Io e gli altri – 11

1

PARTE QUARTA – MATERIALI: RESOCONTI DELLE ESPERIENZE

In questa sezione saranno le parole e i ragionamenti dei bambini ad essere protagonisti pressoché esclusivi: se non si tratta di un “filosofare-da-sé” poco ci manca, poiché una volta innescato, il gioco filosofico assumerà una sua propria fisionomia che, al di là di alcuni temi inevitabilmente ricorrenti (l’origine di tutte le cose, il senso della vita e della morte, il male e la felicità) produrrà dinamiche di gruppo, discussioni e possibili soluzioni di volta in volta diverse e imprevedibili.
Ho però rimescolato le carte, seguendo non tanto un criterio cronologico e neppure dividendo i materiali per gruppo, bensì piuttosto per sezioni tematiche o tipologie delle esperienze.
Se quanto è emerso dalle ricerche, dalle discussioni e dalle scritture è in buona parte servito come base per le tre parti precedenti, rimane comunque la sensazione di alcuni giacimenti non sufficientemente indagati, soprattutto dal punto di vista psicologico e dell’interazione sociale.
Ho infine cercato, per quanto possibile, di restituire l’immediatezza e la genuinità del linguaggio e delle voci dei bambini (questo si vedrà soprattutto nei verbali degli incontri), intervenendo solo in rari casi per mere ragioni di leggibilità.

***

1. La parola “filosofia”

In questo primo gruppo di trascrizioni i bambini erano chiamati a scrivere sul lato A del foglio la loro definizione di filosofia al termine del ciclo.

«La filosofia per me è un gruppo, “un’attività” che ti aiuta ad approfondire le cose, es. cos’è la felicità, perché si chiama felicità… quindi entrare dentro l’argomento». (Ardita)
«La filosofia è uno studio mentale dove ci sono tante idee». (Andrea)
«Filosofia per me vuol dire: ragionare su ragionare su ragionare e ottenere il risultato che volevi ottenere». (Andrea S.)
«La filosofia è uno studio mentale e anche difficoltoso». (Cristoforo)
«Secondo me la filosofia è concentrazione». (Alice)
«Secondo me la filosofia è una specie di materia; si impara e si scoprono “cose” nuove ma in modo più filosofico cioè specifico, si imparano anche “cose” storiche e scientifiche». (Noemi)
«Secondo me la filosofia è conoscere e scoprire perché da delle domande che sembrano facili siamo arrivati a degli argomenti difficili». (Martina)
«Secondo me la filosofia è uno studio dove si fanno domande tipo “Esiste Dio? Chi ha dato alla luce il mondo? Qual è lo scopo della nostra vita?”». (Nicholas)
«Secondo me la filosofia è: uno studio, una sapienza, una conoscenza su un oggetto, una persona, una malattia, una sostanza, un argomento che hai incontrato nella tua vita». (Maurizio)
«Secondo me la filosofia è un argomento in cui si fanno delle domande, su altri argomenti e a queste domande si cerca di dare una risposta». (Paolo)
«Secondo me la filosofia è diciamo una materia dove ci si chiede il perché di ogni cosa». (Giada)
«La filosofia è una specie di materia, che ti dà una risposta a una domanda molto difficile, che non sa nessuno, questa materia è molto difficile». (Elisa)
«La filosofia sono domande che persone (filosofi) si fanno e cercano di capire il senso». (Michela)
«La filosofia è una cosa che si discute insieme per capire le cose che noi diciamo». (Nicole)
«Per me la filosofia è un modo per approfondire le conoscenze, le cose nuove». (Luca)
«Per me vuol dire lo studio della vita sulla terra». (Simone)
«Per me la filosofia è un modo di comunicare con altre persone per sapere qualcosa in più, scoprire cose nuove su qualsiasi argomento». (Maria)
«È una cosa molto importante perché certe volte ti fa ricordare delle cose e delle persone che esistevano prima di noi». (Elisa)
«La filosofia è essere l’amico del sapere e cercare di scoprire insieme pensieri, rispondere a domande in cui nessuno ha mai risposto». (Sabrina)

Mentre sul lato B avrebbero dovuto segnare la parola, il concetto, l’idea che più li aveva colpiti: nove bambini hanno scritto “felicità”, tre “nulla”, mentre singolarmente sono state indicate le seguenti parole: “niente, essenza, fede, senso, amicizia, vita, interiorità, credere”.

