Archive for giugno 2018

Filosofia in 100 corti – 23

sabato 30 giugno 2018

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Io penso esiste?

venerdì 29 giugno 2018

Gli scienziati cognitivi Sloman e Fernbach sostengono che l’intelligenza individuale sia sopravvalutata e che il modo migliore per imparare sia pensare insieme agli altri: “quello che succede tra le nostre orecchie è straordinario, ma dipende strettamente da ciò che accade altrove”. A ben pensarci, delle ovvietà.
Io, però, mi spingerei oltre, fino a sostenere che l’intelligenza individuale non esista proprio (e che forse non esiste nemmeno qualcosa come “un individuo”) – tesi radicale che però pone una domanda: quando dico “io penso che”, che cosa sto esattamente dicendo?

Lettera aperta ai compagni di koinè

sabato 23 giugno 2018

joy-of-life

Care compagne, cari compagni,
la prima domanda che mi viene è dove siamo finiti? La seconda: com’è che siamo arrivati a questo?
Mi pare evidente che il processo in corso – un governo che, secondo le categorie tradizionali, si colloca all’estrema destra, sostenuto da un’ampia maggioranza non più silenziosa, anzi piuttosto scompostamente loquace – sia un’onda che al momento appare inarrestabile.
Come ogni onda passerà, ma nel passare non sappiamo che cosa travolgerà, né quali macerie o detriti lascerà sul terreno.
L’impressione generale è che vi fosse una diga, già da lungo tempo crepata, e che ora il livore trattenuto nell’inconscio, e dalle ultime vestigia dell’antico pudore sociale, stia dilagando senza più freno alcuno.
Come sempre succede nelle vicende storiche si tratta anche in questo caso di contingenza: l’accumulo, cioè, di una serie spesso diversa e talvolta contraddittoria di evenienze e spinte sociali che ad un certo punto convergono verso una direzione unitaria.
Il primo governo Salvini de facto – perché di questo si tratta, e non sarà certo l’ultimo – ha fatto da catalizzatore e dato la stura a questo coacervo di tensioni, di malesseri, di disagi che covavano da anni, che già si erano mostrati unificati nell’esito del Referendum del 4 dicembre 2016, e che ora hanno trovato una sintesi. Provvisoria? Fragile? Di cartapesta? Non saprei. L’impressione, però, è che non sia così transeunte e passeggera. La mia impressione è anzi che stia emergendo una vera e propria ideologia comunitaria, sorretta da un crescente senso identitario – la nazione, l’italianità, la sovranità, il popolo – tutte categorie che richiamano un ordine politico di stampo organicistico, che definirei un vero e proprio parabiologismo.
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Quinta passeggiata filosofica

lunedì 18 giugno 2018

Elogio della verditudine
[La passeggiata si è tenuta domenica 27 maggio 2018, presso il parco Castello di Legnano, in collaborazione con la compagnia teatrale Radicetimbrica Teatro]

Consideriamo oggi una parte della natura che costituisce elemento essenziale del camminare, ovvero la vegetazione. Credo sia incalcolabile l’influsso che i colori, le forme, i profumi del mondo vegetale hanno sulla nostra vita (che ovviamente non sarebbe possibile senza le piante) – non solo in termini materiali, ma anche in termini emotivi ed estetici.
Ci occuperemo oggi di quel modo di manifestarsi del mondo vegetale che definisco “verditudine” – la moltitudine di forme che il viandante sperimenta nel suo rapporto col paesaggio.
Lo faremo in 3 brevi mosse, servendoci di Hegel, di Goethe e dell’invenzione contingente (e forse casuale) delle angiosperme.

Partiamo proprio da quest’ultima. È molto probabile che 130-150 milioni di anni fa il mondo fosse grigio e monotono, prima dell’avvento di quella forma vegetale più evoluta (nel senso di complessa, non di superiore) che è rappresentata dalla forma oggi più diffusa, ovvero le Angiosperme: semi vestiti e protetti da un frutto (a differenza, ad esempio, delle Gimnosperme, a seme nudo, o delle piante che si diffondono tramite spore), sistema raffinatissimo dell’impollinazione zoofila – con fiori sempre più grandi, profumati, colorati e attraenti.
Si sarebbe cioè insinuato nel grigiore e nella monotonia precedenti un paesaggio sempre più multicromatico, profumato e ricolmo di frutti e godimento: un vero e proprio giardino (il giardino dell’Eden?).
Tutto grazie al caso e alla contingenza – a voler prendere sul serio le tesi evoluzionistiche.

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Filosofia in 100 corti – 22

venerdì 15 giugno 2018

#200Marx – Il comunismo

sabato 9 giugno 2018

[si conclude oggi la nostra piccola celebrazione del 200° anniversario della nascita di Karl Marx]

26. Nella società comunista, in cui ciascuno non ha una sfera di attività esclusiva ma può perfezionarsi in qualsiasi ramo a piacere, la società regola la produzione generale e appunto in tal modo mi rende possibile di fare oggi questa cosa, domani quell’altra, la mattina andare a caccia, il pomeriggio pescare, la sera allevare il bestiame, dopo pranzo criticare, così come mi vien voglia; senza diventare né cacciatore, né pescatore, né pastore, né critico.
(L’ideologia tedesca)

27. Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente.
(L’ideologia tedesca)

28. Solo nella comunità con altri ciascun individuo ha i mezzi per sviluppare in tutti i sensi le sue disposizioni; solo nella comunità diventa dunque possibile la libertà personale.
(L’ideologia tedesca)

29. Il comunismo non toglie a nessuno la facoltà di appropriarsi dei prodotti sociali; toglie soltanto la facoltà di valersi di tale appropriazione per asservire lavoro altrui.
(Manifesto del partito comunista)

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#200Marx – La rivoluzione

martedì 5 giugno 2018

22. La dialettica è scandalo e orrore per la borghesia e pei suoi corifei dottrinari, perché nella comprensione positiva dello stato di cose esistente include simultaneamente anche la comprensione della negazione di esso, la comprensione del suo necessario tramonto… nulla la può intimidire ed essa è critica e rivoluzionaria per essenza.
(Poscritto alla seconda edizione del Capitale)

23. Se noi non trovassimo già occultate nella società, così com’è, le condizioni materiali di produzione e i loro corrispondenti rapporti commerciali per una società senza classi, tutti i tentativi di farla saltare sarebbero altrettanti sforzi donchisciotteschi
(Grundrisse)

24. Voi inorridite all’idea che noi vogliamo abolire la proprietà privata. Ma nell’attuale vostra società la proprietà privata è abolita per nove decimi dei suoi membri; anzi, essa esiste precisamente in quanto per quei nove decimi non esiste.
(Manifesto del partito comunista)

25. Si rimprovera inoltre ai comunisti di voler sopprimere la patria, la nazionalità. Gli operai non hanno patria. Non si può toglier loro ciò che non hanno.
Tremino pure le classi dominanti davanti a una rivoluzione comunista. I proletari non hanno nulla da perdere in essa fuorché le loro catene. E hanno un mondo da guadagnare. Proletari di tutti i paesi, unitevi!
(Manifesto del partito comunista)