Archive for Mag 2019

Una specie di trabocchetto

venerdì 31 Mag 2019

“Provare a immaginare il senso della vita” (Lorenzo)
“I filosofi per rispondere ai perché hanno bisogno di una teoria, cioè avere immaginazione” (Francesco)
“La filosofia è il perché delle cose. Le parole, le frasi, le lettere e il mondo hanno un senso. Tutte le cose hanno un senso” (Martina)
“La filosofia è quando si risponde a delle domande senza risposta” (Aurora)
“La filosofia è una cosa che ti fa capire molte cose ma altrettanto ti chiedi molte altre cose” (Rebecca)
“Una specie di trabocchetto” (Efrem)
“Domande che generano domande” (Emma)
“Sono infinite domande che non finiscono mai” (Antonino)
“Ora la filosofia è per me” (Daniele)
“Perché il perché? (Abdel)
“La filosofia è: una cosa, la vita, un’emozione, è tutto!” (Federico)
“Secondo me la filosofia è: stare lì e pensare ripensare finché non hai risposta” (Aurora)

Infinitamente grato ai bambini delle quinte della scuola primaria A. Manzoni di Rescalda, che ancora una volta hanno deciso di misurarsi con la parola “filosofia” e con quella cosa strana che è la ricerca della verità. Che sempre – almeno a me – fa tremare i polsi e battere forte il cuore.

Filosofia in 100 corti – 39

lunedì 20 Mag 2019

Polvere di stelle

mercoledì 15 Mag 2019

(la traccia del mio intervento introduttivo ad una conferenza di astrofisica sull’Universo in espansione, ultimo di un ciclo di 3 incontri sulle visioni dell’universo nella storia umana)

Avevamo visto come già nella visione di Dante (tolemaica e geocentrica) l’uomo non fosse in realtà al centro, quanto piuttosto in fondo all’universo, nella zona più bassa e più infima. Egli è però chiamato ad innalzarsi ai cieli della divinità, all’empireo – tramite la fede e la ragione.
In epoca moderna il cosmo aristotelico-tolemaico si frantuma per allargarsi all’infinito: Giordano Bruno annuncia gli infiniti mondi nei quali noi siamo sperduti e nei quali non può esserci alcun centro (altrimenti che infinito sarebbe?).
L’infinito, però, deraglia nella visione kantiana: la mente umana si aggroviglia nelle sue contraddizioni (le cosiddette antinomie), per fermarsi ad una sola apparente (soggettiva) certezza: spazio e tempo (lo spazio e il tempo della scienza newtoniana e della geometria euclidea) sono le condizioni imprescindibili della nostra conoscenza della natura. Ogni cosa si muove all’interno di un tempo uniforme che scorre e di uno spazio fisso che ci contiene.
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Il rovello della filosofia

venerdì 10 Mag 2019

Ho ripreso qualche mattina fa, a distanza di 4 anni anni dall’ultimo, uno dei miei tentativi di filosofia coi bambini.
Tempo fa avevo confessato ad una mia cara amica (e a me stesso) di non voler più fare quell’esperienza, per diversi motivi (non ultima una certa stanchezza esistenziale), ma soprattutto per una ragione che non so dire se sia filosoficamente fondata: contribuire ad aumentare la coscienza aumenta anche l’umana potenza distruttiva; non solo: perché pungolare così presto dei bambini di soli 10-11 anni coi rovelli della filosofia, con le domande, con i dubbi, e dunque con una potenziale sorgente di infelicità?
So anche, però, che siamo in trappola, dato che dalla coscienza non si esce e che l’unico modo per porre rimedio ai disastri dell’antropocene e dell’antropocentrismo è comunque la coscienza: una coscienza più accorta e discreta, a basso tasso di narcisismo (ma è pensabile una coscienza umana che non sia narcisista?) – insomma, una coscienza supercosciente, un’autocoscienza responsabile che però non so ancora bene che forma dovrebbe avere e con quali prospettive. Una strada che saranno proprio quei bambini decenni già così incasinati a dover cercare, trovare, percorrere.

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