Archive for ottobre 2019

La bocca di Joker

giovedì 24 ottobre 2019

Premessa: non ho ancora letto nessuna recensione, nessun articolo o post, nessun commento – tranne qualche lamentela social, le solite (abbastanza inutili) sull’effetto-saturazione, che non fanno altro che moltiplicare quell’effetto.
Però ho visto il film due volte, la prima in modo immediato, facendomene soprattutto attraversare ed impressionare, la seconda con un occhio laterale, un po’ più riflessivo e attento.

Dunque, partiamo da un’ovvietà: Joker non è un saggio di antropologia filosofica o di psicologia o di sociologia – Joker è un film, e la prima valutazione non può che essere di tipo estetico.
Non so se si tratti di un “capolavoro” (etichetta inutile, anche perché i capolavori, di qualunque genere o tipologia artistica, richiedono processi lunghi di gestazione, metabolizzazione e sedimentazione nell’immaginario collettivo), però è senz’altro un ottimo film che si regge essenzialmente su due colonne: la prima, l’attore-protagonista, perennemente presente in scena, col suo corpo, il suo volto, la sua bocca, la sua maschera, che si contraggono, si contorcono, si deformano in un flusso continuo di esposizione fisico-emotiva; la seconda, una colonna sonora potentissima, che ricorda l’intensità di alcune scelte estetiche di Nolan.
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7 parole per 7 meditazioni – 1. Meraviglia

sabato 19 ottobre 2019

Cominciamo dalle parole di Aristotele (che in verità non è il primo filosofo ad avvicinare la meraviglia alla filosofia, già lo aveva fatto Platone nel Teeteto : “Ed è proprio del filosofo questo che tu provi, di esser pieno di meraviglia; né altro cominciamento ha il filosofare che questo”).
All’inizio della Metafisica, dopo aver ricordato (nelle prime righe) che tutti gli uomini sono per natura portati alla conoscenza, e che anzi essi amano conoscere, a partire dall’esperienza estetica, sensibile – Aristotele riprende l’espressione platonica e afferma che “gli uomini, sia nel nostro tempo sia dapprincipio, hanno preso dalla meraviglia lo spunto per filosofare”.
Il termine thauma (verbo: thaumazo) si riferisce sia all’oggetto meraviglioso – il portento, il prodigio, il miracolo, anche in senso mostruoso – sia al sentimento che si prova di fronte a quell’oggetto: la meraviglia, l’ammirazione, lo stupore, la sorpresa.
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Afferrare, incorporare

venerdì 18 ottobre 2019

«Così ogni giorno si digerisce e si torna a digerire. Qualcosa di estraneo viene afferrato, sminuzzato, incorporato, e assimilato dall’interno; si vive soltanto grazie a questo processo. […] Gli escrementi, che rimangono al termine del processo, sono carichi del nostro reato. […] È significativo che ci si isoli con essi».
Elias Canetti che riflette sugli atti dell’afferrare ed incorporare, da parte della mano e della bocca, come costitutivi del potere – fa l’operazione scioccante di riportarci all’origine ancestrale di ogni nostro gesto, alla nostra costituzione animale e biologica.
Per quanto edulcoriamo, spiritualizziamo, trasfiguriamo e simbolizziamo – sempre là stiamo: afferriamo forme di vita, le incorporiamo e ci liberiamo delle loro scorie.

Il poeta, il santo, il filosofo

mercoledì 16 ottobre 2019
«Il poeta trova il suo mondo nel proprio petto; il santo sente il vuoto dentro, e volge gli occhi al cielo lontano».
Mentre il filosofo – l’idealista – conclude così: «Io non sono mai io, senza essere tutto in quello che penso; e quello che penso è sempre uno, in quanto vi sono io».
La filosofia, l’idealismo «sublima così davvero il mondo in una teogonia eterna, che si adempie nell’intimo del nostro essere».
(G. Gentile)

Ich bin der Welt abhanden gekommen

mercoledì 2 ottobre 2019

Sono ormai perduto al mondo
Col quale ho anche perduto gran tempo;
Tanto a lungo non ha saputo più niente di me,
Che può pensare ormai che io sia morto!
Ma non mi importa niente
Che mi creda morto.
E non posso neanche contraddirlo,
perché sono veramente morto al mondo.
Sono morto al chiasso del mondo,
E riposo in un luogo silenzioso!
Vivo solo nel mio cielo
Nel mio amore, nel mio canto.

[dai Rückert-Lieder di Mahler – dov’è lui sono io]