A.I.

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«L’intelligenza artificiale potrebbe compiere un balzo in avanti apparentemente brusco per puro effetto dell’antropomorfismo, ossia della tendenza umana a pensare l'”idiota del villaggio” e “Einstein” come estremi sulla scala dell’intelligenza anziché come punti quasi indistinguibili sulla scala della mente in sé. Tutto ciò che è più stupido di un essere umano stupido può sembrarci semplicemente “stupido”. Siamo portati a immaginare la “freccia dell’AI” in costante ascesa sulla scala dell’intelligenza, la vediamo superare i topi e poi gli scimpanzé, pur restando “stupida”, in quanto incapace di parlare fluentemente e di scrivere saggi scientifici. Solo che ad un certo punto la freccia dell’AI colmerá il minuscolo divario esistente tra l’infra-idiota e l’ultra-Einstein nel giro di un mese, o in un periodo di tempo compatibilmente breve».

(Nick Bostrom, Superintelligenza: tendenze, pericoli, strategie)

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