***

Con questa classe, invece, il lato A e il lato B sono stati compilati a distanza di un mese, ad inizio e a fine ciclo. Li riporto entrambi, per ogni bambino:

Sofia
A. La filosofia consiste nello studio del cosmo (mondo). La filosofia si fa tutti i giorni, normalmente pensando, quindi siamo tutti filosofi.
B. La filosofia è molto diversa dalla fede perché è farsi ipotesi e continuare a studiare, invece fede è credere, non pensare. Descrivo questi incontri interessanti.

Loris
A. Filosofia secondo me vuol dire pensare e sapere molto.
B. Io penso che la filosofia è interessante ma faticosa perché su certe domande c’è la risposta, invece su altre tipo come o perché è nato il mondo è impossibile.

Lancine
A. È la curiosità di certi esseri viventi.
B. La filosofia è il pensiero, la mente e tutto ciò che c’è nella vita.
(parola-chiave: destino)

Manuel (che probabilmente ha mescolato i due lati)
A. Niente, inizio fine, inizio fine inizio. È un’impressione. Caos Tutto.
B. Interessante. Efficace. Normale. Bello. Va subito al sodo. La amo.

Sebastiano
A. Dentro filosofia c’è la parola fantasia.
B. Filosofia: si pensa tante cose, cioè pensare la filosofia. Creazioni, cioè: acqua, terra, fuoco, aria, vento.

Rosa
A. La filosofia è la storia, il passato, il presente, il futuro.
B. La filosofia è una storia che non finirà mai, ed è una scoperta bellissima.
(parola-chiave: destino)

Stefano
A. La filosofia secondo me è pensare e ragionare, magari su delle parole.
B. Filosofia è tutto, si parla di tutto, e ragiona molto per arrivare a poco, anche bisogna avere l’intelletto. In questi incontri mi ha colpito molto destino.

Mattia
A. La filosofia è una teoria che può venire in mente a tutti, infatti tutti siamo filosofi.
B. La filosofia comprende tutto tranne la fede, ci sono filosofi che dicono teorie contrastanti,
La parola che mi ha colpito di più è… caso.

Arjuna
A. Mente, fantasia, pensieri, immaginazione, idee, probabilità, esperimenti, libertà, concentrazione, ispirazione, intelligenza.
B. Libertà, cosmo, caos, caso, intelligenza, parola, destino, costruzioni, esperienza, creazione, 4 elementi, atomi.
Parola-chiave: libertà.

Alice
A. Secondo me la parola filosofia significa pensare, quindi siamo tutti filosofi.
B. Mi è piaciuto molto scoprire la teoria dei filosofi. La teoria più adatta secondo me è quella di Democrito, che parla degli atomi.

Alessia
A. Per me la filosofia è un gruppo di persone che ragionano su degli argomenti vari, i primi filosofi sono stati dei greci (es. Pitagora).
B. Io credo che la filosofia sia come una stella, perché la stella è piena di misteri e di verità, con persone che ci ragionano.

Lorenzo
A. Secondo me la filosofia è un lago di pensieri, una persona, un modo di pensare. Tutte le persone che pensano sono filosofe. La filosofia è come se fosse la risoluzione di un problema, tipo Talete pensava che l’universo sia nato dall’acqua, anche Pitagora è stato un grande maestro di matematica.
B. Secondo me questi sei filosofi hanno ragione tutti, però le loro idee devono essere mescolate. La filosofia è un modo di pensare, scoprire, rispondere e capire, grazie alla filosofia si risolvono i problemi.
La parola è il pensiero.

Martina
A. Per me la parola filosofia vuol dire scrivere-pensare. Perché quando si fa filosofia si pensa e certe volte si scrive.
B. Mi è piaciuto tanto parlare della filosofia e delle altre cose; è stato moto bello e interessante, ho scoperto tante cose che non sapevo e ora so, è stato divertente.

Giorgia (che non era presente o non ha scritto nulla al primo incontro)
B. La filosofia è un modo di pensare, chiunque può fare filosofia.
Non serve proprio un’intelligenza, l’intelligenza si crea, man mano che si continua a pensare, è un po’ la scienza del pensiero, in cui ognuno è libero di pensare ciò che vuole senza mettersi d’accordo con nessuno.
Parola-chiave: pensiero.

