Laniakea

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Do quasi sempre uno sguardo alla rivista “Le scienze” (edizione italiana di Scientific American). Il numero di settembre reca in copertina un titolo che non poteva non intrigarmi, ovvero “Il nostro posto nel cosmo”. A voler ben guardare, se qualche forma di vita ultra-aliena arrivasse da un altro cosmo (cosa impossibile oltre che inimmaginabile) farebbe una gran fatica a trovarci. Già non sarebbe semplice trovare la strada per la via Lattea, figuriamoci poi le indicazioni per raggiungere il nostro sistema solare: pur comodamente adagiato nella sua navicella dotata di sopraffini e a noi sconosciute dotazioni tecnologiche, il povero alieno finirebbe di certo per smarrirsi in quell’immenso labirinto stellare denominato Laniakea, correndo il rischio di non poter più tornare a casa, attirato magari in una qualche letale “pozza” di energia oscura.
In hawaiano Laniakea significa “paradiso incommensurabile”, nome con cui si è voluto rendere omaggio ai marinai polinesiani che per primi attraversarono l’immensa distesa dell’oceano Pacifico, orientandosi (come tutti gli antichi navigatori) tramite le stelle. L’immensità di quell’oceano, però, è pressoché incomparabile con le dimensioni che gli scienziati ci prospettano ora: se già centinaia di miliardi di stelle formano una galassia, centinaia di galassie vanno a costituire un ammasso; vari ammassi possono formare un superammasso locale; però non basta, visto che a loro volta i superammassi locali possono far parte di altri superammassi grandi 100 volte tanto – e Laniakea è giustappunto uno di questi supersuperammassi, al momento le più grandi strutture misurabili dell’universo (che magari, domani, saranno solo parti di strutture ancora più grandi, a mo’ di megamatrioske galattiche).
Incommensurabile è senz’altro pertinente (sul paradiso non saprei dire), visto che parliamo di una massa equivalente a circa 100 milioni di miliardi di soli, che misura qualcosa come mezzo miliardo di anni luce, all’interno della quale “il nostro posto” sta in una zona piuttosto periferica, ben lontana dalla zona più affollata e centrale (una sorta di centro-città cosmico) denominata “Grande Attrattore”, ovvero una specie di enorme calamita delle galassie.
A parte il linguaggio (più suggestivo che rigorosamente scientifico) per descrivere tutto ciò, l’effetto-straniamento potrebbe risultare enormemente amplificato (vero è che ci si può smarrire anche solo immaginando quel che non si vede oltre una siepe…). Senonché, appunto, si tratta di fenomeni incommensurabili.
Ad ogni modo, mi diverte molto l’idea che se l’ultra-alieno di poco fa, anziché scomodarsi per venirci a trovare scegliesse di scriverci, nell’indirizzo dovrebbe indicare il nome del pianeta, del sistema solare, della galassia, dell’ammasso, del superammasso locale e – infine – il nome più bello di tutti: Laniakea! Non è mica da tutti stare in paradiso…

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Una Risposta to “Laniakea”

  1. Laniakea — La Botte di Diogene – blog filosofico – leggereecommentareblog Says:

    […] via Laniakea — La Botte di Diogene – blog filosofico […]

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