Io e gli altri – 9

1

Capitolo quarto: dialogare

Senza il passaggio dello stupore silenzioso e della riflessione individuale, risulta infatti assai più complicato gestire l’intrico della discussione.
Ma è comunque nel dialogo fitto e continuo che si manifesta il vero cuore della ricerca che parte dal domandare, e che trova proprio in ambito dialogico uno strumento ineludibile del filosofare. Se i filosofi hanno bisogno di separarsi in una certa misura dagli altri per prendere le distanze dall’ovvio e le misure della conoscenza – i bambini imparano a filosofare anche, se non soprattutto, misurandosi con gli altri.
Io e gli altri era una parte della premessa gnoseologica – gli altri e io è il reciproco metodologico ineludibile: la domanda non è solo gustosa come la ciliegia che richiede subito di assaporarne un’altra, è anche ciò che rimbalza di continuo da un io all’altro, da una mente all’altra. È come se esistesse uno specifico neurone-specchio del ragionare comune e del ricercare insieme. La riflessione collettiva, a voce alta, è stata, e continua ad essere, l’esperienza più ricca ed esaltante di questi 6-7 anni di esperienze di filosofia con i bambini.
La “cooperazione linguistica” di cui parla Paolo Virno, aggiornando alla nostra epoca il concetto marxiano di general intellect – sulle tracce dell’aristotelico ed averroistico intelletto attivo – si origina molto presto: un chiaro caso di precoce induzione della filogenesi sull’ontogenesi.
Continua a leggere “Io e gli altri – 9”