#200Marx – La borghesia

6. Il bisogno di sbocchi sempre più estesi per i suoi prodotti spinge la borghesia per tutto il globo terrestre. Dappertutto essa deve ficcarsi, dappertutto stabilirsi, dappertutto stringere relazioni. Sfruttando il mercato mondiale la borghesia ha reso cosmopolita la produzione e il consumo di tutti i paesi.
(Manifesto del partito comunista)

7. Le condizioni borghesi di produzione e di scambio, i rapporti borghesi di proprietà, la moderna società borghese, che ha evocato come per incanto così potenti mezzi di produzione e di scambio, rassomigliano allo stregone che non può più dominare le potenze sotterranee da lui evocate (Manifesto del partito comunista)

8. Abolizione della famiglia!
Su che cosa si basa la famiglia odierna, la famiglia borghese? Sul capitale.
Il matrimonio borghese è, in realtà, la comunanza delle mogli.
(Manifesto del partito comunista)

***

La globalizzazione operata dalla borghesia era ben chiara nella mente di Marx fin dal Manifesto del partito comunista scritto a quattro mani con Engels nel 1848, che oltre mezzo secolo prima di Weber affermava che con l’avvento dell’era borghese “ogni cosa sacra viene sconsacrata”, le forze naturali vengono soggiogate, dissodati interi continenti, “intiere popolazioni sorte quasi per incanto dal suolo” – e d’altra parte tale inaudita potenza assomiglia “allo stregone che non può più dominare le potenze sotterranee da lui evocate”, con chiaro riferimento alla figura goethiana dell’apprendista stregone. Disincanto e nuovo incantamento vanno dunque, paradossalmente, di pari passo.
Non a caso la “magia” rinascimentale, anche se in modo qualitativo e non quantitativo, intendeva muovere alla conquista non solo conoscitiva del mondo: sono i poeti e gli ingenui (nonché i morti di fame) a contemplare la natura, essa va semmai domata e conquistata. Fagocitata “brano a brano”.

Anche il “reazionario” Tolkien nell’immaginifico Signore degli anelli ci presenta una visione magico-predatoria del sapere, attraverso la figura protocapitalistica del mago Saruman, il quale (proprio come efficacemente ce lo raffigurava Marx), mentre fa sorgere nuove stirpi dal suolo e, con esse, una nuova era, rade al suolo i boschi, sbanca la terra, devia il corso dei fiumi e desertifica ogni cosa.

La stessa famiglia – la presunta sede degli affetti e della più tenera emotività – è in realtà funzionale ai processi socioeconomici e viene utilizzata dal capitale ai fini produttivi e riproduttivi: lo sfruttamento delle donne è essenziale per l’affermazione della nuova era borghese.

Autore: md

Laureatosi in Filosofia all’Università Statale di Milano con la tesi "Il selvaggio, il tempo, la storia: antropologia e politica nell’opera di Jean-Jacques Rousseau" (relatore prof. Renato Pettoello; correlatore prof. Luciano Parinetto), svolge successivamente attività di divulgazione e alfabetizzazione filosofica, organizzando corsi, seminari, incontri pubblici. Nel 1999, insieme a Francesco Muraro, Nicoletta Poidimani e Luciano Parinetto, per le edizioni Punto Rosso pubblica il saggio "Corpi in divenire". Nel 2005 contribuisce alla nascita dell’Associazione Filosofica Noesis. Partecipa quindi a un progetto di “filosofia con i bambini” presso la scuola elementare Manzoni di Rescalda, esperimento tuttora in corso. E’ bibliotecario della Biblioteca comunale di Rescaldina.

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