Mahdi (che ha compilato solo il lato B)
La filosofia è una materia dove dentro c’è tutto, Non c’è la libertà, la filosofia apre la mente, la libertà non serve il destino. Dentro la filosofia c’è l’essere.

***

Concludo con una scelta sparsa di “lati B” presi da altri gruppi:
«Credere significa una cosa che crediamo ma non è detto che è vera e sapere è una cosa certa» (Giulia)
«Per me filosofia sono i miti che non esistono perché è fantascienza e il big-bang non si sa se esiste, ma gli scienziati ci studiano» (Mirko)
«Filosofia è molto diversa dalle altre materie perché parla di tutto, e anche perché bisogna capire il significato delle parole» (Raky, la sottolineatura è sua)
«Filosofia vuol dire tutto, discutere su una cosa che non è certa. Farsi delle domande e cercare di capire la risposta » (Sofia)
«Filosofia secondo me è domande che a volte non hanno risposte, come qual è il vero senso della vita? Questa domanda non ha risposta» (Alice)
«È un lungo filo indistruttibile che ha dentro un’infinità di conoscenze che vanno avanti nel tempo» (Riccardo)
«La filosofia è un modo di essere di una persona: quando una persona ha compiuto un atto molto bello vuol dire che è una persona che ha a che fare con la filosofia» (Eleonora)

***

2. Un elenco di domande tipiche

I bambini di una classe, all’inizio del ciclo, sono stati sollecitati a spaziare sulle domande, partendo dall’assunto che “non esistono domande banali o stupide, tutte sono intelligenti e tutte meritano attenzione”. Le riporto così come sono emerse; per parte mia mi sono limitato a classificarle: va da sé che alcune domande sono trasversali e non riducibili ad una sola sfera del sapere.

Tipo scientifico-cosmologico:
-Da che cosa deriva la materia?
-Perché il tempo cambia?
-Che cos’è la vita? Come si sono formate le prime cellule?
-Perché siamo fatti così?
-Se noi proveniamo dalle scimmie, le scimmie da dove provengono?
-Come si è formato l’universo, la terra?
-C’è qualcun altro nell’universo? Oltre a noi c’è vita nell’universo?
-Da cosa è formato il nucleo?
-Perché nello spazio non si può respirare? Perché nello spazio non c’è gravità?
-Qual è stato il primo uomo sulla terra?
-Davvero l’universo è infinito? C’è un universo parallelo?
-Esistevano i draghi?
-Il mondo quando cadrà?
-Da cosa è nato il Big Bang?
-Perché la Pangea si è staccata?
-Come mai il mondo è tondo?
-Perché le api hanno bisogno di punger le persone?
-Come mai il cielo è azzurro?
-Se il mondo si fermasse cosa succederebbe?

Tipo religioso
-Chi o cosa ci ha creato?
-Perché non abbiamo scelto noi il fato?
-Perché le persone per essere complete devono credere in qualcosa di più alto di loro?
-Con che cosa si è formato Dio?
-Esiste l’inferno e dove? E il paradiso? E Satana?
-Esistono gli angeli?
-Dio esiste o no?
-Perché Dio ci ha voluti creare?

Tipo etico-antropologico
-Perché siamo così e non cosà?
-Come abbiamo fatto a capire fin dall’inizio di avere fame e sete e di conseguenza ci siamo procurati l’occorrente?
-Perché ogni persona ha un carattere diverso? Perché siamo diversi?
-Perché tra due persone può nascere l’amore eterno? Come mai l’amore non ha mai fine?
-Perché non siamo nati prima scimmie e dopo un anno come siamo adesso?
-Come mai tante persone hanno bisogno di credersi belle?
-Perché nel mondo ci sono tutte queste guerre?
-È più importante la console o giocare con gli amici?
-Perché l’Italia è piena di extracomunitari?
-Qual è l’età giusta di quando si può morire?
-Perché moriamo?

Tipo filosofico:
-Perché siamo nati? Perché l’uomo esiste? Perché vivo? Perché esistiamo? Perché siamo al mondo? Come mai esistiamo e perché?
-Dopo il nulla cosa c’è? Ancora il nulla?
-Come facciamo a ragionare e a pensare?
-Chi ha inventato il mondo? Come hanno fatto a sapere chi ha inventato il mondo?

***

3. Perché esistiamo?

Veniamo ora alle risposte che lo stesso gruppo di bambini ha provato a dare alla domanda cruciale “Perché esistiamo?”, che tra l’altro era stata quella più gettonata ad inizio ciclo.

