Un mondo senza di noi

Nella sua visione piuttosto apocalittica, criticando un mondo in cui si fa fatica ad immaginare le conseguenze dell’azione della tecnica, Günther Anders rovescia proprio ľassunto che Marx aveva criticato nella celebre XI tesi su Feuerbach – e che Enzensberger aveva reso con lo slogan il problema non è più trasformare il mondo, ma risparmiarlo. Scrive a tal proposito Anders: «Cambiare il mondo non basta. Lo facciamo comunque. E, in larga misura, questo cambiamento avviene senza la nostra collaborazione. Nostro compito è anche ďinterpretarlo. E ciò, precisamente, per cambiare il cambiamento. Affinché il mondo non continui a cambiare senza di noi. E, alla fine, non si cambi in un mondo senza di noi».
Ma c’è un aspetto ancora più inquietante nella profezia di un mondo senza uomo (che non è però detto che sia peggiore della prospettiva di un uomo senza mondo): mentre i vecchi utopisti, per definizione, non potevano produrre ciò che immaginavano, in quella che Anders definisce la sua epoca finale, l’homo sapiens ipertecnologico non è più in grado di immaginare ciò che produce. È questa discrasia – e la crescente divaricazione tra ľantica coscienza e una superintelligenza meccanica – a costituire il vero dilemma epocale nel quale ci stiamo imbattendo. In tutto questo, ľumanità potrebbe finire per essere concepita come la parentesi di un errore – e però proprio ľerrore diventare la nostra essenza più pura, in bilico tra due abissi temporali dominati dal meccanicismo.

Autore: md

Laureatosi in Filosofia all’Università Statale di Milano con la tesi "Il selvaggio, il tempo, la storia: antropologia e politica nell’opera di Jean-Jacques Rousseau" (relatore prof. Renato Pettoello; correlatore prof. Luciano Parinetto), svolge successivamente attività di divulgazione e alfabetizzazione filosofica, organizzando corsi, seminari, incontri pubblici. Nel 1999, insieme a Francesco Muraro, Nicoletta Poidimani e Luciano Parinetto, per le edizioni Punto Rosso pubblica il saggio "Corpi in divenire". Nel 2005 contribuisce alla nascita dell’Associazione Filosofica Noesis. Partecipa quindi a un progetto di “filosofia con i bambini” presso la scuola elementare Manzoni di Rescalda, esperimento tuttora in corso. E’ bibliotecario della Biblioteca comunale di Rescaldina.

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