intelligenza critica e collettiva) i “fatti” avanzano e ci sovrastano e scompaginano tutti gli assetti, mentali e materiali, come sempre del resto – anche se i “fatti” possono limitarsi a 2 o 3 combattenti postcoloniali di seconda generazione (e facilmente ricolonizzati e fanatizzati da barbuti profeti di sventura) che con un paio di kalashnikov tengono in scacco per giorni una ex-potenza mondiale, nonché patria dell’illuminismo.

Autore: md

Laureatosi in Filosofia all’Università Statale di Milano con la tesi "Il selvaggio, il tempo, la storia: antropologia e politica nell’opera di Jean-Jacques Rousseau" (relatore prof. Renato Pettoello; correlatore prof. Luciano Parinetto), svolge successivamente attività di divulgazione e alfabetizzazione filosofica, organizzando corsi, seminari, incontri pubblici. Nel 1999, insieme a Francesco Muraro, Nicoletta Poidimani e Luciano Parinetto, per le edizioni Punto Rosso pubblica il saggio "Corpi in divenire". Nel 2005 contribuisce alla nascita dell’Associazione Filosofica Noesis. Partecipa quindi a un progetto di “filosofia con i bambini” presso la scuola elementare Manzoni di Rescalda, esperimento tuttora in corso. E’ bibliotecario della Biblioteca comunale di Rescaldina.

1 commento su “Potenze”

  1. E, se non sbaglio, anche patria del razzismo. (la Francia intendo)
    Mi chiedo come mai, noi esseri umani non siamo in grado di considerarci tutti appartenenti alla stessa razza (quella umana) e perché, in nome della ragione (di una qualsiasi ragione e anche di una qualsiasi religione) abbiamo commesso e commettiamo le più grandi bestialità e chiedo scusa alle bestie per aver usato questo termine.

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