Federica: Secondo me esistiamo perché le scimmie si sono evolute, e con questa trasformazione noi esistiamo. Però nessuno può sapere perché esistiamo.
Alessandro: Noi esistiamo perché Dio ci ha voluti e grazie anche ai 4 elementi che hanno trasformato la terra. I quattro elementi sono acqua, aria, terra, fuoco perciò noi viviamo.
Paolo: Secondo me è tutta opera del destino.
Melissa: Perché quando si è creata la terra, si sono creati anche gli esseri viventi e quindi l’uomo.
Matteo: Perché se no il mondo sarebbe deserto. Perché Dio si sentiva solo.
Mattia: Per errore della natura, siamo uno scherzo della natura, siamo nati per puro caso. Oppure perché ognuno di noi deve lasciare un pezzo di storia sul suo cammino, un’orma sul suo lungo percorso.
Daniele: Perché prima eravamo topi e piano piano siamo diventati uomini e così è nata la donna e hanno generato altri esseri umani.
Giorgio: Per me siamo stati creati per portare avanti il mondo e rivoluzionarlo.
Susanna: Perché Dio ha creato l’uomo e la donna e così è andato avanti il ciclo della vita.
Stefano: Noi siamo solo uno stupido sbaglio della natura, l’uomo si crede il più importante essere vivente, ma se ci fosse una catena di importanza saremmo all’ultimo posto. Uccidiamo animali per incollare una scheda, distruggiamo alberi per uno stuzzicadenti, ecc. e se qualcuno ci avesse creato avrebbe fatto il più grande sbaglio della sua vita.
Sebastiano: Secondo me perché Dio ha voluto che ci fosse una forma di vita più evoluta.
Chiara: Non c’è un motivo.
Elvis: Secondo me perché l’ha voluto Dio, formando le scimmie e poi evolvendosi.
Simone: Noi esistiamo perché ci hanno fatto i nostri genitori e non è uno sbaglio.
Elena: Secondo me perché è stato Dio a volerlo. Nessuno lo sa. Ma secondo me è la più logica.
Selene: Secondo me perché Dio voleva che esistessimo e grazie ai 4 elementi.
Lancine: Secondo me perché Dio ci ha creati
Deborah: Esistiamo perché le scimmie si sono evolute.
Mattia: Perché Dio voleva qualcuno che predicasse la sua parola.
Matteo: Secondo me perché dopo i dinosauri, invece di rimanere il pianeta vuoto, certe cellule si sono unite formando una scimmia, poi si sono moltiplicate, evolvendosi in milioni di anni.
Luca: Perché Dio ha fatto una sua religione e voleva che qualcuno credesse a questa religione allora ha messo al mondo: 4 elementi, Acqua-Aria-Fuoco-Terra e così ha creato l’uomo.

***

4. Perché le api sentono il bisogno di pungere le persone?

Ho trovato così significativa la formulazione di questa domanda (caratterizzata dalla scelta molto particolare del termine “bisogno”), da non potermi esimere di chiedere a tutti i bambini di provare a rispondere al quesito posto dalla loro compagna Elena. Ed ecco il risultato. Ho riportato tutte le risposte, anche se talvolta si ripetono, perché, specularmente alla forma logica della domanda, trovo più interessanti la formulazione o lo schema logico delle risposte.

