Io e gli altri – 5

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Capitolo quarto: critica della ragione bambina

Passiamo finalmente a qualcosa di un po’ più tangibile – accantonando per un momento la questione delle parole, dei concetti, delle idee. Parleremo ora di filosofi – in carne ed ossa – e di teorie (già meno sfuggenti e un po’ più corpose delle parole).

Ovunque acqua
È giocoforza partire con Talete. Già sappiamo che è stata operata una scelta chiara in direzione del lògos, abbandonando la via del mythos. Non di narrare, si tratta, o di affabulare, ma di ricercare le ragioni – dia-logare, innanzitutto tra sé e sé, entro la purezza della propria mente, per poi comunicare e convincere altri della bontà delle proprie ragioni, in forza di un argomentare solido che aspira all’universalità.
Presento subito questa scena filosofica con una sorta di teoria delle teorie e con il gioco del “quale vi convince di più?”.
Oltre alla via del lògos, sappiamo anche che la prima grande questione affrontata dalla filosofia è l’arché. In Talete (e poi in Empedocle) si presenta tra l’altro in una forma molto semplice e materialmente identificabile: l’acqua (e poi, via via, gli altri elementi).
La domanda canonica è: perché l’acqua?
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