Elena: Le api pungono se tu dai loro fastidio e si ribellano così.
Selene: Hanno paura che noi facciamo loro del male.
Lancine: Secondo me le api pungono perché noi facciamo loro qualcosa, per esempio le scacciamo con le mani e allora per difendersi ci pungono.
Deborah: Le api sentono il bisogno di pungere le persone solo quando noi diamo loro fastidio e allora loro come difesa ci pungono.
Lisa: Secondo me pungono perché così si difendono.
Luca: Se le api ti pungono c’è un motivo; perché tu hai fatto una mossa sbagliata e ne hai colpita una e lei si difende pungendoti.
Mattia: 1) per difendersi; 2) le api non hanno questo bisogno.
Susanna: È per non farsi stimolare. Per difendersi se noi facciamo qualche dispetto.
Matteo: Secondo me perché è come un modo per liberarsi di chi dà loro fastidio. È anche un modo per sfogarsi e fare uscire la rabbia che avevano dentro.
Sebastiano: Io ho due opzioni: la prima è perché sentono che qualcuno, per loro, vuole fare qualcosa sull’ape regina. E la seconda perché le istighiamo.
Stefano: Secondo me le api pungono le persone solo se le stuzzichiamo ma questo è fatale, quindi per l’ape essere stuzzicata è meglio che morire e difendersi, questo a me fa capire che la vendetta è la peggior nemica.
Chiara: Le api pungono solo se dai loro fastidio.
Elvis: Per difendersi da noi quando diamo loro fastidio.
Federica: Le api sentono il bisogno di pungere le persone perché, se noi le disturbiamo loro pensano che tu vuoi far del male, allora loro si difendono pungendoti con il pungiglione.
Simone: Le api non ti pungono se non le stuzzichi. Invece se le stuzzichi loro ti pungono e perdono il pungiglione e muoiono. Appena metti la mano sopra di loro ti pungono. Perché hanno paura di noi.
Mattia: Perché temono che noi potremmo fare loro del male e se no è perché le picchiamo, perché abbiamo noi paura e allora loro come difesa ci pungono non sapendo che morirebbero.
Melissa: Le api pungono le persone perché se noi diamo fastidio, loro reagiscono, se non diamo fastidio non pungono.
Paolo: Perché si sentono minacciate e questo è il loro modo di difendersi.
Matteo: Per difesa perché pensano che possiamo far male all’ape regina.
Daniele: Per difendersi dalla mente degli umani.
Alessandro: Perché le api sono sensibili e pungono per difendersi, e hanno anche paura che noi facciamo loro qualcosa o le spaventiamo. Credo che quando ci pungono loro perdano il loro pungiglione e poi muoiono.
Giorgio: Se loro vengono stuzzicate attaccano e pungono, ma se le lasci stare non pungono.

***

5. Un mondo alla rovescia

Dopo l’emersione delle domande e i tentativi di rispondere, con la medesima classe abbiamo prima provato a ragionare sul concetto di senso, e poi, ancor più interessante, su quello di caos. In prima battuta, cioè, i bambini erano chiamati a ragionare sul perché il mondo ci sembra così ordinato, e, subito dopo, a disfare questo ordine supposto, immaginando cosa succederebbe se il caos regnasse. Queste alcune frasi da loro scritte in proposito:

“Anche se siamo nati per caso abbiamo lo stesso un significato, una nostra storia”. (Mattia C.)
“Siamo noi che diamo senso a tutte le cose che facciamo; tutti hanno bisogno di dare senso alle proprie azioni. Ad esempio, le api per far nascere i cuccioli hanno bisogno di senso, curano le loro larve nutrendole. Loro prendono il nettare dai fiori e lo portano direttamente all’alveare. Siamo noi che diamo senso alla nostra casualità” (Matteo)
“Le api sono una specie e noi siamo un’altra specie, ci sono leggi diverse” (Mattia G.)
“Esiste il destino anche se nasci per caso” (Daniele)
“Tu nasci per caso, ma sei tu a dare senso alle tue azioni, come arrampicarsi su un albero o andare a scuola” (Matteo M.)
”Non siamo mai completamente liberi di fare tutto quello che vogliamo, siamo prigionieri in una bella cella che sono le regole e le leggi” (Mattia C.)
“A volte le regole sono inutili e senza significato” (Matteo M.)
“Però tutti noi abbiamo un unico destino: si nasce, si vive, si muore” (Paolo)

***

“Nel mondo caotico tutto è al contrario: le persone camminano con la testa, gli alberi sono più piccoli delle persone, i fiori sono al contrario, il giorno e la notte sono insieme contemporaneamente, le macchine volano nel cielo, le case sono sottosopra, dalla pioggia cadono le nuvole e succedono altre cose stranissime… ma sarebbe troppo strano per viverci” (Deborah)
“Secondo me non è molto facile vivere in un mondo caotico, è tutto disordinato e non si capirebbe più nulla… la terra cambierebbe posizione di giorno in giorno, un giorno sarebbe in verticale un altro giorno in orizzontale, non sapresti neanche dov’è il sud, il nord, l’ovest e l’est. In un mondo caotico non sapresti come guardare il mondo” (Federica)
“In un mondo caotico potrebbe succedere di tutto, potrebbe succedere che vieni schiacciato come una lattina, o essere tirato fino a che ti dividi in due parti. Potresti invece girare vorticosamente da farti venire il mal di stomaco e il vomito. Oppure andare al rallentatore e poi essere velocissimo (come usare l’ipervelocità). Poi essere bassissimo e dopo 5 minuti essere altissimo; fare passi da gigante, o farli più piccoli sui muri. Può anche essere che uno galleggi nell’aria o che stia sulle nuvole (cioè sdraiarsi sopra…). Ecco il mio mondo caotico” (Matteo F.)
“Io ho rappresentato il mio mondo caotico pensando a un vortice potentissimo che distrugge tutta quasi l’Italia, le persone urlano e quasi tutte vengono completamente inghiottite dal vortice. Se ci fosse un mondo così di certo non sarebbe tranquillo come quello di oggi, ci sarebbe solo disperazione e non sarebbe piacevole vedere cosa accade al nostro mondo e non potremmo abituarci” (Selene)
“Il mio caos sarebbe un mondo in cui i desideri di tutti si avverassero; in questo mondo nessuno desiderava la pace ma tutti la guerra; un mondo di egoismo, avidità e superbia, la guerra tutto il giorno, si soffre la fame, non c’è più lavoro e pensieri felici ma solo la morte e i suoi sacrifici, le maestre non istruivano venivano istruite, i bambini educano i propri genitori, la gente non aveva più voglia di vivere” (Mattia C.)
“Il mondo caotico potrebbe essere invivibile o forse no, perché dopo del tempo il nostro corpo si abituerebbe al modo di vivere. Disegnare un mondo caotico è quasi impossibile, perché ogni giorno potrebbe cambiare, oppure rimanere come è. Potrebbe anche essere che due giorni la stessa giornata e tre giorni diversa. Secondo me una giornata tipica caotica è più o meno così: un pellicano che… (illeggibile), e scappa da uno squalo che è inseguito da un aereo affamato, un naso fluttua in aria, un pezzo di terra si staccherebbe, le lettere andrebbero in giro come niente, il sole farebbe grandi passeggiate, gli animali e le persone cambierebbero colore e forma” (Stefano)
“Ma cosa succederebbe al nostro corpo? Cambierebbe forma? Perché il mondo non è caotico. Noi potremmo desiderare un mondo caotico, ma poi vorremmo quello non caotico” (Mattia G.)
“Tutte le persone sarebbero spaventate da questa cosa, tutte le cose si metterebbero in disordine da sole. Il mondo sarebbe impossibile se dopo cinque minuti ti ritrovassi al contrario. Secondo me questo mondo sarebbe noioso e stressante. Tutti si stancherebbero” (Lisa)
“Allora non potrai mai abituarti, e anche se ti abitui, due secondi dopo dovresti riabituarti, ma non farai mai in tempo” (Matteo)
“In un mondo caotico potremmo vivere solo se avessimo una capacità di adattamento sovrannaturale” (Paolo)
“Il mondo è già un disastro, gente che uccide senza motivo…” (Chiara)
“Se vivessimo nel caos allora anche la terra farebbe quello che vuole e potrebbe smettere di girare e il corpo non farebbe quello che dovrebbe fare” (Melissa)
“Nel mio mondo caotico ci sarebbero tantissime guerre, non ci sarebbero regole, gli animali vivrebbero geneticamente modificati e ci sarebbe il nulla. L’umanità scomparirebbe” (Sebastiano)
“Accade quello che non pensi, e che non vuoi che accada” (Alessandro)

Autore: md

Laureatosi in Filosofia all’Università Statale di Milano con la tesi "Il selvaggio, il tempo, la storia: antropologia e politica nell’opera di Jean-Jacques Rousseau" (relatore prof. Renato Pettoello; correlatore prof. Luciano Parinetto), svolge successivamente attività di divulgazione e alfabetizzazione filosofica, organizzando corsi, seminari, incontri pubblici. Nel 1999, insieme a Francesco Muraro, Nicoletta Poidimani e Luciano Parinetto, per le edizioni Punto Rosso pubblica il saggio "Corpi in divenire". Nel 2005 contribuisce alla nascita dell’Associazione Filosofica Noesis. Partecipa quindi a un progetto di “filosofia con i bambini” presso la scuola elementare Manzoni di Rescalda, esperimento tuttora in corso. E’ bibliotecario della Biblioteca comunale di Rescaldina.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: